| |
|
|
lunedì, 02 novembre 2009
L'ex allenatore della Roma a sorpresa: «Mi sentirei pronto per la panchina azzurra, ma anche per una nazionale estera. I contatti con lo Zenit? Valuteremo. Le difficoltà della squadra giallorossa? È un periodo difficile. La fuga dell'Inter? Il discorso non è chiuso, ma Mourinho è un buon domatore»
Luciano Spalletti si sente pronto ad allenare anche una nazionale, anzi «la Nazionale». Dalla sala Consiglio della Federcalcio, dove come testimonial della Peroni ha partecipato alla presentazione della Fantanazionale, iniziativa benefica per la lotta contro la Sla, l'ex allenatore della Roma si lascia aperta una porta anche per un eventuale futuro sulla panchina azzurra, se dopo il mondiale finirà il nuovo mandato di Lippi. Si sente pronto per una nazionale? È stata la domanda. Ancor più diretta la risposta.
NAZIONALE - «La nazionale è il sogno di qualsiasi allenatore - ha detto Spalletti - mi sentirei pronto. Parlo di una nazionale estera ma anche di questa nazionale, quella italiana. È un'apertura che mi concedo». Spalletti ha anche confermato i contatti con lo Zenit («valuteremo») e solo al termine della lunga conferenza ha rallentato sull'ipotesi azzurra: «Il mio futuro tra Italia e estero? Se dovessi fare un pronostico direi più estero».
ROMA - Spalletti ha poi parlato anche della Roma: «La squadra sta attraversando un periodo difficile come succederà a tutte le squadre. Personalmente non mi piace la contestazione così dura, come quando si usano bombe carta e minacce. In altri paesi c'è una civiltà diversa. I ragazzi erano dispiaciuti quando io mi sono dimesso. Ci siamo lasciati con amicizia. Io alla Roma penso di aver dato tutto e ho anche ricevuto. Proprio per questo è stato giusto farmi da parte per far esprimere tutto il potenziale a questa squadra. Conosco Ranieri, Montali e Conti: se li lasciate lavorare vi renderete conto che sono belle persone e ottimi professionisti. Sono andato avanti dopo l'incontro a Villa Pacelli a giugno perchè Roma e la Roma mi piacevano davvero molto. Ma poi vedendo che non riuscivo a far esprimere tutto il potenziale ho deciso di andarmene».
SCUDETTO E MOURINHO - Aria di Inter-Roma, e Luciano Spalletti riaccende il derby a distanza con Josè Mourinho nonostante la panchina giallorossa non sia più la sua: «L'Inter? È attrezzata e ha già un buon margine, ma avete sentito voi stessi cosa dice Mourinho, non è una fuga - ha detto il tecnico toscano, a margine della presentazione di un'iniziativa benefica Peroni-Figc - Il portoghese è un buon domatore: crea tensione e attenzione per sfruttare al meglio gli episodi che fanno girare la partita. In quello è il più bravo. Avete visto tutti, spesso la sua Inter ha giocato peggio dell'avversario ma ha vinto cogliendo quegli episodi». Ma è già un campionato chiuso? «No, il campionato riesce ancora ad affascinarmi: dietro l'Inter ci sono la Juve, il Milan, la Samp, il Palermo, e poi anche il Napoli, la Roma, la Lazio. Tutte squadre che si possono inserire».
RIMARRAI PER SEMPRE IL MIO MISTER E IL MIO AFFETTO PER TE SARA' SEMPRE INFINITO COME LA MIA GRATITUDINE: SPERO CHE TU ABBIA FORTUNE PAZZESCHE E POSSA VINCERE TANTISSIMO ALLA FACCIA DI ROSELLA!!!
DAJE LUCIANO!!!
sabato, 31 ottobre 2009
La conferenza stampa integrale del tecnico Claudio Ranieri, alla vigilia di Roma-Bologna:
Contestazioni, bombe carta, l'allenamento di ieri interrotto...
"Non è stato interrotto l'allenamento di ieri. Qualche bomba l'hanno tirata stanotte, c'è un po' di esasperazione, evidentemente c'è molto amore per la squadra. La gente si chiede il perchè e il per come ed esplode. Anche se non dovrebbero esserci manifestazioni di questo tenore, perchè nei momenti peggiori si vede l'amico e chi ti sta vicino. Bisogna analizzare le tre partite perse, abbiamo creato tanto, sia contro Il Milan che contro l’Udinese. Abbiamo creato tanto e giocato bene. Credo all’altezza della gara con la Fiorentina. Poi non abbiamo fatto gol e non abbiamo vinto. Ai ragazzi l’ho detto: se questo non basta dobbiamo fare di più. Abbiamo una squadra compatta e concentrata che vuole uscire dalla situazione. Quando una squadra non sta bene in casa soffre ancora di più, ha l’ansia del risultato, sente i tifosi non capiscono e iniziano a fischiare Non dovrebbe accadere, i tifosi devono darci una mano. Non stanno vedendo una squadra che non corre. La squadra lotta. Ci sono delle disattenzioni su cui stiamo lavorando. Capisco che subiamo troppi gol e ne stiamo segnando troppo pochi, ma solo con il lavoro se ne viene fuori. Nei momenti difficili la gente ci deve stare vicino”.
Pensava di trovare le difficoltà che sta trovando?
“L’ho sempre detto, le difficoltà ci sono, se cambi l’allenatore ci sono. Io sono venuto con la voglia di far bene e non mi smonto facilmente. Sapevo che sarebbe stato difficile e che serve lottare. So che bisogna essere tutti uniti, vedo che lo spogliatoio, è sano, sereno, di gente che cerca di uscirne fuori, sono fiducioso".
I problemi di Vucinic?
“Se avessi quattro attaccanti come avevo l’anno scorso lo farei riposare. Qui no, lo faccio giocare e spero la gente gli sia vicino”.
È stato utile il ritiro?
“Inutile dire se utile o no. Abbiamo deciso di farlo noi con la squadra. Utile lo vedremo domani. Noi giudichiamo: se si vince va tutto bene. Se si perde va tutto male. Lo vedremo domani. Quello che conta sono i tre punti. Come sempre”.
Come sta Doni?
“Sta bene. Il portiere quanto e più degli altri ha bisogno di giocare. Anche Buffon, il più forte del mondo, lo scorso anno dopo sei mesi di stop ha avuto difficoltà. Insistendo verrà il suo momento d’oro”.
Come sta Menez? Sembrava un giallo il suo infortunio...
“Gli si era staccata un’aderenza di una vecchia operazione. Dopo una piccola corsetta in surplace si è fermato. Ora si è ripreso ed eccolo, è pronto. La polemica? È logico che con tante radio e giornali succede. È uno spogliatoio sano, non ci sono problemi. Si esagera tutto, si esaspera tutto. Vogliamo solo fare bene. Questa è la cosa più importante”.
Come sta Cerci?
“Può avere chance di giocare o di venire in panchina. È stato fermo 13 giorni, ora da tre giorni si allena. Pizarro uguale, sono tre giorni che si allena con noi. Può giocare o venire in panchina. Devo valutare io chi può giudicare, di chi posso fare a meno e di chi non posso”.
Baptista come sta? Può giocare dall’inizio?
“Potrebbe ma non ha i novanta minuti e non ha il ritmo che vorrei. Se gioco con una punta e Perrotta è per fare un determinato gioco. È una scelta tattica”.
Si aspettava le reazioni di Blanc sulle sue dichiarazioni riguardo a Stankovic? Le ha detto che non deve parlare della Juve...
“Infatti non sto parlando, non ho parlato l’anno scorso, non lo faccio ora. Blanc deve stare tranquillo, se volessi ne avrei di cose di cui parlare”.
Dicendo che se avesse quattro punte non farebbe giocare Vucinic non pensa di mancare di rispetto a Baptista e Okaka?
“No, Baptista non è una punta, Okaka sì ma è giovane. Vucinic è superiore”
Non pensa di adattare troppo il modulo all’avversario?
“No, non mi metto a ridosso dell’avversario, mi metto avanti, cerco di batterlo”
Torniamo sul suo "Questa squadra non è mia"...
"Allora, io stimo molto Sconcerti e mi ha fatto una domanda di provocazione l'altra volta, per sondare il clima nello spogliatoio. Tutti sanno che io sono entrato in corsa e quindi la squadra non l''ho fatta io. Ma dal momento in cui ne prendo le redini, io divento il punto di riferimento e la prendo come mia, mi appartiene. I miei giocatori diventano i più forti del mondo e penso solo a loro. Inoltre sono tornato alla squadra di cui sono tifoso, quindi credo di aver detto tutto".
Dopo Udine lei ha detto che manca la serenità...
"Si perchè quando crei tanto e non segni ti manca serenità secondo me. Non è nemmeno un fatto di fortuna e sfortuna, a me di cose storte ne sono successe ma non mi sono mai arreso. Io sono uno che si è fatto da solo e non mi sono mai arreso. Ci sono persone che alle prime difficoltà mollano e poi danno la colpa alla sfortuna. Io non sono così. Io non mi arrendo, la colpa non è degli altri e nostra. Io sono positivo e dobbiamo lottare e mettercela tutta, già da domani. Voglio vedere determinazione e freddezza oltre che voglia di fare e mi auguro che la squadra lo faccia. Siamo in un momento difficile, siamo in difficoltà ed è proprio per questo che bisogna starci vicino niente bombe, niente improperi. Se è vero che siamo una famiglia, quando in famiglia qualcuno sta male, non gli tiri le bombe, gli stai vicino e cerchi di dargli una mano. Ed è questo che chiedo ai tifosi, se amate la Roma e se siete esasperati figurateci quanto lo siamo noi. Noi vogliamo fare meglio e vogliamo fare di più".
Qual è l'anello debole della Roma?
"Ci sono due anelli. Uno che prendiamo gol ed uno che non ne facciamo. I numeri sono chiari. Però la squadra è viva, se Vucinic segnava all'ultimo momento avreste riscritto tutti i pezzi si o no? avreste scritto che abbiamo lottato fino all'ultimo si o no? Questa è la realtà. avremo cambiato tutto no?. La verità è che ci sono molte difficoltà ma io non vedo uno spogliatoio allo sbando. Li vedo decisi e determinati. Non parlo di tranquillità perchè sono romano e so che fine ha fatto tranquillo qui".
Lei è stato inserito in una squadra già costruita...
"Ho 58 anni e sono 58 anni che è mia la Roma. Le cose non si creano oggi o domani, io sto facendo e lavorando. Sono qui per costruire e fare bene. Questa anche è la mia Roma e non la rinnego perchè sto perdendo. Io sono responsabile di questa barca. Io sono l' ammiraglio e mi prendo tutto. Stiamo navigando bene ma facciamo poche miglia. Arriverà il momento".
Che squadra si aspetta domani?
"Si mi aspetto una squadra che giocherà nella propria metà campo, li ho visti e li conosco, inizialmente giocano a viso aperto ma poi si chiudono ai primi affondi avversari. Ho visto un po' di nervosismo contro il Siena. Hanno anche creato qualcosina però senza passare la metà campo praticamente. Mi aspetto una squadra rapida a ripiegarsi e che aspetterà che i nostri tifosi ci fischino cercando di trovarci distratti. Questo non deve accadere. Me lo aspetto dai miei ragazzi, li voglio vedere freddi e glaciali oltre che mettercela tutta. E' una squadra che ha delle individualità".
Come sta Burdisso?
"Non vogliamo dire nulla, ha un problema piccolo al polpaccio, lui vorrebbe spingere ma noi no. Perchè il polpaccio è un muscolo strano".
Lei con che spirito andrebbe allo stadio da tifoso?
"Sicuramente incazzato, perchè voglio di più, ma consapevole che la squadra sta facendo molto e sta sbagliando anche molto. Però noi produciamo di più e tanto. Certo è fastidioso vedere che gli altri magari producono molto meno di noi ma al primo affondo segnano. Allora o ci sentiamo parte di una famiglia. Non voglio tornare ad esempi inglesi ma una volta andai a giocare l'ultima giornata contro una squadra già retrocessa e mi ricordo che tutti i loro tifosi erano in piedi a battere le mani per l'impegno che comunque ci avevano messo. Loro piangevano ma applaudivano. A me ancora vengono i brividi.
Non dico che ci devono applaudire ma che ci diano una mano a stare meglio, ci incoraggiassero, io da tifoso anche incazzato farei così".
sussurrato da: Totticorederoma alle ore 12:57
Permalink | commenti
categoria: roma, as roma, presidente, curva sud, francesco totti, unico grande amore, trigoria news, convocati, claudio ranieri, grazie roma, rosella sensi, john arne riise, numeri e curiosità , campionato di serie a, roma ti amo, gli avversari, infortunati, i tifosi
giovedì, 29 ottobre 2009
"NOI, VOI...ESSI"!
In scena troviamo una squadra allo sbando senza
- una guida tecnica capace d trovare il bandolo della matassa;
- senza una guida morale che dovrebbe essere data dalla Società inesistente
- una tifoseria giustamente arrabbiata per i risultati che vanno oltre la peggiore delle immaginazioni.
Credo che sia palese ormai che Mister Ranieri dopo i proclami di quando arrivò alla Roma (So quali sono i problemi della Roma!), in realtà non sappia a che Santo votarsi, definendo anche la Roma come "non sua".
Vorrei portare al Mister il mio esempio: "io sono un supplente nella scuola italiana e ogni anno trovo "classi non mie", che però a settembre lo diventano e se accetto l'impegno (perchè possiamo anche rifiutare) faccio di tutto per plasmarla a mia immagine e secondo le mie regole, non mi permetterei mai alla prima difficoltà di dire che questa classe non è mia perchè non ho inserito io determinati alunni anzichè altri"!
Mister Ranieri, impari che non tutte le squadre sono come il Chelsea o come la Rubentus che hanno possibilità economiche a dir poco infinite e che quando un professionista prende un impegno come quello di allenare la ROMA e non il Parma o il Livorno (con tutto il rispetto per loro), lo si fa sapendo la enorme difficoltà di gestire non solo una squadra con campioni affermati come Totti, De Rossi o Mexes, ma anche di garantire alla tifoseria di essere fieri della squqdra nonostante qualche difficoltà!
Invece lei, caro mister fino ad ora non ha dato nessuna immagine alla squadra, non l'ha plasmata, anzi il gioco ne risente in maniera imbarazzante e la difesa continua a prendere gol ad ogni partita!
La Società come sempre in questi casi si da alla "macchia" e evita di esporsi mentre in realtà la tifoseria chiedono a gran voce il contrario!
Gentile signora Staffoli, impari da i signori De Laurentis, Zamparini o dallo stesso Lotito che sanno fare i presidenti e sanno metterci la faccia non solo quando fa una presentazione di uno stadio( che non si sa quanto sia fanta economia e quanto reale investimento) ma lo fa soprattutto quando la nave imbarca acqua da tutte le parti!
Questo fanno i Presidenti!
Adesso la scelta del ritiro fino a domenica: i nostri giocatori sono troppo viziati per soppportare una scelta simile come lo si è notato lo scorso campionato col ritiro finito in tempi brevi perchè i "poverini" non se la sentivano di sputare sangue per noi che "paghiamo" sotto ogni punto di vista per loro!!!
Per quanto riguarda i tifosi, abbiamo tutte le ragioni di questo mondo per lamentarci e essere arrabbiati per quanto sta accadendo e le 3 "persone" descritte prima devono prenderci in considerazione dandoci il nostro meritato rispetto!
Se ci fosse una Curva unita come ai vecchi tempi invece di avere tanti gruppi frammentati e guidati da "capetti" che se credono "Papi" intoccabili e indiscutibili (e non mi riferisco a Enrico Papi ma a sua Santità...) atteggiandosi da V.I.P., si organizzerebbe una manifestazione "nazionale" di tutti i Roma Club o cmq di tutta Roma e della Regione e faremmo sit-in permanente davanti ai cancelli di Trigoria e non una gita con 500-600 persone come le ultime organizzate.
Richiediamo la formazione del C.U.C.S.!
Il tifo giallorosso unito e forte!
Però un rimprovero bisogna farlo a quelle persone che sono entrate a Trigoria di notte per lasciare scritte interne: quelli sono gesti sbagliati.
Il tifo ok...la rabbia ok...ma rimetterci la pelle o rischiare la galera, no.
Quindi usiamo la testa e il cuore nelle giuste misure.
Ave a voi tutti e speriamo che domenica torni la Roma vera!
Giuseppe
sussurrato da: Totticorederoma alle ore 15:50
Permalink | commenti (1)
categoria: as roma, presidente, editoriale, la società , curva sud, francesco totti, unico grande amore, trigoria news, rosella sensi, roma ti amo, i tifosi, mò parlo io
lunedì, 26 ottobre 2009
lunedì, 26 ottobre 2009
ROMA, 26 ottobre - Continuano le brutte notizie in casa Roma. Francesco Totti si ferma ancora. Il capitano giallorosso in mattinata ha provato ad allenarsi con il gruppo ma dopo trenta minuti, durante la circolazione di palla, il giocatore ha interrotto l'allenamento toccandosi il ginocchio. Totti si è seduto in panchina e ha spiegato a Scaglia e Pradè la sua condizione. Poi ha lasciato il campo scuro in volto. Per lui ulteriore consulto a Villa Stuart con il prof. Mariani. Prima di lasciare Trigoria Totti ha avuto il tempo di conoscere Giampaolo Montali che presto sarà ufficialmente inserito nei quadri societari della Roma.
GIÀ SOTTO I FERRI - Francesco Totti torna ad operarsi al ginocchio. Il capitano della Roma, sottoposto a un nuovo controllo dopo che questa mattina aveva dovuto interrompere l'allenamento, effettua già in giornata un intervento in artroscopia. Il ginocchio destro è lo stesso a cui un anno era stato operato ai legamenti. L'intervento è concluso, ecco il comunicato della Roma:
"In data odierna, il calciatore Francesco Totti è stato sottoposto ad intervento di meniscectomia artroscopica mediale selettiva del ginocchio destro. L'intervento, eseguito dal Prof. Mariani, dopo un percorso terapeutico conservativo, si è reso necessario per la comparsa, durante l’allenamento odierno di ulteriori disturbi. Nel corso dell'intervento non sono state riscontrate lesioni di altra natura (legamentose o cartilaginee).
Il Calciatore, già dimesso questa sera, inizierà il protocollo riabilitativo a Trigoria nella mattinata di domani. Il ritorno all'attività agonistica sarà stabilito sulla base delle risposte funzionali dell’atleta".
lunedì, 26 ottobre 2009

Continuano le brutte notizie in casa Roma. Francesco Totti si ferma ancora. Il capitano giallorosso in mattinata ha provato ad allenarsi con il gruppo ma dopo trenta minuti, durante la circolazione di palla, il giocatore ha interrotto l'allenamento toccandosi il ginocchio. Totti si è seduto in panchina e ha spiegato a Scaglia e Pradè la sua condizione. Poi ha lasciato il campo scuro in volto. A questo punto non è escluso un ulteriore consulto a Villa Stuart con il prof. Mariani.
IL PRESIDENTE SIGNORA STAFFOLI - Intanto il presidente Rosella Sensi ha avuto in mattinata un colloquio con il tecnico e la squadra prima dell'allenamento mattutino, il primo dopo il brutto ko interno contro il Livorno. Ranieri ha ritrovato Motta che si allena con il gruppo. Assente dal campo Pizarro. Differenziato per Tonetto.
COMPLIMENTI ALLA DIRIGENZA, ALLO STAFF TECNICO E A QUELLO MEDICO CHE LO HANNO SEMPRE FORZATO A TORNARE IN CAMPO PRIMA DEI TEMPI PREVISTI!! ALBERTO HA RAGIONE: A ROMA NON SANNO CURARE I GIOCATORI!!!
POVERO CAPITANO MIO!!!
FORZA ROMA
GIUSEPPE
domenica, 25 ottobre 2009
Grandissima figuraccia rimediata dall'A.S: Roma in casa col Livorno.
Chi si aspettava una reazione di forza dopo la sconfitta col Milan e il pareggio agguantato all'ultimo secondo contro il Fulham è rimasto deluso se non di più!
La Roma ha perso in casa grazie ad un gol dell'avvelenato Tavano che al 39' del primo tempo ha trafitto Doni.
Roma oggi totalmente senza idee, con Pizarro in panchina per problemi fisici e Faty in campo in posizione sbagliata per più di 40 minuto prima di arretrarlo a favore di Perrotta.
Vucinic e Mènez inconcludenti col francese almeno più presente e volenteroso del montenegrino che non ne ha azzeccata una, e questo purtroppo capita da moltissimo tempo!
Anche oggi c'è stata la dimostrazione palese che le critiche a Francesco Totti sono ingiuste e che il Capitano giallorosso è fondamentale per il gioco della Roma!
Ranieri poi ci spieghi:
1)I cambi: Pit...perchè non Okaka che ha già giocato sia in campionato che in copa facendo belle prestazioni?!
2) Cosa intende fare con Vucinic visto che è evidente la demotivazione del giocatore?!
3) Cosa intende fare per dare freschezza al gioco romanista che fino a qualche tempo fa era protagonista del più bel gioco del campionato?!
4) Ci spiega per favore cosa sta succedendo a Trigoria?!
E alla Società chiediamo (inutilemnte visto che la Società non esiste) prese di posizione concrete e reali, basta chiecchiere: servono fatti!!!
Invece de pensà a Montali pensi la signora Rosella a ffa qualcosa de bbono per la squadra!!!
Buona nuova settimana anche se cor mal de panza!
Giuseppe
mercoledì, 14 ottobre 2009
mercoledì, 07 ottobre 2009
mercoledì, 07 ottobre 2009
Il capitano dei giallorossi riprende il suo consueto appuntamento con il Corriere dello Sport-Stadio: «Alla ripresa del campionato ci aspetta un tour de force che ci dirà quanto vale questa squadra: col Milan cercherò di esserci, ma ho preso un grosso spavento. I critici? Io rispondo sul campo»
Francesco Totti scrive per il Corriere dello Sport. Il capitano della formazione giallorossa riprende il suo consueto appuntamento con i lettori del nostro giornale e parla della sua situazione e quella della Roma.
Riprendo la rubrica con il Corriere dello Sport anche quest’anno, come ormai è consuetudine. A 33 anni affronto il mio diciottesimo campionato. Era cominciato in maniera abbastanza negativa per noi, ma stiamo cercando di rimetterci in carreggiata. Siamo partiti con Spalletti e dopo due giornate è arrivato Ranieri. In questo periodo sono state dette tante cose, sono girate troppe voci, si è spesso sparlato e soprattutto qualcuno ha parlato di cose che non sa. Sul mio conto e non solo. Ma io personalmente so come sono fatto, sono una persona trasparente e leale e nel calcio l’unica arma che ho a disposizione è quella di rispondere sul campo. Le prestazioni e i numeri parlano chiaro. Ma sfido chiunque a poter sostenere che nella mia carriera, sia in pubblico che in privato, io abbia parlato male di un dirigente, di un allenatore, di un collega. Qualsiasi cosa avessi avuto da dire a qualcuno l’ho sempre fatto direttamente con l’interessato e questo anche i giornalisti che mi conoscono e che frequentano Trigoria possono confermarlo.
Non seguo certe trasmissioni, ma in questo periodo mi è capitato di vederne una casualmente e mi sono stati riportati i contenuti di altre. Ci sono persone che davanti a un bicchiere di vino o a un piatto di pasta hanno espresso giudizi negativi sul mio conto. Non ci voglio credere, ma se qualcuno ha da muovermi qualche critica sa dove trovarmi. Anche alcuni operatori dell’informazione - ed escludo quelli che mi conoscono e che quotidianamente frequentano Trigoria - hanno detto cose inesatte. Ma questo fa parte del gioco e alcuni di loro hanno costruito la loro professione sul poter parlare male di Totti. Certe persone dovrebbero ringraziarmi e sperare che io giochi il più a lungo possibile, così potranno continuare a fare il loro lavoro. Se a qualcuno di questi commentatori si chiede dove sta Trigoria e come è fatta probabilmente non sanno rispondere. Se la ricordano ai tempi di Viola, ma è passato tanto tempo. A volte mi capita di incontrarli, io posso guardarli negli occhi, mentre loro spesso abbassano lo sguardo, o tutt’al più mi chiedono una maglia.
E adesso un altro argomento che mi sta a cuore. All’interno della società mi sono sempre imposto di avere rispetto delle persone che lavorano, quindi il mio confronto con i direttori Bruno Conti e Daniele Pradè avviene giornalmente su tutte le pro- blematiche. Questo non vuol dire che qualcuno ha comprato i miei silenzi. Tutt’altro, ci sono momenti in cui è corretto parlare pubblicamente ed altri invece in cui conviene fare le proprie valutazioni all’interno di certe stanze. Una cosa che mi manca terribilmente è la presenza dei nostri tifosi in trasferta. Vedere la curva chiusa per il divieto è una cosa che mi rattrista. Spesso in passato attraverso il sostegno dei nostri tifosi siamo riusciti ad avere quella carica in più che ci ha permesso di ribaltare situazioni negative sul campo. Spero di ritrovare al più presto la nostra curva, la mia curva. anche in trasferta.
Questo è un campionato che rispecchia il momento del calcio mondiale, molto fisico e meno tecnico, un calcio nel quale le squadre sono tutte corte e corrono, quindi anche le formazioni meno dotate dal punto di vista tecnico possono impensierire le cosiddette grandi. Credo che attualmente in Italia il miglior calcio lo giocano Udinese e Genoa, dal punto di vista dello spettacolo in Europa il top è il Barcellona. Vedere al comando della classifica la Samp fa un certo effetto, ma chiaramente le squadre che non hanno le competizioni europee sono avvantaggiate.
Un pensiero particolare va a Carlo Ancelotti, che dopo aver vinto tanto in Italia ha portato all’estero il suo metodo di lavoro, basato non solo sui sistemi tecnico- tattici, ma anche sul grande rapporto che ha con i calciatori e credo che i miei colleghi del Chelsea abbiano già apprezzato le sue doti. Tra le squadre che lottano per la salvezza mi ha colpito molto il Chievo, una squadra ben organizzata, ma ci sono anche altre realtà, come il Bari e il Cagliari, che dimostrano di avere un sistema di gioco collaudato.
L’ultima partita è stata la fotografia di quello che vuole Ranieri: andare in campo per lottare, correre, impegnarsi e solo dopo il fischio finale si tirano le somme. Andare in svantaggio in casa e ribaltare il risultato con il Napoli è stata un’impresa, abbiamo dimostrato di essere un gruppo unito, ognuno pronto ad aiutare l’altro. Mi ha fatto molto piacere avere eguagliato Batistuta, ma bisogna guardare avanti, personalmente, ponendomi obiettivi sempre più importanti, anche a lunga scadenza, cercando di fare gol anche nel nuovo stadio della Roma. Ma soprattutto per la squadra, pensando già alla partita di Milano. Cercherò di recuperare da questo infortunio al più presto, anche se mi sono preso un grosso spavento. Alla ripresa ci aspetta un altro tour di force che ci dirà quanto vale la Roma.
sussurrato da: Totticorederoma alle ore 16:57
Permalink | commenti (2)
categoria: roma, as roma, scudetto, francesco totti, unico grande amore, trigoria news, rosella sensi, storia della as roma, campionato di serie a, roma ti amo, europa league
|
|