| |
|
|
mercoledì, 22 aprile 2009
"Io ci credo e devono farlo anche i giocatori. Avanti con Spalletti"
L’ABBRACCIO
Bruno Conti con Michele Platini in occasione della consegna
della Champions League alla città di Roma.
Coppa che il direttore tecnico giallorosso sfiorò nel 1984
Bruno Conti garante della Roma. Il direttore tecnico giallorosso ieri è stato tra i testimonial della consegna della Coppa dei Campioni alla città di Roma. Da giocatore Conti l’ha sfiorata, quella Coppa, l’ha persa ai rigori all’Olimpico nel 1984. Così come un mese fa ha perso la possibilità, ancora ai rigori, di sperare di rigiocarsela ancora nel suo stadio.
«Purtroppo siamo stati sfortunati, i ragazzi ce l’hanno messa tutta, peccato non esserci» . Un respiro profondo, non è facile cancellare quell’amarezza. Ma il direttore tecnico guarda con fiducia al futuro:
«Spalletti continuerà con noi, ha un contratto e c’è uno splendido rapporto con lui. Andremo avanti con i programmi. Siamo convinti di aver acquistato grandi giocatori, purtroppo dall’inizio dell’anno abbiamo avuto tanti infortuni, e il tecnico non ha mai potuto lavorare con la squadra al completo. Questo è il calcio, quando i risultati non arrivano affiorano le polemiche. Siamo ottimisti e non ci sarà ridimensionamento anche in caso di mancata qualificazione per la Champions League. Abbiamo un’ottima squadra con giocatori importanti e non sarà smantellata».
La Roma sarà ringiovanita, ma senza diminuire il tasso tecnico. Ma quello che conta è il presente, bisogna chiudere bene questo campionato, tentare fino all’ultimo l’aggancio al quarto posto, anche se la Roma domenica scorsa contro il Lecce non ha brillato:
«Siamo una grande squadra e a Firenze ci deve essere una giusta reazione. Io al quarto posto ci credo, vedendo quello che è stato il nostro campionato, sappiamo che tutte le partite sono importanti e anche il Genoa troverà ostacoli domenica contro il Bologna ».
La Fiorentina è stata contestata dai propri tifosi dopo la sconfitta contro l’Udinese: «Noi dobbiamo pensare ad allenarci bene fino a venerdì e poi fare una grande prestazione a Firenze, non al loro ambiente».
Francesco Totti nella sua rubrica sul Corriere dello Sport-Stadio ha detto che ci sono da giocare sei finali e poi chi decide di restare alla Roma deve farlo con passione. Conti la pensa come il capitano. E’ una persona sincera come Totti, non è contorto, non dice una cosa pensandone un’altra:
« Mi ha fatto molto piacere leggere l’appello di Francesco, ha parlato da capitano, per far capire che fin quando la matematica non ci condanna dobbiamo credere al quarto posto. Sabato sarà una partita molto difficile, sono contento che Francesco abbia detto certe cose, ma tutti i ragazzi la pensano come lui. Loro sanno cosa devono fare e questo mi fa stare tranquillo ».
Bruno Conti è sembrato spiazzato sulle voci di una possibile cessione della società. Si fida della famiglia Sensi:
«Io parlo con la dottoressa e non mi risulta assolutamente niente. Per me è una novità, non so da dove sia uscita. Il nostro presidente sta cercando di portare avanti i programmi e non vogliamo pensare a questa eventualità. Per me il presidente è Rosella Sensi, punto e basta e di questo argomento non ne parlo più».
Senza la Roma, il 27 maggio all’Olimpico vorrebbe vedere il Barcellona:
«Mi piace molto Messi, se tornassi indietro mi piacerebbe giocare nel Barça».
Infine Bruno Conti è intervenuto sul razzismo, argomento d’attualità nella giornata della Coppa dei campioni a Roma: «La federazione ha già dato un segnale importante, ha preso provvedimenti seri. Noi dobbiamo essere da esempio. Anche Platini ha detto che dobbiamo educare i giovani».
venerdì, 19 dicembre 2008
In qualche modo ci assomigliamo.
Abbiamo le carte in regola per arrivare in fondo

«L'Arsenal è una grande squadra. Una squadra giovane, con un gioco che per certi versi assomiglia a quello della Roma». Così il dt della Roma, Bruno Conti, commenta il sorteggio degli ottavi di finale della Champions League che ha riservato l'Arsenal ai giallorossi, e Manchester United e Chelsea rispettivamente per Inter e Juventus. «Non voolevo far torto allle altre italiane -ha commentato Conti ai microfoni di Sky- così saranno tutte squadre inglesi. Poii avevo letto che Mourinho voleva il Manchester United...».
«POSSIAMO ARRIVARE IN FONDO» - «Speravamo in un sorteggio diverso -dice ancora Conti- ad ogni modo è importante arrivarci bene. La Roma sta dimostrando di avere un grande collettivo. Ssapendo che c'è la finale all'Olimpico c'è la voglia di provare ad arrivare in fondo. Abbiamo le carte in regola per farlo. Ripeto, l'importante è come ci si arriva a questi appuntamenti».
martedì, 30 settembre 2008

In vista del match di domani sera che opporrà i giallorossi al Bordeaux il Direttore Tecnico della Roma Bruno Conti, ha parlato a Sky Sport24_
Hai chiuso la tua carriera allo stadio Olimpico proprio contro il Bordeaux vincendo 5-0. Che ricordi hai e come vedi la Roma di oggi?
Non dobbiamo ripetere quel risultato, l'importante è vincere, perché è una partita importante per noi. I ragazzi stanno tutti bene e speriamo possano fare una grande prestazione.È stata una bella serata quella, ma speriamo lo sia altrettanto domani.
Tenendo conto dei tanti infortunati, è solo una questione di fiducia o manca ancora qualcosa nella preparazione?
No, assolutamente, più che altro di fiducia anche nei risultati. Tutto sommato è inutile parlare di quelli che sono gli infortunati, perché purtroppo quest'anno, dall'inizio, ne abbiamo avuti tantissimi, però abbiamo anche dimostrato domenica contro l'Atalanta una questa grande reazione. È la stessa che serve domani. I ragazzi sanno cosa significa la Champions e cosa significa questa partita; anche a livello di gruppo li vediamo tutti uniti e domani speriamo sia altrettanto in campo.
Su Menez.
Non dimentichiamo che questo ragazzo è entrato in campo contro il Napoli, contro il Palermo, in partite molto particolari e ha dimostrato, giocando dall'inizio, quelle che sono le sue caratteristiche. È un ragazzo di grande prospettiva, ma è già pronto.
Si è parlato di alcuni dissapori che ci sarebbero stati tra Luciano Spalletti e la dirigenza, tra cui anche Bruno Conti. Qual è la verità?
La verità è che non c'è stata nessuna riunione. In questi giorni siamo in contatto per quello che è il lavoro; tutto quello che abbiamo fatto, l'abbiamo fatto insieme, per cui abbiamo le spalle grosse. Sappiamo che in questi momenti a tanta gente piace dire cose non vere, la cosa più brutta è che questa riunione non c'è stata assolutamente. Poi sappiamo noi quello che dobbiamo fare nei confronti di questa persona e mi sembra giusto farlo, perché noi accettiamo quelli che sono i giudizi del campo, le critiche quando le cose non vanno bene, però inventarsi delle cose assurde, che tra di noi non c'è rapporto, è troppo esagerato. In questo ci dobbiamo tutelare e portare avanti le nostre situazioni.
venerdì, 23 maggio 2008
Le dichiarazioni di Bruno Conti ai microfoni di Rete Sport: "Voglio ringraziare questi tifosi splendidi, anche se ormai non mi stupiscono più. Nonostante abbia smesso di giocare a pallone ormai da molti anni mi acclamano come se giocassi ancora. Speriamo domani di chiudere in bellezza la stagione. Forza Roma".

Che magnifico trio!!!
sabato, 08 marzo 2008
La svolta alla Roma per la nuova struttura societaria l’ha data Bruno Conti. Dopo essersi rimboccato le maniche e aver salvato la squadra dal pericolo della retrocessione tornando in panchina, Rosella Sensi gli chiese di restare nell’ambito della prima squadra, di scegliere l’allenatore (il suo successore), di coordinare l’area tecnica della prima squadra, di continuare ad avere la supervisione del settore giovanile. Compiti che in altre società vengono distribuiti ad almeno quattro persone. Bruno segue ogni giorno la squadra, non dorme la notte prima delle partite come faceva quando era calciatore, è tormentato dai tic quando diventa nervoso. Alla Roma ha dato la vita, praticamente non l’ha mai lasciata, salvo le due brevi parentesi al Genoa da calciatore. Poteva andare in Federazione, anche recentemente, poteva fare il secondo di Donadoni, ma ha sempre messo la Roma davanti a tutto.
Conti ha dormito un paio d’ore di rientro da Madrid, ci ha messo poco a ritrovare la sua solita carica. «Siamo contentissimi per tutta la nostra gente, i nostri tifosi al Santiago Bernabeu sono stati splendidi. La squadra ha dimostrato di avere carattere e personalità, di essere grande in uno stadio che metterebbe paura a chiunque. Alla fine abbiamo ricevuto i complimenti di Calderon e Mijatovic. Ora dobbiamo pensare subito al Napoli, che diventa il nostro obiettivo primario e mettere da parte questa partita». Bruno Conti trova delle analogie con la sua Roma che arrivò in finale di Coppa dei Campioni nel 1984: «Così come Viola aveva costruito quella squadra, oggi su questa c’è l’impronta di Spalletti, che in tre anni ha fatto grandi cose. E’ un grande lavoratore, a Roma ha portato la cultura del lavoro e il suo ciclo è appena cominciato».
|
|