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domenica, 15 novembre 2009
Francesco Totti, con il nuovo contratto in tasca, corre verso il rientro con il Bari, il 22 novembre all’Olimpico e, chissà, anche verso il mondiale, a giugno in Sudafrica.
Il capitano sta alzando il ritmo a Trigoria: ripetute sui 300 metri, gradoni e palestra. Per divertirsi, al chiuso, anche qualche calcio al pallone. Si allenerà pure oggi. E domani (o lunedì: rispetto ai compagni riposerà solo un giorno), prima di tornare a lavorare in gruppo quasi sicuramente martedì, giorno della ripresa della squadra.
C’è sempre grande curiosità attorno a Totti. E impazienza per l’annuncio più atteso: il rinnovo sino al 2014. Il più sereno sulla questione contrattuale è proprio il diretto interessato. Perché Francesco, mercoledì 4 novembre a Villa Pacelli, non ha messo una firma sotto il nuovo accordo, ma addirittura tre. Tanto per stare più sicuro. La triplice intesa, perché di tale patto si tratta, è già siglata sia da entrambe le parti: Rosella Sensi e appunto Francesco. E nessuno si può più tirare indietro. Insomma, manca solo l’ufficialità della Roma con un comunicato sul sito e l’invio della documentazione in Lega per depositare il nuovo contratto per le prestazione sportive. Di interessante, se un giorno ci sarà spiegato dalla proprietà, sarà il mistero, o semplicemente il motivo, dello slittamento della fumata bianca. L’ultima ipotesi: farla coincidere con il rientro in campo del giocatore. Ma è solo una delle tante.
Di sicuro restano le tre firme di Totti. La prima è quella che più da forza alla Roma che vuole tornare in Champions. E’ il prolungamento del contratto da calciatore, in scadenza il 30 giugno 2010. Il nuovo accordo legherà Francesco al club giallorosso sino al 30 giugno 2014. Dai 5 milioni e 800 mila euro netti a stagione, l’ingaggio scenderà a 5 milioni netti all’anno. La seconda sigla è quella per i diritti di immagine. Un’intesa identica a quella già in essere. Il capitano continuerà a poterli gestire in proprio, tranne quelli legati al merchandising della società giallorossa, cioè quelli dei prodotti in vendita nei Roma store. La terza e ultima firma è il secondo quinquinnale concessogli dalla Sensi. Il contratto da dirigente, con scadenza il 30 giugno 2019, nel quale però non compare la retribuzione che è ancora da definire. Perché Totti sarà dirigente dell’area tecnica, ma oggi non si può sapere quale ruolo andrà a occupare: a seconda del compito che gli verrà assegnato, riceverà un determinato compenso. Ed è in questo accordo che compare una scrittura privata che, nel caso in cui Francesco decidesse di smettere prima del 30 giugno 2014, può antipare l’inizio della carriera dirigenziale del giocatore.
Sistemato il nuovo contratto, ora Totti può concentrarsi sull’attività agonistica. Le prestazioni nella Roma lo possono riportare in Nazionale. Per Lippi è l’attaccante di scorta: se a marzo/aprile avrà bisogno di Francesco, lo chiamerà. Ancora è presto per sapere come starà il capitano in primavera. E Lippi non può bruciare le punte che stanno lottando per un posto tra i 23 convocati per il Sudafrica.
Daniele De Rossi, dopo aver passato la notte al Gemelli, è rimasto in ospedale anche ieri, per precauzione: ricoverato per una colica renale, prima di essere dimesso (probabilmente in giornata) dovrà ultimare i controlli.
Intanto Dunga fa sapere: «Il caso Juan verrà sottoposto all’attenzione della Fifa».
sussurrato da: Totticorederoma alle ore 17:13
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categoria: roma, as roma, presidente, la società , francesco totti, trigoria news, grazie roma, rosella sensi, roma ti amo, rinnovi contrattuali, rinnovo dei contratti, i tifosi
domenica, 15 novembre 2009
In difesa dubbi sul futuro di Juan. La società lavora per acquistare Burdisso, ora in prestito dall’Inter
Burdisso acquistato. Andreolli confermato. Juan congelato. E Mexes prolungato. Quattro participi passati per i quattro difensori centrali della Roma sui quali la società giallorossa sembra avere le idee piuttosto chiare per il futuro. Interessante è soprattutto quello di Mexes. Prolungato. Perché la Roma vuole allungare il legame contrattuale con il giocatore. È un problema che la società giallorossa cercherà di risolvere nei prossimi mesi, all’inizio del 2010, quando è già stato fissato un appuntamento con il procuratore del difensore francese, Olivier Joaunneaux. Le intenzioni della Roma sono quelle di offrire al giocatore (classe 1982) un prolungamento per altri due-tre anni a cifre più o meno simili a quelle che incassa in questo momento.
La conferma di Mexes, comunque, non frena l’intenzione della Roma di trasformare il prestito di Nicolas Burdisso in acquisto di tutto il cartellino. L’argentino ha convinto tutti a Trigoria e la società, non tanto nella prossima finestra di mercato a gennaio, quanto la prossima estate, è intenzionata ad acquistarlo. Ma vuole farlo senza mettere sul piatto della trattativa il cartellino di Andreolli sul quale si intende continuare a puntare. L’unico che rischia, nel ruolo dei centrali difensivi , è Juan. Ma solo perché troppo spesso ha problemi fisici.
martedì, 10 novembre 2009
La moglie del presidente Dino Viola è scomparsa oggi.
Fu a sua volta presidentessa, vincendo una Coppa Italia

La Roma in lutto. È scomparsa oggi a 86 anni Flora Viola, moglie dell’indimenticato presidente Dino, sotto la cui direzione i giallorossi vinsero il secondo titolo tricolore nella stagione 1982-83, con Nils Liedholm in panchina. La signora Viola è stata a sua volta presidentessa del club nel 1991 dopo la morte del marito. Con lei alla guida, la Roma vinse una Coppa Italia. Lasciò il timone della società a Ciarrapico.
Attraverso il suo sito ufficiale, la società giallorossa ha voluto esprimere il proprio cordoglio per la scomparsa di Flora Viola: «Si è spenta oggi la Signora Flora Viola, moglie dell'indimenticato Presidente Dino Viola, e Presidente dell'AS Roma nel 1991, alla scomparsa del marito. Alla Famiglia Viola il cordoglio del Presidente Rosella Sensi, dei Dirigenti, dello Staff Tecnico, della Squadra e di tutti i dipendenti e collaboratori dell'AS Roma».
lunedì, 09 novembre 2009
Da espellere anche Thiago Motta
Male l’internazionale Rocchi, pure molto bravo in altre occasioni. Mancano diversi gialli, che falsano la partita. Sul finire del primo tempo, Muntari, a palla lontana, allunga la gamba destra per scalciare Menez che è dietro di lui: almeno da giallo (se non di più). Vero, Rocchi è girato in quel momento, ma nessuno della quaterna se n’è accorto. Per Muntari sarebbe stata la seconda ammonizione. Ancora: troppe proteste plateali (Samuel nel primo tempo, Stankovic nella ripresa due volte) non sanzionate. Thiago Motta finisce ammonito per una brutta entrata su Perrotta all’8’ della ripresa, ma nel primo tempo era entrato in ritardo su Motta, intervento da giallo. E dopo il giallo, tira la maglia a Perrotta che l’aveva superato, nessun provvedimento disciplinare. Graziato anche Vieira: perché se è fortuito lo scontro con De Rossi (che uscirà), non lo è quello su Menez. Manca anche il giallo per Stankovic, fallo tattico diretto su Menez che stava ripartendo. Balotelli su Motta: ci stava il giallo. Pizarro su Stankovic: stavolta arriva il giallo. Perrotta su Balotelli: poteva starci il giallo. Cambiasso per Milito che segna: off side ok. Ad inizio gara, contatto Andreolli-Milito in area, Rocchi fa proseguire.
domenica, 08 novembre 2009
Il capitano della Roma Francesco Totti a Rai Due:
"Non mi sono mai pentito di essere rimasto a Roma. Ho fatto una scelta di cuore, questi sono i miei valori, quelli con cui sono nato e con cui morirò".
Chiameresti Cassano in nazionale?
"Se continua a giocare come sta facendo ora lo convocherei, ma se cambiasse il suo atteggiamento fuori dal campo... Io e lui non ci frequentiamo da quattro anni, quindi non so com'è adesso. Non abbiamo mai avuto confronti particolarmente duri. Semplicemnte quando c'è qualcosa che non va lui non ti parla più. Ma in fondo è un buono".
Torneresti in nazionale?
"Prima o poi della nazionale ne parlerò con Lippi. Lo considero un grande allenatore, e anche un grande uomo. Quando mi sono rotto la caviglia alla vigilia dei Mondiali del 2006 lui venne da me e mi disse "Ti aspetto fino all'ultimo".
Un ricordo in nazionale: il cucchiaio a Van Der Saar. Lo rifasresti?
"Lo farei di nuovo, anche se all'epoca ero giovane. Prima di farlo lo dissi a Maldini quando eravamo a centrocampo. Mi prese per matto".
Il momento della Roma?
"Non è un gran momento per noi. ma è in queste situazioni che si vede il carattere dei giocatori. Abbiamo un gruppo di grande carattere e anche con questi giocatori, con questa rosa possiamo tiraci su".
Come si troverebbe con Mourinho allenatore?
“Io penso bene, perché è una persona diretta, dice ciò che pensa. A volte esagera ma ha un carattere che lo porta ad essere aperto, espansivo. L’Inter si è rafforzata, ha dato via un grande campione ma ne ha comprati altri quattro. Già era forte prima, ora ha trovato un organico completo, una rosa più forte anche di quella di due anni fa. Sarà difficile batterla”.
Capello ha detto che il calcio è in mano agli ultrà.
“Il calcio è sicuramente cambiato rispetto a prima, allo stadio si andava solo per vedere la partita e tifare la propria squadra. Ora c’è la politica, i tifosi. Poi ogni squadra ha i suoi tifosi”.
La ricetta per far tornare le famiglie allo stadio?
“Cambiare il modo di ragionare, prendere esempio dagli gli inglesi come è ultimamente: non si fuma, tutti seduti, tutti composti. È la cosa più bella da vedere in campo e fuori. Anche per i bambini è la cosa più bella aspettare la domenica e vedere le partite, i giocatori, i propri idoli. Privarsi di andare allo stadio perchè ci sono i deficienti che tirano i bomboni, o fanno le risse o fanno a botte o qualche accoltellato...è una vergogna”.
Com’eri da piccolo?
“Carattere ero un paraculo. Non mi fermavo mai, ero socievole. Un po’ pigro, ma lo sono tuttora. L’importante era avere un pallone”.
A scuola come andavi?
“Una volta col motorino, una con l’auto...(ride, ndr) No, normale. Facevo la parte mia. Né più né meno”.
L’idolo che avevi?
“Giannini”.
Era bello...
“Molto. Piaceva anche a me che so maschio. Aveva il fascino del principe, capelli lunghi la maglia della Roma. Poi giocandoci insieme fa un altro effetto”.
Volevi fare altro che non fosse il calciatore?
“A me è sempre piaciuto fare il benzinaio. Un po’ per l’odore della benzina che mi è sempre piaciuto, un po’ perché vedevo i portafogli dei benzinai quando papà pagava e c’erano tanti soldi. Gli dicevo ai miei:’farò il benzinaio’. Loro mi rispondevano: ‘poi capirai...’”
Ti ricordi la prima volta allo stadio?
“La prima volta avevo sette anni, in Tribuna Tevere. Non vedevo nulla, c’era il sole...Vedevo e non vedevo”.
Quando hai iniziato a tirare calci al pallone?
“Ho camminato a otto mesi e a nove avevo già la palla in mezzo ai piedi. Camminavo sulla sabbia di Santo Stefano con il pallone. C’ho pure il filmino, ancora”.
Che padre sei?
“Sono un padre...Un padre-madre. Quando c’è da aiutare Ilary la aiuto volentieri”.
Quando si diventa padre le cose cambiano...
“Le cose sono cambiate, da giovane sei spensierato, ti diverti, non pensi a nulla. con la famiglia invece...”
Sei masi stato un ‘localaro’, uno che va in discoteca?
“Anche se vado in discoteca non ballo, non ho mai ballato. Mi metto là seduto. Poi non è che dici: ‘vai a fare la chiacchiera con gli amici’. In discoteca che chiacchieri? Ballare mi piacerebbe. Non ballo perché tutti ti guardano, ti fanno le foto coi telefonini... All’estero sì, a News York è capitato. Chi te conosce lì...dovrei andarci solo per ballare!”.
Cosa ti piace fare nel tempo libero?
“Nel tempo libero mi piace portare i figli al parco, stare con gli amici, organizzare qualche cena. La play station? Un po’ meno, ora che Cristian sta imparando meno. Ha la passione della formula uno, della Ferrari. Fa finta che porta la macchina. Per avere quattro anni è precoce”.
E Chanel?
“Chanel è paraventa, è già donna. Paravenmta come la madre? Speriamo di no! (ride, ndr)”.
Come ti vedi quando avrà tredici-quattordici anni?
“Non ci voglio pensare, le vedo adesso in giro le ragazzine di tredici quattordici anni i perizomi di fuori. Impazzisco, mi immedesimo nel genitore. Vivi con il fiatone. Hai sempre paura possa succedere qualcosa”.
Per chi voti?
“Io non sono né di sinistra né di destra. Non mi interessa la politica, sono amico di Veltroni, lo vedo, lo sento. Ma della politica non mi interessa. Una carriera politica? Noo, non ci capisco nulla”.
Che farai dopo il calcio?
“Dopo sicuramente farò il dirigente, anche se ancora non so che dirigente farò, però. Piano piano crescerò e valuterò, perché quando cambierò e sarò dirigente sarà tutta un’altra cosa ”.
Come reggete tutta questa pressione tu e Ilary?
“Ci fidiamo uno dell’altro, sappiamo che la gente è invidiosa e arla a vanvera. Ogni due tre mesi o c’abbiamo l’amante, o è incinta, o sono trans o sono ‘froci’...Qualcosa deve uscire”.
Ma ti hanno messo in mezzo a questa vicenda?
“No. Ancora no, per fortuna. Poi mi possono mettere in mezzo a tutto, ma a sta cosa...non c’entrom proprio”.
Che ne pensi di questa vicenda?
“Che è vergognoso. È brutto. Ognuno è libero di fare ciò che vuole. Però che esca una cosa del genere è indegno. Se uno vuole fare qualcosa cosa affari suoi. Sa a cosa va incontro. Ma vita privata è vita privata. Non dovrebbe uscire nulla”.
Vale anche per il discorso di Berlusconi con le escort?
“Beh, quello penso sia un po’esagerato. Ma ognuno la pensa a modo suo. La privacy credo sia giusta per tutti. Se io voglio fare una cosa, o non la voglio fare sono problemi miei. Giusta o sbagliata so quello che faccio, so se è una cosa bella o brutta. Ma rimane tra me e me e basta”.
domenica, 08 novembre 2009
Torna in azzurro Giampaolo Pazzini, centravanti della Samp, prima convocazione per Davide Biondini del Cagliari e Antonio Candreva del Livorno: sono le novità del gruppo di 25 azzurri chiamati da Marcello Lippi per i due test amichevoli dell'Italia, contro l'Olanda il 14 novembre a Pescara e contro la Svezia il 18 a Cesena. Non c'è Cassano, ma manca anche Quagliarella. Questa la lista dei 25 giocatori convocati dal ct azzurro Marcello Lippi per le amichevoli contro Olanda e Svezia.
PORTIERI: Gigi Buffon (Juventus), Morgan De Sanctis (Napoli), Federico Marchetti (Cagliari).
DIFENSORI: Fabio Cannavaro (Juventus), Giorgio Chiellini (Juventus), Domenico Criscito (Genoa), Mattia Cassani (Palermo), Salvatore Bocchetti (Genoa), Fabio Grosso (Juve), Nicola Legrottaglie (Juventus), Christian Maggio (Napoli), Gianluca Zambrotta (Milan).
CENTROCAMPISTI: Davide Biondini (Cagliari), Mauro German Camoranesi (Juventus), Antonio Candreva (Livorno), Daniele De Rossi (Roma), Daniele Galloppa (Parma), Marco Marchionni (Fiorentina), Angelo Palombo (Sampdoria), Andrea Pirlo (Milan).
ATTACCANTI: Antonio Di Natale (Udinese), Alberto Gilardino (Fiorentina), Raffaele Palladino (Genoa), Giampaolo Pazzini (Sampdoria) Giuseppe Rossi (Villarreal).
lunedì, 02 novembre 2009
L'ex allenatore della Roma a sorpresa: «Mi sentirei pronto per la panchina azzurra, ma anche per una nazionale estera. I contatti con lo Zenit? Valuteremo. Le difficoltà della squadra giallorossa? È un periodo difficile. La fuga dell'Inter? Il discorso non è chiuso, ma Mourinho è un buon domatore»
Luciano Spalletti si sente pronto ad allenare anche una nazionale, anzi «la Nazionale». Dalla sala Consiglio della Federcalcio, dove come testimonial della Peroni ha partecipato alla presentazione della Fantanazionale, iniziativa benefica per la lotta contro la Sla, l'ex allenatore della Roma si lascia aperta una porta anche per un eventuale futuro sulla panchina azzurra, se dopo il mondiale finirà il nuovo mandato di Lippi. Si sente pronto per una nazionale? È stata la domanda. Ancor più diretta la risposta.
NAZIONALE - «La nazionale è il sogno di qualsiasi allenatore - ha detto Spalletti - mi sentirei pronto. Parlo di una nazionale estera ma anche di questa nazionale, quella italiana. È un'apertura che mi concedo». Spalletti ha anche confermato i contatti con lo Zenit («valuteremo») e solo al termine della lunga conferenza ha rallentato sull'ipotesi azzurra: «Il mio futuro tra Italia e estero? Se dovessi fare un pronostico direi più estero».
ROMA - Spalletti ha poi parlato anche della Roma: «La squadra sta attraversando un periodo difficile come succederà a tutte le squadre. Personalmente non mi piace la contestazione così dura, come quando si usano bombe carta e minacce. In altri paesi c'è una civiltà diversa. I ragazzi erano dispiaciuti quando io mi sono dimesso. Ci siamo lasciati con amicizia. Io alla Roma penso di aver dato tutto e ho anche ricevuto. Proprio per questo è stato giusto farmi da parte per far esprimere tutto il potenziale a questa squadra. Conosco Ranieri, Montali e Conti: se li lasciate lavorare vi renderete conto che sono belle persone e ottimi professionisti. Sono andato avanti dopo l'incontro a Villa Pacelli a giugno perchè Roma e la Roma mi piacevano davvero molto. Ma poi vedendo che non riuscivo a far esprimere tutto il potenziale ho deciso di andarmene».
SCUDETTO E MOURINHO - Aria di Inter-Roma, e Luciano Spalletti riaccende il derby a distanza con Josè Mourinho nonostante la panchina giallorossa non sia più la sua: «L'Inter? È attrezzata e ha già un buon margine, ma avete sentito voi stessi cosa dice Mourinho, non è una fuga - ha detto il tecnico toscano, a margine della presentazione di un'iniziativa benefica Peroni-Figc - Il portoghese è un buon domatore: crea tensione e attenzione per sfruttare al meglio gli episodi che fanno girare la partita. In quello è il più bravo. Avete visto tutti, spesso la sua Inter ha giocato peggio dell'avversario ma ha vinto cogliendo quegli episodi». Ma è già un campionato chiuso? «No, il campionato riesce ancora ad affascinarmi: dietro l'Inter ci sono la Juve, il Milan, la Samp, il Palermo, e poi anche il Napoli, la Roma, la Lazio. Tutte squadre che si possono inserire».
RIMARRAI PER SEMPRE IL MIO MISTER E IL MIO AFFETTO PER TE SARA' SEMPRE INFINITO COME LA MIA GRATITUDINE: SPERO CHE TU ABBIA FORTUNE PAZZESCHE E POSSA VINCERE TANTISSIMO ALLA FACCIA DI ROSELLA!!!
DAJE LUCIANO!!!
sabato, 31 ottobre 2009
La conferenza stampa integrale del tecnico Claudio Ranieri, alla vigilia di Roma-Bologna:
Contestazioni, bombe carta, l'allenamento di ieri interrotto...
"Non è stato interrotto l'allenamento di ieri. Qualche bomba l'hanno tirata stanotte, c'è un po' di esasperazione, evidentemente c'è molto amore per la squadra. La gente si chiede il perchè e il per come ed esplode. Anche se non dovrebbero esserci manifestazioni di questo tenore, perchè nei momenti peggiori si vede l'amico e chi ti sta vicino. Bisogna analizzare le tre partite perse, abbiamo creato tanto, sia contro Il Milan che contro l’Udinese. Abbiamo creato tanto e giocato bene. Credo all’altezza della gara con la Fiorentina. Poi non abbiamo fatto gol e non abbiamo vinto. Ai ragazzi l’ho detto: se questo non basta dobbiamo fare di più. Abbiamo una squadra compatta e concentrata che vuole uscire dalla situazione. Quando una squadra non sta bene in casa soffre ancora di più, ha l’ansia del risultato, sente i tifosi non capiscono e iniziano a fischiare Non dovrebbe accadere, i tifosi devono darci una mano. Non stanno vedendo una squadra che non corre. La squadra lotta. Ci sono delle disattenzioni su cui stiamo lavorando. Capisco che subiamo troppi gol e ne stiamo segnando troppo pochi, ma solo con il lavoro se ne viene fuori. Nei momenti difficili la gente ci deve stare vicino”.
Pensava di trovare le difficoltà che sta trovando?
“L’ho sempre detto, le difficoltà ci sono, se cambi l’allenatore ci sono. Io sono venuto con la voglia di far bene e non mi smonto facilmente. Sapevo che sarebbe stato difficile e che serve lottare. So che bisogna essere tutti uniti, vedo che lo spogliatoio, è sano, sereno, di gente che cerca di uscirne fuori, sono fiducioso".
I problemi di Vucinic?
“Se avessi quattro attaccanti come avevo l’anno scorso lo farei riposare. Qui no, lo faccio giocare e spero la gente gli sia vicino”.
È stato utile il ritiro?
“Inutile dire se utile o no. Abbiamo deciso di farlo noi con la squadra. Utile lo vedremo domani. Noi giudichiamo: se si vince va tutto bene. Se si perde va tutto male. Lo vedremo domani. Quello che conta sono i tre punti. Come sempre”.
Come sta Doni?
“Sta bene. Il portiere quanto e più degli altri ha bisogno di giocare. Anche Buffon, il più forte del mondo, lo scorso anno dopo sei mesi di stop ha avuto difficoltà. Insistendo verrà il suo momento d’oro”.
Come sta Menez? Sembrava un giallo il suo infortunio...
“Gli si era staccata un’aderenza di una vecchia operazione. Dopo una piccola corsetta in surplace si è fermato. Ora si è ripreso ed eccolo, è pronto. La polemica? È logico che con tante radio e giornali succede. È uno spogliatoio sano, non ci sono problemi. Si esagera tutto, si esaspera tutto. Vogliamo solo fare bene. Questa è la cosa più importante”.
Come sta Cerci?
“Può avere chance di giocare o di venire in panchina. È stato fermo 13 giorni, ora da tre giorni si allena. Pizarro uguale, sono tre giorni che si allena con noi. Può giocare o venire in panchina. Devo valutare io chi può giudicare, di chi posso fare a meno e di chi non posso”.
Baptista come sta? Può giocare dall’inizio?
“Potrebbe ma non ha i novanta minuti e non ha il ritmo che vorrei. Se gioco con una punta e Perrotta è per fare un determinato gioco. È una scelta tattica”.
Si aspettava le reazioni di Blanc sulle sue dichiarazioni riguardo a Stankovic? Le ha detto che non deve parlare della Juve...
“Infatti non sto parlando, non ho parlato l’anno scorso, non lo faccio ora. Blanc deve stare tranquillo, se volessi ne avrei di cose di cui parlare”.
Dicendo che se avesse quattro punte non farebbe giocare Vucinic non pensa di mancare di rispetto a Baptista e Okaka?
“No, Baptista non è una punta, Okaka sì ma è giovane. Vucinic è superiore”
Non pensa di adattare troppo il modulo all’avversario?
“No, non mi metto a ridosso dell’avversario, mi metto avanti, cerco di batterlo”
Torniamo sul suo "Questa squadra non è mia"...
"Allora, io stimo molto Sconcerti e mi ha fatto una domanda di provocazione l'altra volta, per sondare il clima nello spogliatoio. Tutti sanno che io sono entrato in corsa e quindi la squadra non l''ho fatta io. Ma dal momento in cui ne prendo le redini, io divento il punto di riferimento e la prendo come mia, mi appartiene. I miei giocatori diventano i più forti del mondo e penso solo a loro. Inoltre sono tornato alla squadra di cui sono tifoso, quindi credo di aver detto tutto".
Dopo Udine lei ha detto che manca la serenità...
"Si perchè quando crei tanto e non segni ti manca serenità secondo me. Non è nemmeno un fatto di fortuna e sfortuna, a me di cose storte ne sono successe ma non mi sono mai arreso. Io sono uno che si è fatto da solo e non mi sono mai arreso. Ci sono persone che alle prime difficoltà mollano e poi danno la colpa alla sfortuna. Io non sono così. Io non mi arrendo, la colpa non è degli altri e nostra. Io sono positivo e dobbiamo lottare e mettercela tutta, già da domani. Voglio vedere determinazione e freddezza oltre che voglia di fare e mi auguro che la squadra lo faccia. Siamo in un momento difficile, siamo in difficoltà ed è proprio per questo che bisogna starci vicino niente bombe, niente improperi. Se è vero che siamo una famiglia, quando in famiglia qualcuno sta male, non gli tiri le bombe, gli stai vicino e cerchi di dargli una mano. Ed è questo che chiedo ai tifosi, se amate la Roma e se siete esasperati figurateci quanto lo siamo noi. Noi vogliamo fare meglio e vogliamo fare di più".
Qual è l'anello debole della Roma?
"Ci sono due anelli. Uno che prendiamo gol ed uno che non ne facciamo. I numeri sono chiari. Però la squadra è viva, se Vucinic segnava all'ultimo momento avreste riscritto tutti i pezzi si o no? avreste scritto che abbiamo lottato fino all'ultimo si o no? Questa è la realtà. avremo cambiato tutto no?. La verità è che ci sono molte difficoltà ma io non vedo uno spogliatoio allo sbando. Li vedo decisi e determinati. Non parlo di tranquillità perchè sono romano e so che fine ha fatto tranquillo qui".
Lei è stato inserito in una squadra già costruita...
"Ho 58 anni e sono 58 anni che è mia la Roma. Le cose non si creano oggi o domani, io sto facendo e lavorando. Sono qui per costruire e fare bene. Questa anche è la mia Roma e non la rinnego perchè sto perdendo. Io sono responsabile di questa barca. Io sono l' ammiraglio e mi prendo tutto. Stiamo navigando bene ma facciamo poche miglia. Arriverà il momento".
Che squadra si aspetta domani?
"Si mi aspetto una squadra che giocherà nella propria metà campo, li ho visti e li conosco, inizialmente giocano a viso aperto ma poi si chiudono ai primi affondi avversari. Ho visto un po' di nervosismo contro il Siena. Hanno anche creato qualcosina però senza passare la metà campo praticamente. Mi aspetto una squadra rapida a ripiegarsi e che aspetterà che i nostri tifosi ci fischino cercando di trovarci distratti. Questo non deve accadere. Me lo aspetto dai miei ragazzi, li voglio vedere freddi e glaciali oltre che mettercela tutta. E' una squadra che ha delle individualità".
Come sta Burdisso?
"Non vogliamo dire nulla, ha un problema piccolo al polpaccio, lui vorrebbe spingere ma noi no. Perchè il polpaccio è un muscolo strano".
Lei con che spirito andrebbe allo stadio da tifoso?
"Sicuramente incazzato, perchè voglio di più, ma consapevole che la squadra sta facendo molto e sta sbagliando anche molto. Però noi produciamo di più e tanto. Certo è fastidioso vedere che gli altri magari producono molto meno di noi ma al primo affondo segnano. Allora o ci sentiamo parte di una famiglia. Non voglio tornare ad esempi inglesi ma una volta andai a giocare l'ultima giornata contro una squadra già retrocessa e mi ricordo che tutti i loro tifosi erano in piedi a battere le mani per l'impegno che comunque ci avevano messo. Loro piangevano ma applaudivano. A me ancora vengono i brividi.
Non dico che ci devono applaudire ma che ci diano una mano a stare meglio, ci incoraggiassero, io da tifoso anche incazzato farei così".
sussurrato da: Totticorederoma alle ore 12:57
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giovedì, 29 ottobre 2009
"NOI, VOI...ESSI"!
In scena troviamo una squadra allo sbando senza
- una guida tecnica capace d trovare il bandolo della matassa;
- senza una guida morale che dovrebbe essere data dalla Società inesistente
- una tifoseria giustamente arrabbiata per i risultati che vanno oltre la peggiore delle immaginazioni.
Credo che sia palese ormai che Mister Ranieri dopo i proclami di quando arrivò alla Roma (So quali sono i problemi della Roma!), in realtà non sappia a che Santo votarsi, definendo anche la Roma come "non sua".
Vorrei portare al Mister il mio esempio: "io sono un supplente nella scuola italiana e ogni anno trovo "classi non mie", che però a settembre lo diventano e se accetto l'impegno (perchè possiamo anche rifiutare) faccio di tutto per plasmarla a mia immagine e secondo le mie regole, non mi permetterei mai alla prima difficoltà di dire che questa classe non è mia perchè non ho inserito io determinati alunni anzichè altri"!
Mister Ranieri, impari che non tutte le squadre sono come il Chelsea o come la Rubentus che hanno possibilità economiche a dir poco infinite e che quando un professionista prende un impegno come quello di allenare la ROMA e non il Parma o il Livorno (con tutto il rispetto per loro), lo si fa sapendo la enorme difficoltà di gestire non solo una squadra con campioni affermati come Totti, De Rossi o Mexes, ma anche di garantire alla tifoseria di essere fieri della squqdra nonostante qualche difficoltà!
Invece lei, caro mister fino ad ora non ha dato nessuna immagine alla squadra, non l'ha plasmata, anzi il gioco ne risente in maniera imbarazzante e la difesa continua a prendere gol ad ogni partita!
La Società come sempre in questi casi si da alla "macchia" e evita di esporsi mentre in realtà la tifoseria chiedono a gran voce il contrario!
Gentile signora Staffoli, impari da i signori De Laurentis, Zamparini o dallo stesso Lotito che sanno fare i presidenti e sanno metterci la faccia non solo quando fa una presentazione di uno stadio( che non si sa quanto sia fanta economia e quanto reale investimento) ma lo fa soprattutto quando la nave imbarca acqua da tutte le parti!
Questo fanno i Presidenti!
Adesso la scelta del ritiro fino a domenica: i nostri giocatori sono troppo viziati per soppportare una scelta simile come lo si è notato lo scorso campionato col ritiro finito in tempi brevi perchè i "poverini" non se la sentivano di sputare sangue per noi che "paghiamo" sotto ogni punto di vista per loro!!!
Per quanto riguarda i tifosi, abbiamo tutte le ragioni di questo mondo per lamentarci e essere arrabbiati per quanto sta accadendo e le 3 "persone" descritte prima devono prenderci in considerazione dandoci il nostro meritato rispetto!
Se ci fosse una Curva unita come ai vecchi tempi invece di avere tanti gruppi frammentati e guidati da "capetti" che se credono "Papi" intoccabili e indiscutibili (e non mi riferisco a Enrico Papi ma a sua Santità...) atteggiandosi da V.I.P., si organizzerebbe una manifestazione "nazionale" di tutti i Roma Club o cmq di tutta Roma e della Regione e faremmo sit-in permanente davanti ai cancelli di Trigoria e non una gita con 500-600 persone come le ultime organizzate.
Richiediamo la formazione del C.U.C.S.!
Il tifo giallorosso unito e forte!
Però un rimprovero bisogna farlo a quelle persone che sono entrate a Trigoria di notte per lasciare scritte interne: quelli sono gesti sbagliati.
Il tifo ok...la rabbia ok...ma rimetterci la pelle o rischiare la galera, no.
Quindi usiamo la testa e il cuore nelle giuste misure.
Ave a voi tutti e speriamo che domenica torni la Roma vera!
Giuseppe
sussurrato da: Totticorederoma alle ore 15:50
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lunedì, 26 ottobre 2009
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