lunedì, 31 marzo 2008



LONDRA, 31 marzo - 
Spettacolare come il Brasile, il Manchester United vola a Roma con rinnovata convinzione, sicuro di esportare anche in Europa il suo attuale predominio domestico. Dopo il prepotente successo sull'Aston Villa, che ha consolidato il primato in Premiership, la stampa britannica esalta lo stato di forma dei Red Devils, che Wayne Rooney paragona addirittura alla nazionale carioca: «Quando ero piccolo ho sempre ammirato come giocava il Brasile e credo che il nostro calcio attuale assomigli molto al loro», ha confessato al Guardian il centravanti inglese, tornato al gol sabato con una doppietta dopo cinque mesi di digiuno in Premiership.

UNA COPPIA FANTASTICA - Contro i Villas è stato l'ennesimo show della premiata coppia "R&R", Rooney e Cristiano Ronaldo, a segno (con un superbo colpo di tacco) per la 26ª volta in Premiership. Una prestazione che ha spinto il tecnico dell'Aston Villa, Martin O'Neill, a suggerire ai giovani calciatori di studiare la registrazione della partita: «Lo United di oggi è certamente una squadra migliore di quella dello scorso anno», l'inequivocabile giudizio di O'Neill.

SQUADRA FAVORITA - Talmente evidente lo strapotere dello United - scrive il Times - che paradossalmente ha tutto da perdere dai prossimi impegni europei. Ipotecato il 17° titolo nazionale, i Red Devils si presentano infatti alla ribalta internazionale come i grandi favoriti, esattamente come capitato due anni fa al Barcellona: «Non c'è ragione di credere che contro la Roma lo United non approdi alle semifinale», è convinto il Times che pure non dimentica di puntualizzare come l'imprevedibile sia però sempre dietro l'angolo.

L'OTTIMISMO - Decisamente più ottimista il commento del Daily Telegraph che consiglia all'osservatore della Roma, presente sabato all'Old Trafford, di non raccontare ai giallorossi quello che ha visto. Una vecchia tattica utilizzata da Bill Shankly, mitico allenatore del Liverpool: «L'unico modo perché la Roma non disperi prima ancora di giocare», ha commentato il Telegraph. Sugli scudi - anche per il Daily Mail - la strepitosa coppia d'attacco Rooney-Ronaldo («Doppia visione per uno United imperioso», l'apertura), che ispira la «prestazione magistrale» dello United. «A livello domestico è difficile immaginare come possano essere fermati - scrive il Mail - Mentre in Europa hanno certamente buone possibilità di regalare ad Alex Ferguson il secondo trionfo in  Champions League ».

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categoria:as roma, champions league
lunedì, 31 marzo 2008



FRANK DE BLEECKERE
Nato a: Oudenaarde
il: 1 luglio 1966
Professione: Manager pubbliche relazioni

PRECEDENTI CON LA ROMA
Totali: 2
Vittorie: 1
Pareggi: 1
Sconfitte: 0
ULTIMO PRECEDENTE CON LA ROMA:
Sporting Lisbona-Roma 2-2 (07/11/2007, Champions League,
4a giornata della fase a gironi)
 
PRECEDENTI CON SQUADRE ITALIANE IN CHAMPIONS LEAGUE
Totali:
8
Vittorie: 4
Pareggi: 4
Sconfitte: 0
 
PRECEDENTI CON IL MANCHESTER UNITED
Totali: 3
Vittorie: 2
Pareggi: 0
Sconfitte: 1
ULTIMO PRECEDENTE CON IL MANCHESTER UNITED:
Milan-Manchester United 3-0 (02/05/2007,
semifinale di ritorno Champions League 2006/2007)
 
PRECEDENTI CON SQUADRE INGLESI IN CHAMPIONS LEAGUE
Totali: 8
Vittorie: 6
Pareggi: 1
Sconfitte: 1

Sarà il belga Frank De Bleeckere, 42 anni, l'arbitro di Roma-Manchester United, andata dei quarti di Champions League in programma domani allo stadio Olimpico (ore 20,45). Un fischietto di grossa esperienza internazionale che recentemente ha diretto la partita d’andata di Champions tra Liverpool e Inter, gara segnata dall’espulsione di Materazzi.

In questa stagione, l’arbitro belga ha già diretto la Roma in Champions: è accaduto a Lisbona nella partita contro lo Sporrting pareggiata dagli uomini di Luciano Spalletti per due a due. De Bleeckere, poi, è stato anche l’arbitro di Lazio-Real Madrid (2-2) nella fase a gironi. In passato, il belga ha diretto la Roma in occasione della trasferta di Champions in casa del Valencia (0-3, il 26 febbraio del 2003), a Villarreal in Coppa Uefa (2-0 per gli spagnoli) e nel 2000 la sfida Uefa in casa dei portoghesi del Boavista (0-1, rete di Montella).

La carriera di De Bleeckere è del tutto particolare, essendo diventato arbitro molto tardi, nel 1998 all'età di 32 anni. Nel 2007 ha arbitrato la semifinale Champions Manchester United-Milan. E' l'unico arbitro belga inserito nella lista dei 54 pre-selezionati in vista dei Mondiali in Sudafrica nel 2010.

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lunedì, 31 marzo 2008



Giovan Battista Olivero
, estensore dell’articolo, pubblicato dalla Gazzetta, sul presunto incontro fra Spalletti e la dirigenza milanista, è tornato sulla notizia ai microfoni di Radio Radio. “Nessuno come Spalletti ha le caratteristiche giuste per guidare il Milan. Galliani e Braida sanno che la prima scelta importante per intraprendere un nuovo ciclo, è quella dell’allenatore. Hanno individuato in Spalletti la prima scelta da fare. Poi è un tecnico che ormai ha acquisito una maturità e un’esperienza necessaria per non soffrire per l’eredità pesante che gli verrà lasciata da Ancelotti”, i pensieri di Olivero.

 

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categoria:as roma, luciano spalletti
lunedì, 31 marzo 2008



Non ci sarà. Ha dovuto alzare bandiera bianca. Un souvenir della gara di Cagliari da riporre nel cassetto dei ricordi più brutti. Totti, questa mattina, ha lasciato Trigoria con gli occhi velati di tristezza. Questa gara, quella del "riscatto", non l'avrebbe voluta saltare per niente al mondo. Domani, la gara con il Manchester, il capitano se la godrà da spettatore. Gli esami effettuati ieri, hanno evidenziato una lesione ai flessori, che lo costringerà a qualche giorno di riposo, ma soprattutto a soffrire e a sperare mentre i compagni si giocheranno gloria ed Europa. Farà di tutto per esserci nella gara di ritorno. Lo ha promesso. Intanto, però, prima di  tornare a fare la differenza sul campo, la sua missione è un’ altra: stare vicino alla squadra e spronare  il suo sostituto: Vucinic.

"Tranquilli, ho pensato a caricare Mirko: è pronto per la grande serata...". Un'investitura in grande stile. Una promozione sul campo. Il montenegrino è giovane, ma ha dimostrato di poter essere decisivo nelle partite che contano. E Totti lo sa. Il testimone è di quelli che scottano. Ma gli uomini veri si riconoscono nelle occasioni che contano. Nei momenti in cui, sangue freddo e personalità, devono farla da padroni. Si accendano i riflettori: Roma-Manchester è entrata nel vivo. E' scoccata l'ora di Vucinic...

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lunedì, 31 marzo 2008



All'aeroporto di Fiumicino sono sbarcati i primi tifosi del Manchester United giunti a Roma per seguire domani sera la gara di andata dei quarti di finale di Champions League contro i giallorossi. Erano solo una decina, arrivati su un volo di linea. La maggioranza dei tifosi inglesi è attesa per domani mattina, quando sono in programma alcuni voli charter da Manchester. "Totti assente? Aumentano per noi le possibilità di qualificazione - afferma Roger, un anziano tifoso, l'unico con la sciarpa rossa al collo, appena sbarcato al Leonardo da Vinci -. Il Manchester è in un grande momento di forma e siamo ovviamente più che ottimisti".

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categoria:as roma, champions league
lunedì, 31 marzo 2008



Le dichiarazioni di Franco Baldini, ds della Roma fino al 2005 ed ora general manager dell'Inghilterra, al processo romano che vede imputati l'ex dg della Juventus, il figlio Alessandro, Franco Zavaglia, Davide Lippi, Pasquale Gallo e Francesco Ceravolo per associazione a delinquere finalizzata alla illecità concorrenza con violenza e minaccia.
"Luciano Moggi era il punto di riferimento della Gea, il dato fondante su cui poggiavano gli altri colleghi in orbita Gea. Il rapporto con la Gea non è stato mai semplice. Io contestavo le regole che le consentivano di operare in un certo modo. Il conflitto di interessi era evidente ma non contestavo l'operato dei singoli. Con Franco Sensi avevamo condotto delle battaglie contro i club più forti, mentre la figlia Rosella, subentrata in un momento di difficoltà economiche, aveva optato per una linea più morbida, comunque non ho lasciato il club per ingerenze della Gea (all'epoca fu paventato che il suo posto sarebbe stato preso da Alessandro Moggi ndr) e le divergenze emersero quando il club decise di votare sì alla nomina di Adriano Galliani, altro conflitto di interessi, in Lega". Rispondendo, infine, a domande sui suoi rapporti con la Gea, Baldini ha detto che la Roma assunse un tecnico assistito da quella società, Luigi Del Neri, ma "senza alcuna imposizione della Gea", e che il suo interlocutore principale era Franco Zavaglia. Al riguardo ha aggiunto di non sapere se qualche dirigente romanista avesse a suo tempo suggerito a Francesco Totti di revocare la procura allo stesso Zavaglia perchè in questo modo sarebbe stato più facile il suo rinnovo contrattuale.

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lunedì, 31 marzo 2008



Max Tonetto, intervistato da Sky, nella trasmissione 
“Guarda che Lupa”, ha parlato esclusivamente della fondamentale gara contro il Manchester United, valevole per i quarti di finale di Champions League.
 

Roma-Manchester: è una rivincita?

“No, non è una rivincita, assolutamente. È un quarto di finale di Coppa Campioni”. 

 
Verso Roma-Manchester United.

“Penso che averli incontrati quattro volte in un anno ci possa avvantaggiare, nel senso che sappiamo benissimo chi andiamo ad affrontare e li abbiamo visti sia qui che a Manchester. Questo ci permetterà di avere, tra virgolette, un piccolo vantaggio perché leggere i nomi senza averli mai affrontati è un conto e, magari, averli affrontati sul campo è un altro. Non dico che la cosa sia più semplice, ma sai benissimo cosa ti può aspettare”.

 

Che partita ti aspetti?

“Una partita a viso aperto. Mi ricordo lo scorso anno, quando purtroppo vidi anche l’andata dalla tribuna perché ero infortunato, il Manchester che anche in dieci ha continuato a giocare la partita a viso aperto, con due attaccanti, senza doversi chiudere per forza in difesa. Questa sicuramente sarà un pochino anche la tendenza di quest’anno di tutte e due le squadre, di voler vincere sia in casa che fuori casa”.

 

Come sta la squadra in questo momento?

“Noi siamo in un buon momento, siamo competitivi su tutti e tre i fronti, vorremmo andare in fondo a tutte e tre le competizioni, anche se sappiamo che sarà sicuramente molto difficile. Loro sono primi in classifica, mentre noi stiamo inseguendo, quindi magari la condizione psicologica è un po’ diversa, però tutto sommato credo che sarà una bella partita, giocata a viso aperto. Speriamo sia tutto uguale all’anno scorso fino al ritorno”.

 

Su Ronaldo e Rooney.

“Ronaldo e Rooney sono i due giocatori più importanti, quelli con più qualità che ha il Manchester. Quello che un pochino mi ha stupito di loro è che, nonostante queste grandi qualità, siano al servizio della squadra perché, anche in fase difensiva, tutti e due si sacrificano in maniera molto importante e danno una mano”.

 

Se no con Ferguson non giocano…

“Probabilmente è così visto anche come corrono in fase difensiva”.

 

Ferguson e Spalletti sono gli allenatori più bravi in Europa in questo momento?

“Ferguson non posso giudicarlo al di là dei grandi risultati che ha avuto perché non lo conosco. Conosco meglio il mister e, secondo me, in questo momento è uno dei migliori, sia in Italia che probabilmente anche in Europa, perché dai risultati che ha avuto in questi anni a Roma dimostra questo".

 

Cosa pensi di Rooney?

“Rooney mi sembra, di quell’esempio che ho fatto prima della fase difensiva, quello più eclatante perché ti insegue per 50 metri come un difensore, come un centrocampista qualunque. Mi sembra che abbia una disponibilità assoluta verso i compagni”.

 

Un punto debole ce l’avrà questo Manchester United…

“Quando siamo andati a giocare lì, abbiamo visto che riuscendo a tenere la palla bassa, con i nostri fraseggi siamo riusciti a metterli in difficoltà perché nel secondo tempo abbiamo avuto diverse occasioni per passare in vantaggio e per pareggiare la partita, quindi ripetendo quello che di buono abbiamo fatto a Manchester sicuramente potremmo fare bene”.

 

Cosa ti hanno detto i tuoi compagni dopo il gol segnato in campionato?

“Ma io di gol in Serie A ne ho fatti… Erano tutti molto felice, molto contenti, mi hanno detto le solite frasi “Era ora, finalmente”. Mi sono sbloccato, ma per me non era un grande blocco, però forse lo era per loro”.

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sussurrato da: Totticorederoma alle ore 18:59 Permalink | commenti
categoria:as roma, champions league
lunedì, 31 marzo 2008



Seconda strana notizia che continua a collegare la A.S. Roma all' A.C. Milan.

Proprio oggi si diceva che il Milan cercava Spalletti e Mexes e poco fa si legge che Ancelotti voglia finire la carriera a Roma: che ci siano trattative occulte tra le due società?

Spero che la Roma per una volta sia furba e non perda un uomo ed un allenatore come pochi nel panorama europeo!

Roma non deliderci!!!


Ancelotti vuole chiudere la carriera alla Roma. In un'intervista che andrà in onda questa sera su La7 all'interno del programma 'Victory', in onda alle 23.30, l’allenatore del Milan ha confessato di pensare ad un ritorno nel club giallorosso. "Il mio sogno potrebbe essere quello di chiudere l’avventura di allenatore con una squadra di club, e chiuderla con la Roma sarebbe veramente bello. Roma è la città più bella del mondo, una città come Roma non la trovi da nessuna parte”, il suo virgolettato. Ancelotti, campione d’Italia e vice campione d’Europa, da giocatore, con la Roma, crede nell'avventura della squadra capitolina in Champions League. "La sconfitta nel 1984 contro il Liverpool in Coppa Campioni è stata una grande delusione che è andata avanti nel tempo e andrà avanti fino a quando non ci sarà un riscatto. Chissà che non possa esserci già quest’anno", l'idea dell'ex centrocampista giallorosso.

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categoria:as roma, la societĂ 
lunedì, 31 marzo 2008



La conferenza stampa integrale di Luciano Spalletti e Daniele De Rossi, alla vigilia di Roma-Manchester United, gara di andata dei quarti di finale di Champions League
 
Luciano Spalletti
 
Quanto perde la Roma senza Totti in un match come questo?
"Perde quelli che sono i numeri che accompagnano questo calciatore, però io nutro molta fiducia negli altri ad assumersi le proprie responsabilità, così come successo quando alla squadra è mancato il suo capitano".
 
Lo scorso anno la Roma si resa conto di aver perso la qualficazione all'andata. E'consapevole che la qualificazione si decida per il novanta per cento all'Olimpico?
"Novanta per cento è un pò esagerato, forse ricordano in troppi il 7-1 e non l'1-0 di quest'anno nella prima fase; mi sembra che poi la squadra nella seconda partita in Inghilterra abbia fatto vedere quello che di solito è piu nromale che accada. Sappiano l'importanza di questa partita, ma i ragazzi debbono sapere che hanno potenzialità importanti da mettere in campo, e di conseguenza queste qualità possono far sì che la squadra faccia risultato su qualsiasi campo". 
 
Domani che Roma vuole vedere?
"Loro hanno una squadra fortissima, sono bravi a ribaltare le azioni, ad attaccare gli spazi; bisognerà avere equilibrio, in queste situazioni di confronto fisico, sulle palle vaganti e su quelle inattive, che fanno la differenza anche nel loro campionato".
 
La Roma di oggi è una roma più forte, diversa, rispetto allo scorso anno?
"E' una Roma più matura, più esperta; le esperienze vissute l'hanno fatta crescere, siamo nelle condizioni di passare il turno".
 
Il Manchester è la squadra più forte del mondo? L'unico punto debole è il portiere, per questo potrebbe preferire Aquilani a Giuly?
"Sono d'accordo che il Manchester sia la più forte al mondo, hanno queste qualità da tutte le parti, a livello offensivo e difensivo. Loro i giocatori se li scelgono, hanno la possibilità di prendere i migliori al mondo per le possibilità finanziarie. Loro riescono ad avere il massimo dai calciatori, e non solo in attacco sono pericolosi. In difesa hanno giocatori molto forti, e anche il portiere ha la sua importanza; sono cinquecento minuti che non prendono gol, è impossibile che gli avversari non abbiano mai tirato in porta, per cui bisognerà essere bravi non solo nei tiri da fuori, ma anche per quelo che deve essere il fraseggio che è una nostra qualità".
 
Delle due sfide contro il Manchester nel girone, cosa vorrebbe rivedere e cosa vorrebbe cancellare?
“Tutto è stato corretto dal punto di vista della ricerca in tre partite, tranne quella del 7-1. Per il resto abbiamo fatto quello che dovevamo e potevamo vincere due delle tre partite restanti”.
 
La rosa più lunga è la differenza principale rispetto allo scorso anno?
“Il fatto che  siamo riusciti ad accorciare il distacco dall’Inter in campionato e siamo lì a giocarci tutto, viene dalla società che ha saputo mettermi a disposizione una rosa competitiva”.
Si sarebbe aspettato di raggiungere determinati livelli e una grande stima dal punto di vista internazionale?
“Il Merito è sempre dei ragazzi che si ha la fortuna di allenare. In questo caso ringrazio quelli della Roma, ma anche quelli dell’Udinese per essere arrivato qui. Le intenzioni sono quelle di migliorare”.
 
C’è la paura che ci possa essere qualche scontro tra tifosi prima della partita?
“Più che paura nutro fiducia che poi anche i nostri tifosi abbiano preso atto delle insidie che possono succedere dopo dei brutti comportamenti. I valori di questo sport devono essere affermati a livello universale. Mi aspetto che ci sia un comportamento migliore di quello che c’è sempre stato”.
 
Ferguson ha dichiarato:”Senza Totti sarà più facile vincere”. Senza il capitano, su 12 gare, la Roma ha vinto 6 volte e pareggiato 5. Lei che pensa?
“Mah! Quello che abbiamo detto un pochettino prima, noi, ci dispiace molto che non ci sia Francesco per molti motivi, però poi quando si parla di mentalità di squadra, quando si parla di crescita, un gruppo deve anche forzatamente fare a meno dei suoi punti di riferimento, perchè sennò non c’è squadra con la mentalità giusta. Squadra trattasi di gruppo, di insiemi, di comportamento, di unità e allora se siamo arrivati qui, è segno che anche il resto della rosa è di un certo livello, e soprattutto il collettivo ci ha portato a fare questi grandi risultati”.

Poi lei ha anche evidenziato a più riprese di portare attenzione all’aspetto emotivo. Allora quant’è importante ai fini di un eventuale qualificazione non cercare di vendicare il risultato dello scorso 10 Aprile all’Old Trafford?
“Noi vogliamo qualificarci, non vogliamo fargli 7 gol. Noi vogliamo fare la nostra partita cercando di mettere in evidenza le nostre qualità, le nostre caratteristiche, e allo stesso modo fare attenzione per quelle che sono le loro qualità”.
 
Per Mexes è più importante vincere lo scudetto che la Champions. Qual è il suo gusto personale?
“Per quanto mi riguarda io prendo in considerazione sempre quello che ho davanti, e voglio tentare di qualificarmi. Punto e basta, il resto di vede dopo”.
 
Rooney ha detto:”Il Manchester United è come il Brasile” e qualche giornale inglese questa mattina ha scritto:”Speriamo che l’osservatore di Spalletti non abbia visto la partita con l’Aston Villa sennò la Roma non scenderà in campo”. Le piacerebbe punire tanta arroganza?
“Noi dobbiamo pensare a noi stessi, questo giochino delle risposte è meglio non farlo. Ognuno dice quello che vuole in base a quelle che sono le proprie conoscenze, le proprie convinzioni. Noi possiamo soltanto dire che ci presentiamo. Noi domani sera, e anche alla partita di ritorno, andremo a giocare la partita”.
 
Mister, come si ferma Cristiano Ronaldo?
“Cristiano Ronaldo è difficile, quando lui riesce a fare quello che sa fare, è un giocatore fortissimo, fortissimo da un punto di vista atletico, da un punto di vista di velocità, da un punto di vista di tecnica, un giocatore completo: uno dei giocatori più forti al mondo. Però come si è detto prima, siamo riusciti a vincerli, siamo riusciti a fare buonissime prestazioni contro squadre dove c’erano calciatori del livello di Cristiano Ronaldo e si va verso gli stessi comportamenti, si va ad usare il collettivo, oltre che delle individualità che anche noi abbiamo nella nostra squadra”.
 
Quindi non lo temete.
“Noi si va a giocare questa partita non per fare una comparsa, ma si va a giocare per far vedere che ci siamo arrivati meritandoci poi questa posizione, e poi si vedrà come va a finire il risultato”.
 
Con l’assenza di Totti ci sarà un po’ di pressione su Vucinic. E’ pronto per una sfida del genere?
“Noi siamo pronti tutti, Mirko, come è avvenuto già precedentemente, quando gli abbiamo chiesto di assumersi delle responsabilità, e di darci poi qualcosa del suo bagaglio qualitativo, l’ha messo a disposizione e c’ha fatto vincere delle partite. E’ un giocatore che sotto l’aspetto fisico e sotto l’aspetto della volontà riesce a dare un contributo eccezionale alla squadra, sotto l’aspetto della resistenza dell’impegno, del sacrificio, per cui noi siamo tranquillissimi del contributo che potrà darci”.
 
Sir Alex Ferguson rappresenta un’icona per il Manchester, a lei piacerebbe questo tipo di figura?
“Ma secondo me è impossibile che avvenga in Italia quello che è avvenuto a Manchester per Ferguson. Sicuramente poi, visto il ruolo che ci fanno occupare, se si ha la possibilità di essere importanti per il gruppo si ottiene più disponibilità, e si ottiene più attenzione, e potrebbe essere un qualcosa in più ecco. E’ chiaro che però questo va fatto insieme ad una società, una società attenta, una società che sta crescendo sotto tutti i punti di vista, e per quanto riguarda questi tre anni, mi ha dato una mano fondamentale”.
 
Quindi le piacerebbe poterlo fare?
“Non è possibile fare in Italia quello che ha fatto Ferguson in Inghilterra. Non siamo ancora pronti da un punto di vista proprio culturale, di comportamenti e di mentalità”.
 
I pro e i contro dell’entusiasmo vissuto ieri a Trigoria e se ha qualcosa da dire a proposito della contestazione a Ferrari.
“Sono tutti pro, quando si riceve l’abbraccio di un pubblico così caloroso, con questa partecipazione emotiva che c’è stata ieri, sono tutti pro. Poi c’è qualcosa che bisogna ulteriormente mettere a posto, come sono stati i cori fatti ad Esposito in aereo quando siamo tornati da Cagliari, o come quella che è stata l’accoglienza a Matteo Ferrari, perché poi la squadra si irrigidisce tutta. Perché tanto loro sono un gruppo, e di conseguenza uno non va  festeggiare perché lo chiamano, e lascia che scappi quello a cui inveiscono contro. Tutti devono essere un gruppo e di conseguenza quando sbaglia uno, tutti sono disponibili a prendersi le colpe, è giusto che si dividano tutti i meriti, com’è sempre stato. Così non mi piace, anche loro lo sanno anche perché poi ieri parlando ho visto che si rendevano conto di quello che si diceva, al di là che ci sia uno più simpatico, meno simpatico, più bravo, meno bravo. Però con Ferrari abbiamo fatto grandissimi risultati, Esposito è uno di quelli a cui io volgo piu attenzione per la serietà negli allenamenti e nella mancata considerazione per quello che meritava per la scelta della formazione”.
 
Il Manchester fuori casa non riesce a fare grandissime partite. Non è questo il punto debole di questa squadra?
“Il fatto di giocare nel nostro stadio pieno, sotto tutti i punti di vista, quando poi il nostro pubblico ci vuole dare una mano, l’abbiamo visto con l’Empoli e in tante altre partite, è un punto di forza per noi e di conseguenza  dobbiamo tentare di fare qualcosa di più sotto l’aspetto del risultato e verrà fatto per questi particolari che ci sosterranno. Però poi per quanto riguarda il Manchester, per le caratteristiche che ha è forse più pericoloso fuori casa, il fatto di saper ribaltare l’azione, son bravissimi in contropiede, anche se può sembrare assurdo che una squadra italiana possa dire questo, ma loro son bravi. Per cui verrà naturale metterci qualcosa di più e possiamo fare due grandissime prestazioni per passare il turno”.
 
Mister lei, oggi, sente questa gara come la più importante della sua carriera, anche per quello che è successo lo scorso anno?
"Sicuramente sì, se si va a dargli un analisi di visibilità a livello generale, a livello di blasone che hanno queste partite qui, poi è chiaro che ognuno di noi nella nostra carriera ha vissuto situazioni altrettanto importanti, per quello che riguardava il momento e per quello che riguardava la situazione che si viveva al momento”.
 
Nei precedenti confronti si è scambiato delle bottiglie di vino con Ferguson, gliene regalerà delle altre?
“No, ho già dato, sotto l’aspetto dei risultati e sotto l’aspetto del vino. Ormai ce l’ha due o tre bottiglie, l’ha assaggiato il vino toscano".
 
Potrebbe essere la gara più importante della sua carriera?
“Per quello che è la visibilità della partita si. Poi ci sono delle situazioni altrettanto importanti nella carriera di ognuno di noi”.

Questa volta cosa regalerà a Ferguson?
“Ho già regalato abbastanza, sia sotto l’aspetto del vino, che dei risultati. Non regalo più niente, ormai ce l’ha due, tre bottiglie, lo ha già assaggiato il vino toscano”
 
 
Daniele De Rossi
 
Hai qualche linea di febbre. Come ti senti?
"Se sono in conferenza, è perché è una cosa lieve. Sarò in campo".
 
Che avversario è il Manchester?
"E' un avversario con tanti giocatori forti. Dovremo stare attenti, come dovranno stare attenti loro".
 
Senza Totti, aumentano le responsabilità per te?
"La grandezza di questa Roma l'ha fatta il collettivo, poi il fatto che uno sia romano e romanista, può dare un peso specifico più al di fuori che dentro la squadra. Non devono psasre inosservate le qualità e l'apporto che danno gli altri giocatori".
 
C'è una caratteristica del Manchester che ti preoccupa particolarmente?
"E' una grande squadra, compatta, che ha quattro-cinque giocatori che fanno paura a livello di qualità e di giovane età, anche se quest'ultima variabile non inciderà sul risultato del campo".
 
Lo scorso anno hai segnato un gran gol all’Old Trafford.
“Un bel gol, ma inutile. Ci ricordiamo tutti di un 7-0, per emotività, quindi quel gol è stato dimenticato. La clamorosità di quel risultato ha cancellato anche il grande percorso che avevamo fatto in Champions League”.
 
Quali possono essere i punti deboli del Manchester?
“Non sono imbattibili, anche perché noi ci abbiamo vinto una volta. Hanno perso delle partite anche in campionato. Le squadre imbattibili non esistono, si va a momenti. Purtroppo li affrontiamo in un momento in cui stanno molto bene. I punti deboli ce li fa scoprire il mister”.
 
Meglio lo scudetto o la Champions?
“Sono due cose molto importanti, non lo so insomma, ringraziamo Dio che abbiamo l’opportunità di fare entrambe queste vittorie che sarebbero dei trionfi qui a Roma  che non possiamo neanche noi immaginare, scegliere sarebbe impossibile".
 
Tempo fa dicesti:”E’ frustante vedere l’Inter che vince sempre”. Ora pensi che sia frustrante per l’Inter sentire in fiato sul collo dalla Roma?
“Si, erano abituati a lottare per lo scudetto con molta più distanza dalla seconda, che poi eravamo sempre noi, ma si parlava addirittura di venti punti a volte e quindi anche questa può essere una sensazione nuova e fastidiosa sicuramente, anche se le giornate diminuiscono penso che anche loro sanno bene che abbiamo tutte le possibilità per vincere, naturalmente sono avvantaggiati loro perché sono quattro/cinque punti avanti e penso che non sia piacevole avere una squadra relativamente vicina, come possa essere di 4 punti”.
 
Pensi sia solo una coincidenza che dal momento in cui non ci sono più stati dei favori arbitrali all’Inter, la Roma si sia riavvicinata?
“Di coincidenze ce ne sono molto poche nel calcio, sicuramente c’è stato un periodo, un paio di mesi, in cui non siamo stai fortunati con gli arbitri però, insomma, l’abbiamo superato, hanno avuto anche qualche episodio contro nelle ultime due settimane, che comunque, penso, non pareggi quello che è successo nella prima parte di campionato. Però, insomma, il fatto che loro siano una grande squadra rimane, ed era sempre nella nostra testa anche quando avevano avuto involontariamente qualche favore”.
 
Rooney ha dichiarato che la Roma gli porta bene, qual è la tua risposta?
“Innanzitutto speriamo che non sia in formissima perché, secondo me, lui è uno dei tre migliori giocatori al mondo, è quello che mi piace più di tutti loro, è giovanissimo, è fortissimo, è concreto, e mi piace molto. Gli porta bene, insomma, lo vedremo se continuerà a portargli bene. Lo vedremo insomma, abbiamo questo piccolo conto aperto proprio per la partita dell’altr’anno, perché sennò sarebbe uno scontro diretto come possono essercene altri nei quarti di finale, la grande partita, secondo me, dove abbiamo le nostre possibilità di qualificarci, e ripeto è tutto un pochino distorto perché noi una volta abbiamo preso sette gol”.
 
L’anno scorso Cristiano Ronaldo ha dichiarato che alcuni di voi lo imploravate di fermarsi. Si può essere campioni sul campo ma non di stile fuori.
“Io non ho mai implorato nessuno, né io né i miei compagni, l’abbiamo dimostrato in quell’occasione lì. Lui è un grande campione e va rispettato anche il suo essere un pò giocoliere col pallone sia sullo 0-0 che sul 7-1, è uno che le giocate e i numeri le cerca e le prova in qualsiasi circostanza e non solo sul 7-1, quindi fino a lì siamo tutti d’accordo. Poi, insomma, tante volte per dare un po’ più di pepe all’uscita di un libro o di un articolo si mettono in mezzo delle storie che poi…io un libro non lo scrivo quindi sicuramente rimarrà che lui ha detto così. Comunque sia, se è vero che lui l’ha detto, secondo me si ricorda male. L’ha dichiarato su una biografia che gli hanno scritto quindi si è preso le sue responsabilità, perché non è un giocatore le cui biografie escono a livello nazionale, ma è un campione”.
 
Sai che l’Uefa ha posto l’attenzione sui comportamenti al di fuori dello stadio. Un appello da questo punto di vista perché si rischia di perdere la finale che ci sarà nel 2009 a Roma.
“Si anche se in questo contesto penso sia il male minore, la cosa veramente grave è che nella nostra città è successo che in qualche circostanza ci si stata gente che è tornata a casa malconcia, ferita, non necessariamente dentro lo stadio, e ci tengo a dirlo.però più di continuare a fare “appelli” e ad incitare alla calma e alla serenità noi possiamo fare ben poco, e ripeto deve essere una cosa che uno ha dentro di andare allo stadio per vedere la partita”.

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sussurrato da: Totticorederoma alle ore 18:47 Permalink | commenti
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lunedì, 31 marzo 2008



Nove gol in tre gare
, da non crederci. La partita contro il Manchester sarà vendetta pura per la Roma, ma in particolar modo per Donieber Alexander Marangon, soprannominato Doni. Lui che, l’anno scorso nello “Stadio dei Sogni” (Incubi…), è sembrato impotente, fermo, senza idee. Sarebbe disposto a giocare da punta centrale, come talvolta fa in allenamento, pur di battere gli inglesi. Perché non esiste peggior cosa, per un portiere, che incassare gol a ripetizione vedendo i propri attaccanti non fare lo stesso. Gli sarà venuta voglia, quel dieci aprile, di uscire dalla porta e andare a far gol.

Forse è anche per questo che si è presentato alle telecamere di Sky, poco dopo il sorteggio dei quarti di finale. “Sarà una partita difficile. Abbiamo pescato il Manchester ma cercheremo di vincere comunque. Il 7-1 è stata una partita brutta. Quest’anno siamo diversi, siamo più esperti e più completi”, le parole cariche di concentrazione del portiere della Seleçao. Attenzione, tensione e grande umiltà: saranno queste le armi con le quali la Roma tutta dovrà affrontare l’impegno, a cominciare dal portiere.

Per il numero 32 giallorosso, la Champions 2007/2008 è stata più che soddisfacente: nessun gol preso, nel 2-0 d’esordio contro la Dinamo; uno rimediato da Liedson, in Roma-Sporting, terminato 2-1 per i giallorossi; quindi due reti beccate allo stadio ‘Jose Alvalade’, in terra lusitana; ancora un pallone raccolto dalla rete, a Kiev, calciato nell’occasione da Bangoura; infine, la conclusione vincente di Piquè, nel ritorno all’Olimpico del Manchester. Poi, gli ottavi. I magistrali ottavi di finale, nei quali il ragazzo di Jundiai ha preso, nelle due gare, solo due gol (uno in fuorigioco), entrambi da Raùl. Conti alla mano, Alexander ha subìto sette gol in sette partite. Sette partite su otto della Roma in Champions League. Già, perché Doni ha saltato solo la gara dell’Old Trafford, il 2 ottobre, nella quale il giovane Curci fu castigato da Rooney, dopo aver disputato una gara più che discreta.

Il nove aprile ci sarà, perciò, il ritorno nella tana dei Diavoli Rossi, per il brasiliano. Che vorrà vendicare a tutti i costi le sette sterline della scorsa stagione per tenere alto l’onore, la dignità, il morale dei tanti tifosi, presenti e non, in Inghilterra. Ma soprattutto per vendicare i nove gol incassati in tre gare, roba da non credere…

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sussurrato da: Totticorederoma alle ore 15:15 Permalink | commenti
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