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martedì, 30 dicembre 2008

L'estate scorsa era stato uno dei "magnifici tre" del mercato nerazzurro, ora è nella lista dei cedibili. La parabola di Amantino Mancini all'Inter è già nella sua fase discendente: poche apparizioni e spazi ulteriormente ridotti da quando Mourinho ha rinunciato agli esterni d'attacco. Il brasiliano, costato circa 15 milioni, ha ancora estimatori in Europa, su tutti il Real Madrid: con una buona offerta, l'affare si può concretizzare.
I bianchi di Spagna sono ancora alla ricerca dell'ultima pedina mancante della loro campagna acquisti di gennaio: dopo avere sostituito il lungodegente Van Nistelrooy con il connazionale Klaas Huntelaar e avere assicurato al centrocampo i muscoli di Lassana Diarra, Mijatovic vuole un esterno offensivo puro e tratta da diversi giorni il giovane ecuadoriano del Wigan Luis Valencia, espressamente indicato dal nuovo allenatore Juande Ramos. Un'operazione che, però, costerebbe per il solo cartellino una cifra intorno ai 15 milioni, che si unirebbero ai 35 già sborsati per gli altri due innesti invernali. Amantino Mancini rappresenta dunque un'alternativa assai valida sia sotto il profilo economico (l'Inter potrebbe accontentarsi anche di una decina di milioni), che su quello dell'esperienza anche se -va ricordato- l'ex-romanista non potrebbe essere schierato in Champions League essendo già sceso in campo con la maglia nerazzurra.
Oltre al Real, attenzione al Chelsea: Felipe Scolari non "vede" Malouda (da tempo sul mercato, c'è anche la Juventus) e potrebbe essere interessato a portare a Londra il connazionale. E Abramovich, diventato molto attento al portafoglio, potrebbe sposare l'idea di un'operazione "normale" visto che, anche in caso di avvicendamento tecnico, pure il successore designato di Felipao, Roberto Mancini, è un estimatore di Amantino: all'Inter lo aveva chiesto e ottenuto proprio lui...
COME VOLEVASI DIMOSTRARE AMANTINO LONTANO DA ROMA NON E' LO STESSO GIOCATORE CHE TUTTI ABBIAMO AMMIRATO, PERCHE' ERA IL GIOCO GIALLOROSSO A VALORIZZARLO: FORSE PERO' LA PRESUNZIONE DI ESSERE "GRANDE" HA GIOCATO AD AMANTINO UN BRUTTO SCHERZO, PECCATO...SPERAVAMO CHE DOPO CHE CERTE COSE FOSSERO ACCADUTE IN PASSATO (COME PER CASSANO AL REAL) AVESSE IMPARATO QUALCOSA E INVECE LA SUA IMMATURITA' SI E' VISTA PROPRIO NELLA SUA FISSAZIONE DI ANDARE ALL'INTER A FAR PARTE DELL'ALBUM DI FIGURINE DI MORATTI: FINALMENTE (DICEVA) SONO UN INA GRANDE SQUADRA, L'ASPETTAVA UN POSTO DA TITOLARE (CERTO...COME NO).
ANCHE LA JUVENTUS RINGRAZIA MORATTI PER NON AVER SPESO CIFRONE PER ACQUISTARLO.
MERCENARIO COME LA MAGGIOR PARTE DI BRASILIANI VENUTI ALLA ROMA COON A CAPO EMERSON, ANCHE LUI PARTITO PER CONQUISTARE IL MONDO E ALLA FINE IN PANCHINA VITA NATURAL DURANTE AL MILAN...CAVOLO CHE CARRIERA PAZZESCA!
AUGURI AMANTINO...E SPERIAMO CHE STAVOLTA TU POSSA CRESCERE DAVVERO!
venerdì, 22 agosto 2008
Il brasiliano confessa: «Sarò sempre grato ai colori giallorossi
ma il mio presente è l'Inter e domenica voglio la Supercoppa.
La Roma è fortissima. Mourinho? Un grande. Come Spalletti»

La sfida contro la Roma si avvicina. Domenica Amantino Mancini si ritroverà di fronte quei colori che ha indossato per cinque anni e mezzo, quella maglia che lo ha fatto conoscere a tutti, quella squadra che lo ha lanciato nel gohta del calcio internazionale. Facile immaginare che non sarà una partita come le altre. «A Roma ho fatto una bellissima carriera, devo tutto a questa società», ha ammesso Mancini ai microfoni di Sky. «I giallorossi mi hanno dato la possibilità di dimostrare le mie qualità come calciatore. Sono grato alla società, ho avuto un bel rapporto con i tifosi della Roma, anche se è normale, adesso che ho cambiato maglia, che con i tifosi ci sia, non dico odio, però un po' di amarezza, tristezza. Comunque io sono stato benissimo, ho vissuto bene a Roma, che è una delle città più belle al mondo. Tutto quello che è stato scritto sono bugie».
RICORDI NEL CASSETTO - Domenica, però, ci sarà poco spazio per i ricordi. Il suo presente e il suo futuro si chiamano Inter. «Sarà una partita difficile perchè conosco la Roma, però per me sarà una partita speciale, l'esordio in una gara ufficiale con la maglia dell'Inter contro la mia ultima squadra. Speriamo che sia una serata bellissima e che l'Inter possa vincere. Iniziare bene, con una vittoria, con una Supercoppa, è importante, in un anno importante».
PREPARAZIONE - L'Inter all'appuntamento di Supercoppa ci arriva con la giusta preparazione sulle gambe e con l'atteggiamento che le ha inculcato Mourinho, uno che di trofei in bacheca ne ha collezionati già abbastanza: «Abbiamo fatto una grande preparazione, stiamo molto bene e la squadra sarà al top per domenica. Se segno esulterò? Credo proprio di no, per rispetto nei confronti della Roma. Magari festeggerò con i miei compagni in caso di vittoria finale».
SPALLETTI E MOURINHO - Mourinho potrà contare proprio sull'esperienza di Mancini in maglia giallorossa per trovare i punti deboli della banda di Spalletti: «Mister Spalletti lo conosco da tre anni in cui ha dimostrato tutto il suo valore come tecnico. E' un grandissimo. Qualcosina dirò a Mourinho, ma è una cosa che ci sta in queste situazioni, fa parte del calcio».
sabato, 09 agosto 2008
È proprio vero che la riconoscenza non è di questo mondo. L’ultimo esempio è quello di un ragazzo, nato in Brasile 28 anni fa, cresciuto calcisticamente nell’Atletico Mineiro e giunto alla notorietà, dopo una fallimentare esperienza al Venezia, grazie alla fiducia accordatagli dalla Roma. La stessa società che Alessandro Faiolhe Amantino detto Mancini (ormai l’avrete riconosciuto) ha definito, una volta cambiata maglia, come un club nel quale «non sono tutti uguali» e dove «non è riuscito a conoscere né il calcio e né la vita». Della serie: non ci mancherai. Nella lunga intervista concessa dal brasiliano, a La Repubblica, le parole “dolci” nei confronti della formazione con cui ha giocato per cinque stagioni sono ben poche, anzi c’è voglia di voltare subito pagina: «Roma è il passato, oggi la mia vita è l’Inter. Posso dire che il cambiamento è totale. Nel calcio e nella vita – continua Amantino - sono due dimensioni completamente diverse. Ho capito cosa sia il calcio all’Inter, imparerò a conoscere la vita a Milano. Questo senza dimenticare i cinque anni passati a Roma. Cinque anni in cui sono sempre stato bene che faranno sempre parte di me». Parole in apparenza di affetto che vengono subito cancellate da una stoccata nei confronti del simbolo giallorosso per eccellenza: Francesco Totti. A Trigoria, al contrario di quanto ha notato nell’Inter, si usano due pesi e due misure in base al giocatore: «Voglio solo dire che qui tutti sono uguali. Che tutti sono trattati allo stesso modo. Dal tecnico, ma anche dai dirigenti e dalla società». Da buttare, per Mancini, anche l’ambiente romano, la vera “causa di tutti i mali”: «C’erano situazioni create da tifosi, giornali e radio. In realtà tra noi calciatori non c’è mai stata una divisione così netta. Ma ora basta Roma: l’unica cosa che conta per me è lavorare per vincere subito: la Supercoppa
a San Siro tra 15 giorni». Milano, e l’Inter in particolare, sono dunque il nuovo paradiso terreste? A quanto dice Sinisa Mihajlovic non è propriamente così: «Vedo che nell’Inter – osserva l’ex laziale nell’intervista concessa a Telelombardia - non soltanto i giocatori, ma anche gente che è stata vicina a Mancini (in questo caso Roberto, ndr) è stata allontanata, non so per quale motivo, perché tutti noi che siamo stati in quella società ci siamo sempre comportati benissimo».
Anche lo “spirito egualitario” dei nerazzurri non sembra essere così veritiero a quanto sostiene il serbo: «Ho l’impressione che l’allenatore portoghese voglia far fuori Stankovic perché è un uomo di Mancini». Ma Mourinho, in un’intervista a TV7, oltre a tranquillizzare
il serbo sulla sua permanenza («Dejan resterà») parla anche del calcio italiano, con i primis la Roma e i romanisti: «In Italia sono arrivati giocatori come Ronaldinho, Riise e Muntari. Per noi è molto molto importante, il campionato potrà diventare bello, competitivo, creare passione in tutto il mondo. Dobbiamo avere l’ambizione di fare qualcosa di positivo come hanno fatto le squadre inglesi negli ultimi anni, piazzando tre squadre nelle semifinali di Champions League e due in finale.
Il Milan deve vincere assolutamente la Uefa Cup, non è una squadra per quella coppa e, se la gioca, deve conquistarla. Noi, la Juventus, la Roma e la Fiorentina, invece, dopo la fase a gironi, diventeremo nemici. Prima dobbiamo cercare di passare il turno tutte e quattro».
I giallorossi, già qualificati, sono pronti per la sfida.
   
SE QUALCUNO AVEVA ANCORA IL DUBBIO SE CI MANCHERAI O NO, ADESSO HA LA CERTEZZA CHE DI PEZZI DI MERDA COME TE LA ROMA NON NE HA ASSOLUTAMENTE BISOGNO, ANZI SENZA IL TUO BRUTTO MUSO DA MERCENARIO E LE TUE ESPRESSIONI SCONTENTE VINCEREMO MOLTO PIU' DI QUANTO FATTO CON TE!
MERCENARIO DI MERDA!!!
giovedì, 07 agosto 2008
Il brasiliano: «Vinceremo la Supercoppa»

MILANO, 7 agosto - «Il 24 saremo in forma e porteremo la Supercoppa alla Pinetina. Vogliamo vincere per iniziare nel migliore dei modi la stagione e stiamo lavorando per farci trovare pronti a questo appuntamento». Un doppio messaggio che, sicuramente, otterrà risultati diversi. Amantino Mancini suona la carica nerazzurra (quella partita da Monaco) e lancia gli echi dei tamburi fino alla Capitale. A Roma raccolgono la sfida e segnano i giorni che mancano per la prima finale della stagione.
LA GIOIA - Mancini ha ritrovato il sorriso e i meccanismi di Mourinho funzionano anche con il brasiliano: «Sta andando tutto alla grande. Sento di avere le motivazioni e quando c’è la testa posso fare grandi cose».
A MANCI'...RIDE BBENE
CHI RIDE PE URTIMO
A MERCENARIO!!!
sabato, 12 luglio 2008
Che Daniele Pradè fosse bravo, anzi bravissimo, lo avevamo ormai capito da tempo. Da quando era riuscito a sbarazzarsi di Mido, per finire ai tanti giocatori arrivati in altri tempi e per i motivi più disparati, ma che non hanno mai indossato la maglia della Roma e puntualmente piazzati in estate. Da quando è riuscito a portare in giallorosso campioni come Juan, Taddei, Riise e via dicendo, a prezzi stracciati, per finire a cessioni importanti incassando i soldi voluti senza cedere di un millimetro.
L'ultimo capolavoro è stato dare Mancini all'Inter. Il diesse della Roma aveva detto chiaramente al suo omologo Branca fin dall'inizio che non avrebbe accettato richieste di sconto o contropartite tecniche e alla fine, come sempre, ha vinto lui. Bene, è importante che sia chiaro a tutti che questo giovane dirigente, che ha ereditato una situazione difficile, ha finito per imporsi come uno dei migliori nel suo ruolo a suon di fatti e non di chiacchiere. Daniele Pradè, romanista dalla nascita, è la conferma più bella di questa dirigenza rinnovata ormai da qualche anno che ha dimostrato di saper lavorare come un grande club.
Non sono tra quelli che si straccerà le vesti per la cessione di Mancini, anche se ne rimango un convinto ammiratore. Il brasiliano semplicemente non voleva più restare alla Roma ed era quindi giusto “ accontentarlo”, visti anche i tanti musi lunghi esibiti nel corso dell'ultima stagione. Giocatore, quando in vena, capace di giocate straordinarie, nell'ultimo campionato è andato un po' troppo a singhiozzo per via anche di numerosi fastidi fisici che lo hanno pesantemente condizionato.
Non reputo, come fa la maggioranza, l'ultima annata del brasiliano pessima, anzi sono più propenso a definirla sufficiente, ma che l'ambiente ormai fosse entrato in conflitto con lui era palese e non restava dunque che fargli cambiare aria. Ora, ovviamente, aspettiamo il colpo in entrata che sono sicuro non mancherà. Mutu è un sogno che rischia di rimanere tale non per colpa della Roma, quanto per obiettive difficoltà. La prima, da non sottovalutare, è che il romeno ha un contratto fino al 2011 con la Fiorentina, la seconda è che il club viola dovrebbe reperire in breve tempo, qualora decidesse di vendere Mutu, un sostituto all'altezza e sinceramente non è un'impresa facile, nemmeno per Corvino.
Lo ripeto, sapere che la società sta seguendo un obiettivo così importante è motivo di soddisfazione e non è detto che se alla fine non venisse centrato si rimarrebbe con le gomme a terra. Le alternative esistono e sono altrettanto prestigiose, bisogna solo aspettare e avere fiducia. Mi fido del lavoro di questa dirigenza, mi fido di Luciano Spalletti, di Bruno Conti, mi fido soprattutto di un nuovo gioco di prestigio di Daniele Pradè.
venerdì, 11 luglio 2008
Amantino è in Brasile per passare un periodo di vacanza: «Spero che l'affare si sblocchi al più presto. Aspetto una chiamata da Mourinho: è un grandissimo. Giocare con Ibrahimovic sarà un onore, lui è un fuoriclasse»

MILANO, 10 luglio - Ha ancora un altro anno di contratto con la Roma ma Amantino Mancini si sente ormai un ex giallorosso. Il suo passaggio all'Inter è imminente (oggi ci sarà l'incontro decisivo fra Branca e Pradè: 13 milioni al club giallorosso) e lui, dal Brasile, non vede l'ora di avere conferme sul suo futuro che sarà quasi certamente nerazzurro.
Lui per rispetto nei confronti della società di Trigoria e dei tifosi cerca di frenarsi con le parole ma la sensazione è che abbia una voglia matta di iniziare questa nuova avventura alla corte di Mourinho.
Mancini, come sta vivendo gli ultimi giorni delle sue vacanze?
«Con serenità e tranquillità. Qui in Brasile sono stato bene e mi sono rilassato con gli amici».
Sa che la Roma e l'Inter oggi potrebbero chiudere? Dove vede il suo futuro?
«Adesso che manca una settimana all’inizio della stagione (l’Inter si raduna proprio mercoledì 16: casualità? ndr) vivo quest’attesa con un pizzico in più di tensione. Vorrei capire cosa succederà, anche per prepararmi mentalmente».
Cosa vuol dire?
«Che è importante sapere dove uno lavorerà per i prossimi cinque anni ( altro lapsus ndr). Per ora sono un giocatore della Roma, poi vedremo. Mi piacerebbe iniziare il ritiro con quella che sarà la mia squadra perché la preparazione estiva è importante, il periodo in cui trovi la forza e la condizione fisica per far bene poi».
Come mai lei ha scelto l’Inter?
«La Roma ha dato la sua disponibilità a vendermi e ad aprire una trattativa per la mia cessione al club nerazzurro» .
Negli scorsi mesi l’hanno cercata Lione, Milan e Barcellona, ma lei non ha avuto dubbi puntando sul club di Moratti. Perché?
«Perché l’Inter è una grande società. Ha una squadra importante e campioni che possono fare la differenza in qualsiasi momento. E poi è la formazione che ha vinto gli ultimi scudetti».
Che è effetto le ha fatto essere corteggiato dall’Inter?
«Quando un club con simili ambizioni ti vuole è inevitabile essere lusingato. E’ bello sapere di piacere all’Inter».
Cosa ne pensa di San Siro?
«E’ uno stadio molto bello e mi è sempre piaciuto giocarci. Insieme al Bernabeu e al Camp Nou lo considero il più affascinante del mondo».
Lei che serve assist a Ibrahimovic: ci ha pensato?
«Ibra è un mostro, un fuoriclasse. L’hanno marcato Mexes e Juan, io... mai. Uno come lui comunque è meglio averlo come compagno che come avversario»
Comunque vadano le cose, dunque, Roma è e rimarrà una parte importante della sua vita?
«Non so se questo sarà un addio, ma a Roma, ai dirigenti e ai tifosi romani devo dire solo grazie per quello che hanno fatto per me. Grazie Roma»
ADDIO MERCENARIO!!!
venerdì, 11 luglio 2008
E' giunta in porto la trattativa per il passaggio di Amantino Mancini dalla Roma all'Inter. L'incontro, avvenuto a Roma all'ora di pranzo, tra i dirigenti nerazzurri Oriali e Branca e il ds giallorosso Pradè ha portato a un accordo definitivo sulla base di circa 13 milioni di euro a favore della Roma. Per l'ufficializzazione mancano solo dei dettagli che saranno definiti settimana prossima, quando il giocatore tornerà dalle vacanze.
"C'è soddisfazione da ambo le parti". Così Gabriele Oriali all'uscita da Villa Pacelli, dove questa mattina ha incontrato la dirigenza della Roma per chiudere, appunto, la questione Mancini. "Speriamo che il brasiliano riesca a fare quello che ha fatto Chivu con noi e che diventi un giocatore importante - ha detto Oriali- Ora lo stiamo aspettando (l'esterno dovrebbe tornare dalle vacanze la prossima settimana) per definire gli ultimi dettagli. Con la Roma non ci sono state contropartite tecniche".
Anche l'As Roma, in una nota, conferma ufficialmente di aver raggiunto un'intesa di massima con l'Inter per la cessione a titolo definitivodel giocatore. "Le intese raggiunte verranno perfezionate e sottoscritte nei primi giorni della prossima settimana al rientro del calciatore in Italia", spiega il club giallorosso.
Leggi il comunicato
mercoledì, 18 giugno 2008
Mancini-Inter, c’è l’accordo. Con una mossa a sorpresa ieri mattina, in anticipo di qualche giorno rispetto a quanto programmato, Gilmar Veloz è arrivato a Milano. Prima fermata via Durini, sede della società interista. Ad attenderlo ha trovato il responsabile del mercato nerazzurro Marco Branca. Argomento, il contratto di Amantino. Non ci è voluto troppo a trovare l’accordo: 4 milioni netti a stagione per i prossimi quattro anni. Saluti con i dirigenti interisti e poi in Svizzera, a trovare l’altro suo assistito Felipe Scolari per mettere a punto gli ultimi dettagli del passaggio del ct del Portogallo al Chelsea.
Accordo doveva essere, insomma, ed accordo è stato. Anche se non era troppo difficile prevedere che l’Inter avrebbe trovato gli argomenti giusti per convincere Amantino, con cui i contatti sono cominciati in tempi "sospetti". Molto prima, insomma, che Pradè autorizzasse la società nerazzurra a parlare con lui. Per questo motivo l’accordo raggiunto ieri mattina a Milano sposta poco nella trattativa in corso tra la Roma e l’Inter. Nell’incontro che c’è stato la settimana scorsa tra Pradè e Branca si è parlato di cifre: 15 milioni vuole la Roma, l’Inter vorrebbe arrivarci inserendo nell’affare alcuni giocatori in esubero. Non Adriano, che piace a Spalletti ma che ieri è stato confermato da Moratti per il prossimo anno, ma Cruz e Suazo, che a Trigoria non vogliono nemmeno sentire nominare. Il direttore sportivo giallorosso su questo argomento è stato chiaro nei giorni scorsi. «Se Mancini andrà all’Inter, sarà solo per soldi». E da questa posizione non intende spostarsi. L’occasione per riparlarne ci sarà domani, ancora a Milano, a margine dell’assemblea straordinaria di Lega. Ci saranno i due numeri uno, Rosella Sensi e Massimo Moratti oltre a Branca e Pradè. Da questo nuovo incontro potrebbe scaturire la fumata bianca e il conseguente annuncio sarebbe solo una formalità che potrebbe arrivare subito o, per ragioni di bilancio, i primi giorni di luglio. Eil Barcellona? Il viaggio a Roma di un emissario di Laporta, non Beguiristain, è da interpretare più che altro come un’azione di disturbo. Una mossa quasi disperata per provare a intromettersi nella trattativa tra la Roma e l’Inter, ma oggi le possibilità che Amantino (che comunque ha già parlato anche con i dirigenti blaugrana) possa finire in Spagna sono molto poche.
Domani potrebbe essere anche il giorno di Mirko Vucinic. A Milano infatti ci sarà pure Guido Angelozzi, direttore sportivo del Lecce. Con Pradè metterà a punto gli ultimi dettagli della cessione della seconda metà del cartellino del montenegrino alla Roma. In Puglia dovrebbe finire Stefano Okaka, di rientro dal prestito al Modena più conguaglio che varierà a seconda della formula con cui l’attaccante umbro di origini nigeriane si trasferirà a Lecce: in caso di prestito, saranno 10 i milioni da versare al Lecce, in caso di comproprietà la cifra potrebbe scendere fino a 8 milioni.

mercoledì, 18 giugno 2008
Mancini-Inter, c’è l’accordo. Con una mossa a sorpresa ieri mattina, in anticipo di qualche giorno rispetto a quanto programmato, Gilmar Veloz è arrivato a Milano. Prima fermata via Durini, sede della società interista. Ad attenderlo ha trovato il responsabile del mercato nerazzurro Marco Branca. Argomento, il contratto di Amantino. Non ci è voluto troppo a trovare l’accordo: 4 milioni netti a stagione per i prossimi quattro anni. Saluti con i dirigenti interisti e poi in Svizzera, a trovare l’altro suo assistito Felipe Scolari per mettere a punto gli ultimi dettagli del passaggio del ct del Portogallo al Chelsea.
Accordo doveva essere, insomma, ed accordo è stato. Anche se non era troppo difficile prevedere che l’Inter avrebbe trovato gli argomenti giusti per convincere Amantino, con cui i contatti sono cominciati in tempi "sospetti". Molto prima, insomma, che Pradè autorizzasse la società nerazzurra a parlare con lui. Per questo motivo l’accordo raggiunto ieri mattina a Milano sposta poco nella trattativa in corso tra la Roma e l’Inter. Nell’incontro che c’è stato la settimana scorsa tra Pradè e Branca si è parlato di cifre: 15 milioni vuole la Roma, l’Inter vorrebbe arrivarci inserendo nell’affare alcuni giocatori in esubero. Non Adriano, che piace a Spalletti ma che ieri è stato confermato da Moratti per il prossimo anno, ma Cruz e Suazo, che a Trigoria non vogliono nemmeno sentire nominare. Il direttore sportivo giallorosso su questo argomento è stato chiaro nei giorni scorsi. «Se Mancini andrà all’Inter, sarà solo per soldi». E da questa posizione non intende spostarsi. L’occasione per riparlarne ci sarà domani, ancora a Milano, a margine dell’assemblea straordinaria di Lega. Ci saranno i due numeri uno, Rosella Sensi e Massimo Moratti oltre a Branca e Pradè. Da questo nuovo incontro potrebbe scaturire la fumata bianca e il conseguente annuncio sarebbe solo una formalità che potrebbe arrivare subito o, per ragioni di bilancio, i primi giorni di luglio. Eil Barcellona? Il viaggio a Roma di un emissario di Laporta, non Beguiristain, è da interpretare più che altro come un’azione di disturbo. Una mossa quasi disperata per provare a intromettersi nella trattativa tra la Roma e l’Inter, ma oggi le possibilità che Amantino (che comunque ha già parlato anche con i dirigenti blaugrana) possa finire in Spagna sono molto poche.
Domani potrebbe essere anche il giorno di Mirko Vucinic. A Milano infatti ci sarà pure Guido Angelozzi, direttore sportivo del Lecce. Con Pradè metterà a punto gli ultimi dettagli della cessione della seconda metà del cartellino del montenegrino alla Roma. In Puglia dovrebbe finire Stefano Okaka, di rientro dal prestito al Modena più conguaglio che varierà a seconda della formula con cui l’attaccante umbro di origini nigeriane si trasferirà a Lecce: in caso di prestito, saranno 10 i milioni da versare al Lecce, in caso di comproprietà la cifra potrebbe scendere fino a 8 milioni.

mercoledì, 18 giugno 2008
Mancini-Inter, c’è l’accordo. Con una mossa a sorpresa ieri mattina, in anticipo di qualche giorno rispetto a quanto programmato, Gilmar Veloz è arrivato a Milano. Prima fermata via Durini, sede della società interista. Ad attenderlo ha trovato il responsabile del mercato nerazzurro Marco Branca. Argomento, il contratto di Amantino. Non ci è voluto troppo a trovare l’accordo: 4 milioni netti a stagione per i prossimi quattro anni. Saluti con i dirigenti interisti e poi in Svizzera, a trovare l’altro suo assistito Felipe Scolari per mettere a punto gli ultimi dettagli del passaggio del ct del Portogallo al Chelsea.
Accordo doveva essere, insomma, ed accordo è stato. Anche se non era troppo difficile prevedere che l’Inter avrebbe trovato gli argomenti giusti per convincere Amantino, con cui i contatti sono cominciati in tempi "sospetti". Molto prima, insomma, che Pradè autorizzasse la società nerazzurra a parlare con lui. Per questo motivo l’accordo raggiunto ieri mattina a Milano sposta poco nella trattativa in corso tra la Roma e l’Inter. Nell’incontro che c’è stato la settimana scorsa tra Pradè e Branca si è parlato di cifre: 15 milioni vuole la Roma, l’Inter vorrebbe arrivarci inserendo nell’affare alcuni giocatori in esubero. Non Adriano, che piace a Spalletti ma che ieri è stato confermato da Moratti per il prossimo anno, ma Cruz e Suazo, che a Trigoria non vogliono nemmeno sentire nominare. Il direttore sportivo giallorosso su questo argomento è stato chiaro nei giorni scorsi. «Se Mancini andrà all’Inter, sarà solo per soldi». E da questa posizione non intende spostarsi. L’occasione per riparlarne ci sarà domani, ancora a Milano, a margine dell’assemblea straordinaria di Lega. Ci saranno i due numeri uno, Rosella Sensi e Massimo Moratti oltre a Branca e Pradè. Da questo nuovo incontro potrebbe scaturire la fumata bianca e il conseguente annuncio sarebbe solo una formalità che potrebbe arrivare subito o, per ragioni di bilancio, i primi giorni di luglio. Eil Barcellona? Il viaggio a Roma di un emissario di Laporta, non Beguiristain, è da interpretare più che altro come un’azione di disturbo. Una mossa quasi disperata per provare a intromettersi nella trattativa tra la Roma e l’Inter, ma oggi le possibilità che Amantino (che comunque ha già parlato anche con i dirigenti blaugrana) possa finire in Spagna sono molto poche.
Domani potrebbe essere anche il giorno di Mirko Vucinic. A Milano infatti ci sarà pure Guido Angelozzi, direttore sportivo del Lecce. Con Pradè metterà a punto gli ultimi dettagli della cessione della seconda metà del cartellino del montenegrino alla Roma. In Puglia dovrebbe finire Stefano Okaka, di rientro dal prestito al Modena più conguaglio che varierà a seconda della formula con cui l’attaccante umbro di origini nigeriane si trasferirà a Lecce: in caso di prestito, saranno 10 i milioni da versare al Lecce, in caso di comproprietà la cifra potrebbe scendere fino a 8 milioni.

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