martedì, 30 dicembre 2008


L'estate scorsa era stato uno dei "magnifici tre" del mercato nerazzurro, ora è nella lista dei cedibili. La parabola di Amantino Mancini all'Inter è già nella sua fase discendente: poche apparizioni e spazi ulteriormente ridotti da quando Mourinho ha rinunciato agli esterni d'attacco. Il brasiliano, costato circa 15 milioni, ha ancora estimatori in Europa, su tutti il Real Madrid: con una buona offerta, l'affare si può concretizzare.

I bianchi di Spagna sono ancora alla ricerca dell'ultima pedina mancante della loro campagna acquisti di gennaio: dopo avere sostituito il lungodegente Van Nistelrooy con il connazionale Klaas Huntelaar e avere assicurato al centrocampo i muscoli di Lassana Diarra, Mijatovic vuole un esterno offensivo puro e tratta da diversi giorni il giovane ecuadoriano del Wigan Luis Valencia, espressamente indicato dal nuovo allenatore Juande Ramos. Un'operazione che, però, costerebbe per il solo cartellino una cifra intorno ai 15 milioni, che si unirebbero ai 35 già sborsati per gli altri due innesti invernali. Amantino Mancini rappresenta dunque un'alternativa assai valida sia sotto il profilo economico (l'Inter potrebbe accontentarsi anche di una decina di milioni), che su quello dell'esperienza anche se -va ricordato- l'ex-romanista non potrebbe essere schierato in Champions League essendo già sceso in campo con la maglia nerazzurra.

Oltre al Real, attenzione al Chelsea: Felipe Scolari non "vede" Malouda (da tempo sul mercato, c'è anche la Juventus) e potrebbe essere interessato a portare a Londra il connazionale. E Abramovich, diventato molto attento al portafoglio, potrebbe sposare l'idea di un'operazione "normale" visto che, anche in caso di avvicendamento tecnico, pure il successore designato di Felipao, Roberto Mancini, è un estimatore di Amantino: all'Inter lo aveva chiesto e ottenuto proprio lui...

 

COME VOLEVASI DIMOSTRARE AMANTINO LONTANO DA ROMA NON E' LO STESSO GIOCATORE CHE TUTTI ABBIAMO AMMIRATO, PERCHE' ERA IL GIOCO GIALLOROSSO A VALORIZZARLO: FORSE PERO' LA PRESUNZIONE DI ESSERE "GRANDE" HA GIOCATO AD AMANTINO UN BRUTTO SCHERZO, PECCATO...SPERAVAMO CHE DOPO CHE CERTE COSE FOSSERO ACCADUTE IN PASSATO (COME PER CASSANO AL REAL) AVESSE IMPARATO QUALCOSA E INVECE LA SUA IMMATURITA' SI E' VISTA PROPRIO NELLA SUA FISSAZIONE DI ANDARE ALL'INTER A FAR PARTE DELL'ALBUM DI FIGURINE DI MORATTI: FINALMENTE (DICEVA) SONO UN INA GRANDE SQUADRA, L'ASPETTAVA UN POSTO DA TITOLARE (CERTO...COME NO).

ANCHE LA JUVENTUS RINGRAZIA MORATTI PER NON AVER SPESO CIFRONE PER ACQUISTARLO.

MERCENARIO COME LA MAGGIOR PARTE DI BRASILIANI VENUTI ALLA ROMA COON A CAPO EMERSON, ANCHE LUI PARTITO PER CONQUISTARE IL MONDO E ALLA FINE IN PANCHINA VITA NATURAL DURANTE AL MILAN...CAVOLO CHE CARRIERA PAZZESCA!

AUGURI AMANTINO...E SPERIAMO CHE STAVOLTA TU POSSA CRESCERE DAVVERO!

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categoria:amantino mancini
lunedì, 29 dicembre 2008



L'idea Van Nistelrooy della Roma piace anche a Ernesto Bronzetti. L'esperto consulente di mercato che ha ottimi rapporti con il Real Madrid lo dice apertamente: «Dei movimenti della Roma in Spagna non so nulla, ma devo dire che per la Roma Van Nistelrooy sarebbe un ottimo rinforzo».

La società giallorossa, in effetti, ha l'intenzione di regalare un grosso colpo ai tifosi per il prossimo giugno. Gli ottimi rapporti con le merengues potrebbero facilitare la trattativa e consentire un accordo sul cartellino dell'attaccante olandese, che ha un contratto in scadenza nel 2010. I procuratore del 32enne bomber del Real stanno sondando il mercato per trovargli una nuova sistemazione dopo l'arrivo di Huntelaar e le voci ricorrenti su Benzema. Da superare c'è comunque lo scoglio ingaggio: Van Nistelrooy in Spagna guadagna sei milioni di euro.

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categoria:calciomercato, as roma
lunedì, 29 dicembre 2008


Nome nuovo per la retroguardia giallorossa. La Roma sarebbe infatti sulle tracce del difensore centrale del Betis Siviglia e della Nazionale spagnola Juanito, come rivelato dal quotidiano iberico Marca, secondo cui il giocatore corrisponde perfettamente al tipo di rinforzo chiesto da Luciano Spalletti. Emissari del club capitolino si sarebbero già recati a osservare dal vito Juanito, durante la gara disputata dal suo club contro l'Espanyol.

Al momento la Roma non ha presentato offerte ufficiali, ma nei prossimi giorni potrebbero esserci novità importanti. I giallorossi non possono comunque temporeggiare eccessivamente, perchè il contratto di Juanito in scadenza nel giugno 2009 sta attirando l'attenzione anche di Atletico Madrid, Villarreal e Newcastle, desiderose di assicurarsi il difensore per una cifra piuttosto esigua già a gennaio oppure a costo zero la prossima estate.

A discapito di Juan Gutierrez Moreno, questo il suo nome completo, giocano i trentadue anni di età, ma l'esperienza di tante stagioni come capitano del Betis e di diciannove presenze nella Nazionale spagnola potrebbe consentirgli di disputare ancora alcune stagioni a buon livello.

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categoria:calciomercato, as roma
lunedì, 29 dicembre 2008



Il Real Madrid ha da poco ac­quistato Huntelaar e insegue Benzema. Per il grande Ruud Van Nistelrooy, attualmente fermo per infortunio, sembra non ci sia più spazio. L’olande­se ha 32 anni, il suo contratto scade nel 2010, ma ha una clau­sola per la quale se nella prossi­ma stagione giocasse 30 partite si rinnoverebbe automaticamente.
La sua storia a Madrid sem­bra finita, i suoi procuratori stanno sondando il mercato per trovare una nuova sistemazio­ne.

GLI OSTACOLI - Uno scoglio da superare è l’ingaggio: Van Nistelrooy gua­dagna sei milioni di euro a sta­gione. L’altro è la condizione fi­sica. E’ al terzo infortunio grave al ginocchio, il più recente è un problema di cartilagine. Non è roba da poco. Dovrebbe rico­minciare il lavoro di recupero in estate per essere pronto a settembre. Van Nistelrooy è un antico sogno della Roma, che lo aveva praticamente acquistato dal Manchester ai tempi di Ca­pello, salvo poi mandare tutto all’aria per il primo infortunio al ginocchio, dal quale Ruud è tornato più forte di prima. A quel punto arrivò Batistuta. È il centravanti che alla Roma man­ca proprio dai tempi dell’argen­tino, anche se in questi anni ci ha pensato Totti a non far pesa­re l’assenza di una prima punta di peso.

IDEA PODOLSKI - L’altro grande attaccante che rientra nei piani della Roma è Lukas Podolski, nazionale te­desco di origine polacche inse­guito anche la scorsa estate. Ha caratteristiche diverse, è molto più giovane ( ha da poco compiuto 23 anni) e soprattut­to ha una gran voglia di andar­sene a tutti i costi dal Bayern Monaco, dove non trova spazio. Quest’anno solo 11 presen­ze e 3 gol al suo attivo in Bun­desliga. E di spazio ne troverà meno anche nella prossima stagione, visto che il Bayern ha già bloccato Ivica Olic, attac­cante dell’Amburgo in scaden­za di contratto a giugno, oltre ad avere Klose, Toni e Ribery

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categoria:calciomercato, as roma
lunedì, 29 dicembre 2008



Il Procuratore federale Stefano Palazzi ha avviato un'indagine conoscitiva sugli episodi avvenuti nel dopopartita di Catania-Roma del 21 dicembre scorso. L'indagine dovrà accertare, nello specifico, come è stato organizzato il servizio d'ordine degli steward e come è stato gestito l'accesso delle persone al recinto di gioco.

AUDIZIONI - Nei prossimi giorni saranno sentiti i dirigenti del club etneo e il responsabile per i servizi di sicurezza. Intanto il Catania è stato deferito per la condotta dei propri tifosi e degli steward nei confronti di giornalisti e tesserati della Roma in occasione della gara al Massimino sempre contro la Roma, ma del 18 maggio 2008. Prima della partita, infatti, un gruppo di giornalisti romani fu aggredito da alcuni tifosi siciliani.

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categoria:as roma, campionato di serie a
sabato, 27 dicembre 2008



"So di dire una cosa che scatenerà un putiferio: Spalletti vinca la Champions e poi si tolga dalle scatole". Con queste parole, rilasciate al Corriere dello Sport, il tecnico del Milan, Carlo Ancelotti, si candida per la prossima panchina della Roma, squadra alla quale Ancelotti rimane molto legato. "Quest'anno la finale è all'Olimpico - ha ricordato Ancelotti - e mi auguro che la Roma possa prendersi una rivincita dopo la finale persa nell'84".


Quei maledetti rigori contro il Liverpool, evidentemente, non sono ancora stati ancora dimenticati; dai tofosi giallorossi e dallo stesso Ancelotti che nella Capitale ha trascorso 8 anni indimenticabili: "Nel calcio i corsi e i ricorsi storici sono frequenti e rinnovo l'augurio che feci in occasione della festa degli 80 anni della Roma, ovvero che la squadra giallorossa possa avere la sua rivincita il prossimo maggio".

Con tutto il rispetto e la stima per Carletto nostro, a cui ho sempre voluto molto bene anche quando allenava la Reggiana e/o la Juventus e/o il Parma, spero che la separazione con il "Pelatone de noartri" arrivi il più tardi possibile: sogno una carriera ed un legame tra A.S. Roma e Spalletti duraturo e vincente come quello tra Sir Alex Fergusson e il Manchester Utd.


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categoria:as roma, luciano spalletti, carlo ancelotti
sabato, 27 dicembre 2008



Ieri (il 23 dicembre n.d.r.) ho effettuato un nuovo controllo, che ha conferma­to la lesione muscolare. Il nuovo stop mi costringerà a fermarmi nelle prime partite del 2009, ma ho già studia­to un programma di lavoro con il mio fisioterapista Silio Musa per rientrare il prima possibile. Sono fiducioso, i medici mi hanno spiegato che non si tratta di una lesio­ne grave. Penso che non salterò molte partite. Mi brucia fermarmi, proprio ora che stavo recuperando la forma migliore.

Mi dà fastidio che si speculi an­cora una volta sul mio infortunio. Sono stanco che ogni mio problema fisico ven­ga gestito con teatralità. Quando tornerò dalla vacanze mi sottoporrò a una nuova risonanza magnetica e si valuterà a che punto è la cicatrizzazione e si stabiliran­no con esattezza i tempi di recupero, ma sono ottimista.

Si chiude un anno difficile, che mi met­to volentieri alle spalle. Il mio infortunio al ginocchio, la scomparsa del presiden­te, il difficile avvio di stagione, questo nuovo stop, proprio a conclusione del 2008 che non è stato particolarmente fe­lice. Anche perchè, se ripenso a come ab­biamo perso lo scorso campionato... Ma guardiamo avanti.

Quello di Catania è stato un incidente di percorso, non siamo scesi in campo con l’atteggiamento giusto, ma in quello stadio ho visto cose che non mi sono pia­ciute. Non è la prima volta che ci sono problemi al termine delle partite, soprat­tutto a Catania. Bisogna prendere prov­vedimenti. Comunque non cerchiamo ali­bi e pensiamo alla ripresa del campiona­to, quando dovremo ripartire con lo stes­so spirito degli ultimi due mesi. Questa frenata complica un po’ il nostro piano di recupero per la zona Champions, ma re­sto convinto che possiamo farcela.

Francesco Totti

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categoria:as roma, francesco totti
sabato, 27 dicembre 2008



Dopo le belle parole di Lippi e l'apertura del presidente della Federcalcio, Abete ("Totti ha l'età giusta per fare un altro mondiale"), è arrivata la risposta di Francesco Totti tramite le pagine del Corriere dello Sport: "Ringrazio il presidente e il ct. Con il mister ho sempre avuto un rapporto speciale, il presidente mi conosce da anni ed è stato uno dei primi ad essere informato quando presi la decisione di lasciare dopo il Mondiale vinto in Germania".

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categoria:as roma, nazionale, francesco totti
sabato, 27 dicembre 2008



Le parole di Marcello Lippi, commissario tecnico della Nazionale Italiana, a Sky Sport 24.
"Totti è prima di tutto un ottimo ragazzo, molto semplice e se vogliamo anche un po' timido nonostante abbia questa grandissima importanza nell'ambito del calcio italiano ma soprattutto della capitale, legato alla sua squadra, nella quale è cresciuto e diventato grande. Una cosa mi ha impressionato dopo che l'ho conosciuto, al di là di tutte queste cose dal punto di vista umano: la grande capacità di reagire ai gravi infortuni che ha avuto. Ha sempre dato grande serenità e tranquillità a tutte le persone che lo circondano e ha sempre superato questi problemi con grande velocità. Nell'infortunio prima del Mondiale, ricordo che fu lui il primo a dare sicurezza a un ambiente che viveva questa cosa con grande drammaticità. Questa fu una cosa molto bella, ecco perchè ero sicuro che avrebbe recuperato".

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categoria:as roma, nazionale, francesco totti
sabato, 27 dicembre 2008



Totti
e una 'bucatura', per dirla come Spalletti al termine di Catania-Roma. Totti e la sua 'bucatura': ovvero lesione di secondo grado a carico del ventre muscolare del bicipite femorale della coscia destra. "Io l’Arsenal non me lo voglio perdere e farò di tutto per esserci a Londra", ha dichiarato nei giorni scorsi il Capitano, dopo essersi lamentato per le continue speculazioni sui suoi infortuni. La sfida, l'ennesima, è stata dunque lanciata. Francesco, però, non sarà solo. Al suo fianco avrà ancora una volta il suo preparatore, Vito Scala: "Un amico, un fratello, uno che mi ha dato i consigli giusti, sempre, anche quando ho sbagliato". Vito e Francesco: da quando il numero dieci aveva appena dodici anni. La l
oro storia ha attraversato il tempo e segnato una delle pagine più intense del calcio italiano. Il preparatore atletico la rilegge, raccontandosi a Romanews.eu. Dai primi passi verso un mestiere che gli ha regalato tante soddisfazioni, all'ultima estrema difesa del suo pupillo: "Totti finito? Potrebbe far piacere a qualcuno: perché la sua presenza e la sua personalità forse offuscano quelle di qualcun altro".

Come è nata la passione per il suo mestiere e qual è stato il percorso che l'ha portata ad esercitarlo ai massimi livelli?
"Il calcio mi ha sempre affascinato. Come tutti i bambini mi piaceva giocarlo. Durante il periodo delle scuole superiori ebbi un insegnante di educazione fisica, Paolo Di Fonzo, che era il secondo di Bianchini, il noto allenatore di basket. Seguivo quello sport, così come il calcio. Mi appassionai in generale alla pratica sportiva dal punto di vista dell'insegnamento e decisi di fare l'Isef. Iniziai quindi a svolgere l'attività di preparatore nel calcio: prima in una squadra del mio quartiere, la Basilica di San Lorenzo, successivamente nella Romulea, che era la squadra di San Giovanni; poi, nella stagione 88/89 arrivai alla Roma".

Quale dote non deve mai mancare ad un preparatore atletico?
"La disponibilità a saper ascoltare gli atleti. Bisogna saper dialogare con loro e percepire le loro sensazioni".

Una carriera densa di soddisfazioni, la sua: a quale ricordo è particolarmente legato?
"Non ho dubbi, la vittoria dello Scudetto".

Il momento più delicato?
"L'infortunio di Francesco prima dei Mondiali in Germania del 2006"

La partita della Roma che più l'ha emozionata.
"Ricordo con piacere alcune vittorie importanti, che coincidono con altrettante prodezze di Francesco: sicuramente Real Madrid-Roma del 2002, ma anche il successo di Valencia nel febbraio del 2003 e la stessa Roma-Parma nel giorno dello Scudetto".

Come consuma il tempo libero Vito Scala?
"Lo dedico alla famiglia. Con mia moglie cerchiamo di seguire il più possibile i nostri tre figli: tra attività sportive, catechismo e svaghi, vi assicuro che quello del genitore è un mestiere impegnativo".

Come se la cava con il pallone in mezzo ai piedi? Ha nel repertorio qualche colpo alla Totti?
"Macchè. Ero un buon difensore, poca tecnica e molta aggressività: tutto cuore, insomma".

Le farebbe piacere se uno dei suoi figli volesse dedicarsi alla carriera di calciatore?

"Credo che il calcio possa diventare una grandissima illusione, nel senso che giocare a calcio può essere una passione, ma per farla diventare una professione bisogna avere delle qualità e soprattutto la disponibilità a rinunciare con costanza a molte cose. Dai miei figli pretendo comunque che diano la priorità alla cultura, quindi alla scuola e all'educazione. Se dovessi scegliere tra l'avere un figlio calciatore e uno che svolge una professione legata ad una buona cultura, preferirei questa seconda possibilità".

Una volta lei disse che Francesco è una persona molto buona e spesso cade in facili tranelli per colpa della sua bontà.
"Lui è un ragazzo molto generoso, il suo peggior difetto ma anche il miglior pregio è proprio quello di non sapere chi è e cosa rappresenta. In alcuni momenti le persone che si avvicinano a lui lo fanno per convenienza, non perché gli vogliono bene. Lui si è fidato di alcune persone che gli hanno offerto la loro amicizia e poi hanno sparlato alle sue spalle. Questo non l'ho mai tollerato".

A parte Totti, qual è stato il giocatore che più l'ha impressionata dal punto di vista fisico e atletico?
"Ce ne sono diversi, ma scelgo Zambrotta: ha grandi doti fisiche oltre ad essere un grande professionista".

Tra i ragazzi passati per Trigoria, quale può essere definito il talento più inesploso?
"Da ragazzino Choutos è stato il giocatore che mi ha impressionato maggiormente. Pensavo che si sarebbe affermato ai massimi livelli ed ero pronto a scommettere su un destino calcistico".

Un calciatore che lei ha avuto modo di seguire per tanti anni, Vincent Candela, quando diede l'addio al calcio, in età relativamente giovane, disse: "Il calcio è cambiato: è più fisico, meno tattico e tecnico. Oggi i calciatori sono tutti più alti, più rapidi ed hanno tutti meno cervello".

"Sotto certi aspetti è vero. Una volta un talento poteva essere un brevilineo e veniva preso in considerazione. Ora l'aspetto fisico è più importante. Anche se ci sono dei calciatori che riescono ad unire forza fisica a grande tecnica".

Franco Sensi ha più volte lamentato la necessità di una grande stampa romana attorno alla squadra. Qual è il suo giudizio?
"Come in tutti i settori credo che ci siano grandi professionisti e al contempo persone che scrivono senza verificare i fatti. Sotto certi aspetti in altre piazze la stampa è più protettiva verso la squadra. In questo caso probabilmente lo è di meno e mi riferisco in modo particolare alle notizie che riguardano ambiti privati".

Al di la' degli infortuni, qual è stato il momento più delicato della carriera di Totti?
"Francesco attraversò momenti difficili quando era più giovane, mi riferisco all'avventura con Carlos Bianchi, quando venne messo in disparte. Sotto l'aspetto psicologico, nell'ottica di una gestione complessiva di Francesco, la fase più delicata fu quella che seguì agli Europei del 2004 in Portogallo. Lì uscì un'immagine che non corrispondeva alla sua. Il tempo per fortuna gli ha dato ragione, ma indubbiamente in quel momento qualche difficoltà c'è stata".

Quale degli infortuni è stato più difficile da superare dal punto di vista psicologico e quale dal punto di vista della riabilitazione?
"Il primo sicuramente: quella caviglia gli è esplosa con una doppia frattura. Un infortunio che difficilmente capita ad un calciatore. Non sapevamo come poteva reagire durante il protocollo riabilitativo: giocare con tredici viti in una gamba poteva costituire un problema. Poi c'erano i mondiali ai quali Francesco non voleva mancare: tutto questo richiedeva un'attenzione particolare e un'azione 'con il misurino' visti i tempi brevi".

Totti ha recentemente affermato che lei è un amico e un fratello e che gli ha sempre dato i consigli giusti. Anche quando ha sbagliato.
"Il nostro è un rapporto di sangue. I segreti che custodiamo devono rimanere tra noi. Ci capiamo con un'occhiata e agiamo di conseguenza".

Totti e la Nazionale. Francesco ha più volte detto che si trattava di un capitolo chiuso. Salvo aggiungere: "forse ci penserei", se fosse Lippi a insistere. Quante possibilità ci sono di rivederlo in maglia azzurra?
"Vorrei entrare poco in questo discorso, perché oltretutto faccio parte dello staff della nazionale. A prescindere dagli aspetti calcistici, dico che Francesco è riconoscente a mister Lippi, perché in un momento di grande difficoltà, in occasione del primo infortunio, quando la carriera del calciatore era a rischio, il commissario tecnico il giorno dopo stava accanto al suo letto a dirgli che lo avrebbe aspettato al Mondiale. Quelle parole ebbero un significato inestimabile. Al di la' dell'aspetto professionale, nella vita esistono dei punti di riferimento. Se Lippi chiede a Francesco qualcosa, lui è a sua completa disposizione, perché gli è riconoscente. Questo però non c'entra con la Nazionale, perché il loro è un rapporto che va oltre".

In molti hanno più volte parlato di un Totti finito. Il Capitano ha sempre messo a tacere i suoi critici.
"Ci sarebbe molto da parlare. Totti finito potrebbe far piacere a qualcuno: perché la sua presenza e la sua personalità forse offuscano quelle di qualcun altro. 'Totti finito' è un concetto assurdo: nessuno ha mai voluto forzare il suo recupero né stabilire record. Tutti quelli che lavorano attorno a Franceso, me in primis, tengono alla sua salute. Prima di prendere una decisione pensiamo non una volta, ma centomila per tutelare il Totti-uomo. Per quanto riguarda il Totti-calciatore, deve durare il più a lungo possibile. Il suo addio al calcio giocato deve avvenire più lontano possibile. Figuriamoci se noi prendiamo scelte che vanno contro il suo interesse. Abbiamo sempre avuto totale stima del Professore Mariani che lo ha operato. Qualcuno ha detto che l'operazione era sbagliata: abbiamo preferito rimanere inizialmente in silenzio, i risultati poi si sono visti. Bisogna saper aspettare, perché i fatti rispondano a tutto quello che viene millantato intorno".

Saprebbe attribuire una causa alla crisi della Roma di inizio stagione e individuare la molla che ha fatto scattare la rinascita?
"I motivi possono essere tanti e pochi allo stesso tempo. Questo gruppo è formato da grandissimi professionisti, che vanno dai dirigenti ai calciatori. Siamo stati uniti quando le cose andavano bene così come nei momenti difficili: ci siamo rimboccati le maniche per uscire dal tunnel di inizio stagione. Le cause della crisi? Chi lavora sbaglia: tutti noi possiamo aver commesso degli errori in buona fede".

Quanta importanza attribuisce al cambio di modulo?
"Quello è un aspetto prettamente tecnico e tattico. Se l'allenatore ha valutato di cambiarlo avrà avuto i suoi motivi. In generale penso che il trand negativo fosse legato ad una serie di coincidenze negative".

Totti ha il contratto in scadenza nel 2010: il rinnovo è una pura formalità?
"Francesco ha un rapporto tale con la società che non c'è motivo di soffermarsi sull'argomento. Il legame è talmente inossidabile che va al di là di ogni rapporto professionale".

Vito Scala ha mai pensato al giorno in cui Totti smetterà di giocare? Le piacerebbe trovare subito un campioncino da crescere sotto la sua ala protettiva?
"Il lavoro fatto con Francesco è irripetibile. Il nostro è un rapporto così stretto: ci lega un feeling particolare che genera a sua volta una totale fiducia reciproca. Lo conosco da quando aveva dodici anni: era un bambino, oggi è un padre di famiglia con due figli. Venti anni assieme li passi solo con un famigliare, come io del resto lo considero. Per cui sarebbe impossibile ripetere il percorso con un altro ragazzo".

Quindi se un giorno vedesse un ragazzino, caschetto biondo, che esegue un cucchiaio, resisterebbe alla tentazione di intraprendere una nuova cavalcata?
"Difficile, difficile. Non credo che potrei rifare tutto quello che ho fatto e che sto facendo con Francesco".

Difficile anche che quel ragazzino abbia davvero la stoffa di Totti?
"Assolutamente".

Vito fissa il vuoto. Socchiude gli occhi, che nel frattempo si sono fatti malinconici. Forse sta pensando davvero al giorno in cui la parabola di Francesco conoscerà la fine. Magari già sa che non ci sarà un altro Totti. Poi lo sguardo gli si fa improvvisamente vispo, sorride e spezza il silenzio: "Forse Cristian". Prego? "Il piccolo Cristian. Saremmo in due a seguirlo: io e il papà". Vito e Francesco. Come la prima volta.

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