mercoledì, 29 aprile 2009

La foto parla da sola:



Ci avete preso per il culo!!!

Rosè...se poi se viè a scoprì che i Flick sono un Flop inventato da te per guadagnare in Borsa, sappi che saranno cazzi amari...hai presente la CONSOB?!

SE RISCHIA ER GABBIO!


OCCHIO!!!

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sussurrato da: Totticorederoma alle ore 19:49 Permalink | commenti
categoria:as roma, la società, rosella sensi
martedì, 28 aprile 2009

Clima teso a Trigoria. I tifosi, delusi dalle ultime sconfitte dei giallorossi, si sono dati appuntamento oggi pomeriggio al Centro Sportivo "Fulvio Bernardini" per dar vita ad una contestazione.

Ore 15.00: presenti circa 30 persone. Una camionetta della Polizia ed una dei carabinieri hanno bloccato l'ingresso al Fulvio Bernardini. I tifosi si sono riuniti a Piazzale Dino Viola. La situazione, al momento, è tranquilla.

Ore 16.30: I tifosi, raggiunto il consistente numero di 150 unità, dopo aver discusso tra loro davanti all'ingresso del campo A del Fulvio Bernardini, si spostano verso l'ingresso principale, dove si trovano le transenne e le forze dell'ordine. Il clima rimane comunque tranquillo.

Ore 16.45: arriva un'ambulanza che entra a Trigoria. Sembra che un dipendende della Roma si sia sentito male

Ore 17.00: i tifosi chiedono un confronto. Una delegazione di circa 20 persone varca i cancelli del Fulvio Bernardini


Ore 17.38: arriva un'altra camionetta della polizia, col compito di dare il cambio a quella già precedentemente appostata ai cancelli del Fulvio Bernardini. Il clima continua a rimanere tranquillo

Ore 17.47: come riferisce Rete Sport, la delegazione entrata a Trigoria in rappresentanza di quasi tutti i gruppi della Curva Sud, si starebbe confrontando con Totti, De Rossi, Baptista, Pradè e Tempestilli.

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sussurrato da: Totticorederoma alle ore 17:08 Permalink | commenti
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domenica, 26 aprile 2009

Il tecnico: «Il ritiro? Non sono d'accordo, ma mi adeguo. Si può vincere anche senza»



«Abbiamo preso gol al loro primo tiro in porta, poi ll'inizio della ripresa c'è stato il 2-0,e lì si è evidenziato il momento generale della mia squadra. Siamo in difficoltà e un po' fragili dal punto di vista della tenuta psicologica. Dopo c'è stata anche l'espulsione di Pizarro e tutto è diventato più difficile. Ma rimane difficile anche spiegare questa differenza di risultato, io non l'ho vista». È questo il primo commento di Luciano Spalletti, ai microfoni di Sky, sul naufragio della sua Roma a Firenze, che allontana forse definitivamente la sua squadra dal quel quarto posto che significa partecipare alla Champions League.

ADDIO CHAMPIONS? - «Se siamo ancora in corsa per la Champions? - commenta Spalletti - Secondo me dobbiamo forzatamente ragionare in questa direzione, però la vedo veramente difficile e dura». A Spalletti viene poi chiesto di commentare la prestazione di Cassetti, protagonista di una prova molto negativa. «A me non è sembrato in difficoltà - risponde il tecnico - e ha fatto ciò che doveva. L'ho scelto perchè secondo me è un giocatore più forte degli altri, e se lo faccio giocare è perchè lo ritengo più bravo rispetto agli altri che avevo a disposizione». Ma Spalletti ammette anche che «da troppo tempo giochiamo senza i centrali titolari, Juan e Mexes ci potevano dare qualcosa in più, e chi l'ha sostituito non è stato bravo a far quadrato e a sopperire alle qualità degli avversari».

NERVOSISMO - La Roma continua anche ad essere troppo nervosa, ed i suoi giocatori seguitano a fare collezione di cartellini: anche oggi las quadra ha finito in dieci. «Sono partite importanti - commenta Spalletti -. Noi siamo già accompagnati da questo campionato difficile, sempre in salita ed in affanno e può darsi che una reazione ci stia, io non riesco a non fargliele fare e quindi vengo chiamato in causa per questo comportamento della squadra».

IL FUTURO - E ora che succederà a Roma? La squadra subirà la contestazione della sua gente? «Lavorare a Roma è bellissimo - dice Spalletti -, ma abbiamo ripreso quattro gol e ora ci sarà sicuramente delusione da parte dei nostri tifosi. È qualcosa di particolare lavorare in questa città, per via del coinvolgimento del pubblico, e ora ci sarà da gestire questa delusione di persone che stanno molti vicine alla squadra. Di conseguenza ora bisogna metterci la faccia: stiamo perdendo, ed è giusto che io venga messo in discussione».

IL RITIRO - In chiusura Spalletti commenta la decisione della società di mandare la squadra in ritiro: «La soluzione del ritiro non mi trova mai concorde, anche perchè di esasperazione nel calcio ce n'è già troppa. Poi è chiaro che mi adeguo, ma ho provato sulla mia pelle che si possono fare risultati straordinari anche non facendo i ritiri».


Forse Mister Spalletti non si rende conto di quanto sia davvero grave la situazione dell'A.S. Roma.
Seppur io nutra per lui un profondo affetto da quando l'ho conosciuto, credo che anche da parte sua serva un cambiamento deciso di comportamento in modo da salvare il salvabile!

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sussurrato da: Totticorederoma alle ore 09:07 Permalink | commenti
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domenica, 26 aprile 2009

SERVE UNA REAZIONE FORTE DA PARTE DELLA SOCIETA'!

Bloccare gli stipendi, ritiro per tutti senza distinzione, basta giocatori alle Nazionali (anche italiana) e noi tifosi lo sciopero fino alla fine del campionato del tifo!!!

b>PER LA PRIMA VOLTA MI SONO ROTTO LE PALLE!

Non andrò allo stadio, ma pago sky che mi prosciuga ogni mese e voglio vedere una grande Roma e non una che prende valanga di gol da tutti!!

ORA BASTA!!

Di questo passo perderemo anche l'accesso alla Coppa Uefa!!!

Cazzo...vogliamo ricordarci che siamo la ROMA?!

CHI NON HA LE PALLE VADA VIA DA ROMA!!!

Vorrei poter aprire una tavola rotonda con i capi ultras romanisti e decidere tutti insieme il da farsi in questo momento, perchè quello che accade non è importante solo per chi vive ancora a Roma, ma per chiunque la Roma conta qualcosa!


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sussurrato da: Totticorederoma alle ore 08:41 Permalink | commenti (2)
categoria:as roma, la società, curva sud, campionato di serie a, i tifosi
sabato, 25 aprile 2009

Si tratta tra voci e comunicati


Che cce posso fa...a me Rosella piace pure fisicamente cacchio!!!


Sono giorni importanti per capire se la trattativa con il gruppo che fa capo a Flick, ammessa anche ieri dall’en­nesimo comunicato emesso da Italpetro­li e Roma, possa avere sviluppi. Sembra che il gruppo tedesco ab­bia depositato una cifra “congrua” (si dice intor­no ai 100/120 milioni) su un conto riservato. Sareb­be la mossa per dimostra­re le intenzioni serie del gruppo, propedeutica per formulare poi un’offerta scritta. Sembra che qual­cosa potrebbe accadere nei prossimi giorni. Potrebbe esserci un incontro de­cisivo, in un modo o nell’altro, tra i rap­presentanti legali delle due parti, nel quale il gruppo di investitori dovrebbe presentare l’offerta, che potrebbe aggi­rarsi sui 200 milioni per l’acquisto del pacchetto di maggioranza. Il gruppo, ol­tre a Flick, vede impegnato anche Vini­cio Fioranelli, agente Fifa, non solo in ve­ste di mediatore, ma con una quota e an­che un investitore italiano. Intanto ieri la vicenda si è arricchita di nuovi particolari.

I CONTATTI - Il comunicato, richie­sto ancora dalla Consob, ribadisce l’esi­stenza di una trattativa: «I contatti attual­mente in corso con i sog­getti interessati che han­no manifestato il proprio interesse sono in una fase di verifica dell’esistenza dei presupposti per poter valutare eventuali opera­zioni. Nessuna offerta, né da parte dei soggetti chia­mati in causa dagli orga­ni di stampa, né da qualsiasi altro sog­getto, è stata formalizzata, direttamente o indirettamente, al Gruppo Italpetroli». Non siamo ancora arrivati all’offerta, ma i contatti continuano e, a quanto pare, crescono di livello. Il comunicato prose­gue con altri chiarimenti: «Nessun con­tratto, di alcun genere, avente a oggetto la partecipazione in questione, è stato sottoscritto, né tantomeno sono stati rag­giunti accordi, di cui si preveda la sotto­scrizione, con qualunque possibile inve­stitore o acquirente». La conclusione è dedicata ai rapporti con Unicredit: «Si coglie l’occasione per ribadire l’assoluta armonia dei rapporti con il gruppo Uni­credit, contrariamente a quanto riportato dagli or­gani di informazione».

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mercoledì, 22 aprile 2009

La notizia ha sorpreso squadra e dirigenti Convocato il CdA per domani. Adesso tutto diventa possibile L’incontro forse già nel fine settimana Nei mesi scorsi i Flick avevano preso contatti con il Bologna



Si torna a parlare della cessione del­la Roma. E ancora una volta si tratta di un in­vestitore straniero. Viene dalla Germania, è la famiglia Flick, uno dei gruppi tedeschi più importanti, interessi in tutti i settori che po­tete immaginare, grandi collezionisti di arte, ma soprattutto ex azionisti di maggioranza della Mercedes-Daimler, dalla quale sono usciti con un un patrimonio colossale. La pro­prietà della Roma non fa trapelare nulla, i di­rigenti, l’allenatore e i giocatori sono spiazzati.
Neanche loro sono stati informati. L’unica infor­mazione che trapela dal­la proprietà è una smen­tita attraverso un comu­nicato, rispetto ai rumors cominciati a circolare nelle ultime ore. Il comu­nicato, obbligatorio per una società quotata in Borsa, ha pochi punti in comune con quelli diffusi ai tempi di Soros. Non si dice mai che la Roma non sia in vendita. Si smentiscono firme e tempi, non la trattativa: «Compagnia Italpetroli, nella sua qualità di controllante indiretta di A.S. Roma, congiuntamente a quest’ultima, precisa che non è stato sotto­scritto alcun contratto, di qualsivoglia natu­ra, avente ad oggetto la cessione della pro­pria partecipazione in A.S.Roma, nè è stato versato alcun corrispettivo in collegamento con accordi aventi tale oggetto. In particola­re, si precisa che del tutto fantasiose e prive di fondamento appaiono tanto la ricostruzio­ne di una tempistica della cessione del pac­chetto di maggioranza in collegamento con le iniziative e gli incontri istituzionali citati da un organo di stampa, quanto la richiamata presunta ”regia di Unicredit”» .
Facciamo un po’ di chiarezza sul comunica­to. Si smentiscono i tempi indicati (28 aprile) e la supervisione di Unicredit, ma non l’esi­stenza di una trattativa. Sembra che i rappre­sentanti tedeschi abbiano preso contatto con gli avvocati della Roma e non siano passati attraverso la banca. Un incontro potrebbe es­serci in questo fine settimana, ma c’è un al­tro elemento importan­te che aiuta a capire co­me qualcosa si stia muovendo. Il Consiglio d’amministrazione del­la Roma per la relazio­ne mensile è stato fissa­to per domani, mentre di solito si tiene sempre negli ultimissimi giorni del mese. All’ordine del giorno l’approvazio­ne della relazione mensile, l’analisi della si­tuazione economica e patrimoniale, il bilan­cio al 30 giugno e la licenza Uefa. Se è nel­l’aria un movimento societario, se si è arriva­ti vicini alla stesura degli atti, è necessaria la certificazione dell’ultimo bilancio. C’è un al­tro elemento, non di secondaria importanza, che sottolinea come intorno al futuro della Roma, ci sia più di qualche chiacchiera: ieri il titolo in Borsa ha avuto un balzo verso l’al­to che ha sfiorato il venti per cento con tanto di sospensione per eccesso di rialzo e con un volume di scambi intorno ai due milioni e centomila pezzi (nei giorni precedenti che già avevano evidenziato un rialzo rispetto al so­lito, non si arrivava a trecentomila).
Non si deve dimenticare che alla banca La­zard, l’istituto al quale la famiglia Sensi ha affidato la ristrutturazione del debito di Ital­petroli con Unicredit, i proprietari della Ro­ma avevano dato carta bianca per cedere di­versi asset, ma non la Roma. Ai rappresen­tanti della Lazard non risulta un’operazione per la cessione della Roma e non risultava al­meno fino a ieri nemmeno all’avvocato Cap­pelli, il rappresentante di Unicredit cooptato nel Cda della Roma a settembre, grande tifo­so romanista, vigile sulla situazione di Italpetroli e della Roma. Nei mesi scorsi la famiglia Flick aveva preso contatti con il Bologna (curiosa l’ana­logia con Tacopina), la trattativa andò avanti in maniera che sembrava definitiva (in mezzo c’era anche Vinicio Fioranelli, mediatore vicino al­la Lazio), poi al momento delle firme saltò tutto, pare per un gioco al rialzo che i tede­schi gradirono assai poco. Anche perché, al­le orecchie della famiglia Flick, qualcuno aveva pensato bene di suggerire che se vole­te entrare nel calcio italiano, perché non pro­vate ad acquistare la Roma? I tedeschi non se lo sono fatti ripetere due volte. Spostando tutti i loro interessi nella Capitale, percepen­do il business legato al nuovo stadio, condicio sine qua non per andare avanti. Potrebbero entrare inizialmente come azionisti di mag­gioranza, affiancando i Sensi. Sviluppi ci sa­ranno, in un caso o nell’altro, nei prossimi giorni.

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sussurrato da: Totticorederoma alle ore 18:40 Permalink | commenti
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mercoledì, 22 aprile 2009

Dalle auto all’arte contemporanea: ecco i tedeschi che vorrebbero la Roma






I fratelli Flick: a sinistra e in grande Gert Rudolph “Muck”,
 63 anni, con la moglie Corinne;

sopra, un primo piano di Friedrich Christian “Mick”, 64.
Entrambi sono collezionisti d’arte


E’ come in Italia il cognome Agnelli. In Germania se dici Flick, la famiglia Flick, ancora oggi, quando cioè da un pezzo (1972) hanno vendu­to la loro quota di maggioranza (incassando una ci­fra di due bilioni e mezzo di dollari) di due marchi come Mercedes e Daimler, ti rispondono che sono i re del settore auto. Sono loro, i Flick, i nuovi pretendenti al marchio Roma.
L’impero industriale ed economi­co della famiglia tedesca che vuole il club giallorosso, è nato durante la prima guerra mondiale, grazie alle attività di Friedrich Flick, il nonno che la storia vuole sia stato uno dei principali sostenitori del partito na­zista (era tra i maggiori produttori di armi), risultando tra gli imputati del processo di Norimberga scon­tando tre anni di carcere.
Sono i nipoti di Friedrich Frick a volere la Roma: Friedrich Frick, 64 anni, detto Mick, giurista, laureato ad Amburgo, suo primo lavoro alla Osram, prima di cominciare a gira­re il mondo, finendo di stabilirsi in quel paradiso fi­scale che è la Svizzera; Gert- Rudolph detto «Muck», 65 primavere, assai meno in copertina del fratello. Hanno ereditato l’impero nel momento in cui hanno venduto le loro quote delle aziende di fa­miglia ( rimaste in gran parte allo zio Friedrich Karl scomparso nel 2006 dopo parecchie contro­versie giudiziarie tra cui un famoso affaire Flick
che fece discutere moltissimo in Germania), dedi­candosi a una delle loro grandi passioni, l’arte con­temporanea. Sono infatti tra i maggiori collezioni­sti al mondo. Sarebbero loro i protagonisti di que­st’operazione che come obiettivo ha quello di rile­vare il pacchetto di maggioranza della Roma.
I due fratelli, entrambi con più di un matrimonio alle spalle, hanno preso le distanze da tempo dalle attività non proprio da fiore all’occhiello del non­no. Non solo a parole, ma anche con elargizioni molto forti, tra cui i cinque milioni di euro versati da Mick che ha aperto una fondazio­ne che si occupa di combattere il razzismo e la discriminazione raz­ziale e sociale. Anche il fratello Mick è stato protagonista di diverse iniziative per cercare di far dimen­ticare la scomodissima ombra del nonno, offrendo una forte elargizio­ne all’Università di Oxford, opera­zione però che non è andato in por­to perché si sono opposte le comuni­tà ebraiche. Per entrambi il motto è:
«Non possiamo essere responsabili di quello che ha fatto nostro nonno» . Il più famoso in Germania tra i due fratelli è sicuramente Mick che, con Muck, ha appena acquistato die­cimila ettari di terreno in Kansas, diversificando i suoi investimenti anche nel settore petrolifero (circola anche la vo­ce, non confermata, che da parte dei Flick ci sareb­be una seconda offerta anche per Italpetroli). In germania, Mick à anche tra i protagonisti principa­li del gossip e dell’alta società tedesca sin da quan­do ha sposato la top model spagnola Andrea de Por­tago da cui, peraltro, si è separato, risposandosi con Maya von Schonburg, una contessa che gli ha dato tre figli. Mick è anche titolare di una fondazio­ne d’arte che annovera 2.500 pezzi di oltre 150 ar­tisti importanti.

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sussurrato da: Totticorederoma alle ore 18:39 Permalink | commenti
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mercoledì, 22 aprile 2009

"Io ci credo e devono farlo anche i giocatori. Avanti con Spalletti"

L’ABBRACCIO
Bruno Conti con Michele Platini in occasione della consegna
della Champions League alla città di Roma.
Coppa che il direttore tecnico giallorosso sfiorò nel 1984


Bruno Conti garante della Roma. Il direttore tecnico giallorosso ieri è stato tra i testimonial della con­segna della Coppa dei Campioni alla città di Roma. Da giocatore Conti l’ha sfiorata, quella Coppa, l’ha persa ai ri­gori all’Olimpi­co nel 1984. Co­sì come un me­se fa ha perso la possibilità, an­cora ai rigori, di sperare di rigio­carsela ancora nel suo stadio.

«Purtroppo sia­mo stati sfortunati, i ragazzi ce l’han­no messa tutta, peccato non esserci» . Un respiro profondo, non è facile can­cellare quell’amarezza. Ma il diretto­re tecnico guarda con fiducia al futu­ro:
«Spalletti continuerà con noi, ha un contratto e c’è uno splendido rap­porto con lui. Andremo avanti con i programmi. Siamo convinti di aver ac­quistato grandi giocatori, purtroppo dall’inizio dell’anno abbiamo avuto tanti infortuni, e il tecnico non ha mai potuto lavorare con la squadra al completo. Questo è il calcio, quando i risultati non arrivano affiorano le po­lemiche. Siamo ottimisti e non ci sarà ridimensionamento anche in caso di mancata qualificazione per la Cham­pions League. Abbiamo un’ottima squadra con giocatori importanti e non sarà smantellata».
La Roma sarà ringiovanita, ma sen­za diminuire il tasso tecnico. Ma quel­lo che conta è il presente, bisogna chiudere bene questo campionato, tentare fino all’ultimo l’aggancio al quarto posto, anche se la Roma dome­nica scorsa contro il Lecce non ha bril­lato:
«Siamo una gran­de squadra e a Firenze ci deve essere una giu­sta reazione. Io al quar­to posto ci credo, ve­dendo quello che è sta­to il nostro campionato, sappiamo che tutte le partite sono importanti e anche il Genoa trove­rà ostacoli domenica contro il Bolo­gna ».
La Fiorentina è stata contestata dai propri tifosi dopo la sconfitta contro l’Udinese: «Noi dobbiamo pensare ad allenarci bene fino a venerdì e poi fa­re una grande prestazione a Firenze, non al loro ambiente».

Francesco Totti nella sua rubrica sul Corriere dello Sport-Stadio ha det­to che ci sono da giocare sei finali e poi chi decide di restare alla Roma de­ve farlo con passione. Conti la pensa come il capitano. E’ una persona sin­cera come Totti, non è contorto, non dice una cosa pensandone un’altra:
« Mi ha fatto molto piacere leggere l’appello di Francesco, ha parlato da capitano, per far capire che fin quan­do la matematica non ci condanna dobbiamo credere al quarto posto. Sa­bato sarà una partita molto difficile, sono contento che Francesco abbia detto certe cose, ma tutti i ragazzi la pensano come lui. Loro sanno cosa de­vono fare e questo mi fa stare tranquil­lo ».

Bruno Conti è sembrato spiazzato sulle voci di una possibile cessio­ne della società. Si fida della fa­miglia Sensi:
«Io parlo con la dottoressa e non mi risulta asso­lutamente nien­te. Per me è una novità, non so da dove sia uscita. Il no­stro presidente sta cercando di porta­re avanti i programmi e non vogliamo pensare a questa eventualità. Per me il presidente è Rosella Sensi, punto e basta e di questo argomento non ne parlo più».
Senza la Roma, il 27 maggio al­l’Olimpico vorrebbe vedere il Barcel­lona:
«Mi piace molto Messi, se tornas­si indietro mi piacerebbe giocare nel Barça».
Infine Bruno Conti è intervenuto sul razzismo, argomento d’attualità nella giornata della Coppa dei campioni a Roma: «La federazione ha già dato un segnale importante, ha preso provve­dimenti seri. Noi dobbiamo essere da esempio. Anche Platini ha detto che dobbiamo educare i giovani».

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sussurrato da: Totticorederoma alle ore 18:35 Permalink | commenti (2)
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mercoledì, 22 aprile 2009

Martedì nero a Trigoria, mentre Aquilani vola a farsi visitare ad Amsterdam

28 PRESENZE NEL CAMPIONATO 2008-09
Doni, 29 anni, è arrivato in Italia nell’estate del 2005 praticamente a costo zero con la clausola rescissoria versata nelle casse della Juventude dallo stesso portiere brasiliano


Aquilani è volato ad Amsterdam. Doni, tra martedì e mercoledì della pros­sima settimana, andrà ad Anversa. Tad­dei sul lettino della fisioterapia. Juan di nuovo su quello dell'infermeria. Menez in piedi, ma sarà il caso che tocchi ferro. Perché il martedì della ri­presa degli allenamenti di una Roma tornata a vedere, seppure da lontano, quel quarto posto che vuole dire preliminare di Champions League, è stato un martedì devastante, soprattutto in vista dello spareggio di Fi­renze.

JUAN - Dovrà rimanere fermo per altre due setti­mane circa. Evitare ironie, per favore. Il difensore cen­trale brasiliano ha accusato un nuovo risentimento mu­scolare nei minuti finali del lavoro che aveva svolto lu­nedì. Ieri è andato a Villa Stuart per sottoporsi a una risonanza ma­gnetica che ha evidenziato una lesione muscolare di sei millimetri al bicipite fe­morale. Matematica la sua assenza contro la Fiorentina, improbabile che ci sia an­che per la gara successiva, all’Olimpico contro il Chievo. Se andrà tutto bene, in­somma, Juan potrà tornare in campo nel­le ultime quattro giornate, quando invece, viste le altre due giornate di squalifica di Mexes, il suo recupero sarebbe stato assai più gradito fin da sabato prossimo.

DONI - Si è presentato a Trigoria, è anda­to direttamente dal dottor Del Signore, di­cendo subito che il dolore al tendine rotu­leo del ginocchio destro era tornato a far­si sentire in maniera piuttosto forte. Inu­tile andare oltre. Si è subito deciso di an­dare a fare una visita all'estero, diretta­mente dal professor Maertens ad Anversa. Sono stati presi i contatti, sco­prendo che in questi giorni Maertens è in
trasferta a Dubai. Tutto è slittato alla prossima settimana quando martedì, mas­simo mercoledì, Doni partirà per il Belgio accompagnato dal dottor Del Signore. Ie­ri Doni era molto amareggiato. Non solo perché questo problema al tendine rotuleo non scompare, ma anche per le continue voci di suoi dissapori con Spalletti che sono assolutamente da smentire. Così come il por­tiere ci teneva a far sapere che i suoi rapporti con Bru­no Conti e Daniele Pradé sono buonissimi, anzi di più.

AQUILANI - Il dottor Del Si­gnore è già partito ieri sera per Amsterdam per accom­pagnare Alberto Aquilani dal professor Niek Van Dijk, l’illustre ortopedico che dovrà cercare di dare una risposta definitiva sul perché la caviglia del gioca­tore continui a fare male. Stamattina Aquilani si presenterà in clinica intorno alle otto e trenta, si sottoporrà a una riso­nanza magnetica e dopo ci sarà la visita da Van Dijk. L'augurio è che stavolta si trovi la strada giusta per consentire al giocato­re di tornare in campo.

VUCINIC - C'è una sperianziella di vedere il nome del montenegrino nella lista dei convocati per Firenze. Anche se il fastidio al gluteo non è ancora scomparso del tut­to. Ieri Vucinic ha svolto un lavoro diffe­renziato, proverà a forzare un po' i carichi di lavoro nei prossimi giorni, poi si deci­derà.

TADDEI - Pure per lui ieri soltanto fisiote­rapia perché il fastidio al flessore c'è an­cora. Però sembra quello che più degli al­tri possa almeno sedersi in panchina a Fi­renze. Ma è meglio dirlo sottovoce.

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sussurrato da: Totticorederoma alle ore 18:34 Permalink | commenti
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sabato, 18 aprile 2009

Il francese potrebbe andare al Milan



I tifosi della Roma contro la possibile cessione a fine stagione di Philippe Mexes. Davanti al centro sportivo di Trigoria, infatti, è comparso uno striscione con la scritta «Mexes non si tocca». Voci di mercato danno il difensore francese vicino al Milan.

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sussurrato da: Totticorederoma alle ore 13:02 Permalink | commenti (1)
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