lunedì, 09 novembre 2009

Da espellere anche Thiago Motta



Male l’internazionale Rocchi, pure molto bravo in altre occasioni. Mancano diversi gialli, che falsano la partita. Sul finire del pri­mo tempo, Muntari, a palla lontana, allunga la gamba destra per scalciare Menez che è dietro di lui: almeno da giallo (se non di più). Vero, Rocchi è girato in quel momento, ma nessuno della quaterna se n’è accorto. Per Muntari sarebbe stata la seconda ammoni­zione. Ancora: troppe proteste plateali (Sa­muel nel primo tempo, Stankovic nella ripre­sa due volte) non sanzionate. Thiago Motta fi­nisce ammonito per una brutta entrata su Perrotta all’8’ della ripresa, ma nel primo tempo era entrato in ritardo su Motta, inter­vento da giallo. E dopo il giallo, tira la maglia a Perrotta che l’aveva superato, nessun prov­vedimento disciplinare. Graziato anche Viei­ra: perché se è fortuito lo scontro con De Ros­si (che uscirà), non lo è quello su Menez. Manca anche il giallo per Stankovic, fallo tat­tico diretto su Menez che stava ripartendo. Balotelli su Motta: ci stava il giallo. Pizarro su Stankovic: stavolta arriva il giallo. Perrot­ta su Balotelli: poteva starci il giallo. Cam­biasso per Milito che segna: off side ok. Ad inizio gara, contatto Andreolli-Milito in area, Rocchi fa proseguire.

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sabato, 31 ottobre 2009

La conferenza stampa integrale del tecnico Claudio Ranieri, alla vigilia di Roma-Bologna:



Contestazioni, bombe carta, l'allenamento di ieri interrotto...
"Non è stato interrotto l'allenamento di ieri. Qualche bomba l'hanno tirata stanotte, c'è un po' di esasperazione, evidentemente c'è molto amore per la squadra. La gente si chiede il perchè e il per come ed esplode. Anche se non dovrebbero esserci manifestazioni di questo tenore, perchè nei momenti peggiori si vede l'amico e chi ti sta vicino. Bisogna analizzare le tre partite perse, abbiamo creato tanto, sia contro Il Milan che contro l’Udinese. Abbiamo creato tanto e giocato bene. Credo all’altezza della gara con la Fiorentina. Poi non abbiamo fatto gol e non abbiamo vinto. Ai ragazzi l’ho detto: se questo non basta dobbiamo fare di più. Abbiamo una squadra compatta e concentrata che vuole uscire dalla situazione. Quando una squadra non sta bene in casa soffre ancora di più, ha l’ansia del risultato, sente i tifosi non capiscono e iniziano a fischiare Non dovrebbe accadere, i tifosi devono darci una mano. Non stanno vedendo una squadra che non corre. La squadra lotta. Ci sono delle disattenzioni su cui stiamo lavorando. Capisco che subiamo troppi gol e ne stiamo segnando troppo pochi, ma solo con il lavoro se ne viene fuori. Nei momenti difficili la gente ci deve stare vicino”.

Pensava di trovare le difficoltà che sta trovando?
“L’ho sempre detto, le difficoltà ci sono, se cambi l’allenatore ci sono. Io sono venuto con la voglia di far bene e non mi smonto facilmente. Sapevo che sarebbe stato difficile e che serve lottare. So che bisogna essere tutti uniti, vedo che lo spogliatoio, è sano, sereno, di gente che cerca di uscirne fuori, sono fiducioso".

I problemi di Vucinic?
“Se avessi quattro attaccanti come avevo l’anno scorso lo farei riposare. Qui no, lo faccio giocare e spero la gente gli sia vicino”.

È stato utile il ritiro?
“Inutile dire se utile o no. Abbiamo deciso di farlo noi con la squadra. Utile lo vedremo domani. Noi giudichiamo: se si vince va tutto bene. Se si perde va tutto male. Lo vedremo domani. Quello che conta sono i tre punti. Come sempre”.

Come sta Doni?
“Sta bene. Il portiere quanto e più degli altri ha bisogno di giocare. Anche Buffon, il più forte del mondo, lo scorso anno dopo sei mesi di stop ha avuto difficoltà. Insistendo verrà il suo momento d’oro”.

Come sta Menez? Sembrava un giallo il suo infortunio...
“Gli si era staccata un’aderenza di una vecchia operazione. Dopo una piccola corsetta in surplace si è fermato. Ora si è ripreso ed eccolo, è pronto. La polemica? È logico che con tante radio e giornali succede. È uno spogliatoio sano, non ci sono problemi. Si esagera tutto, si esaspera tutto. Vogliamo solo fare bene. Questa è la cosa più importante”.

Come sta Cerci?
“Può avere chance di giocare o di venire in panchina. È stato fermo 13 giorni, ora da tre giorni si allena. Pizarro uguale, sono tre giorni che si allena con noi. Può giocare o venire in panchina. Devo valutare io chi può giudicare, di chi posso fare a meno e di chi non posso”.

Baptista come sta? Può giocare dall’inizio?
“Potrebbe ma non ha i novanta minuti e non ha il ritmo che vorrei. Se gioco con una punta e Perrotta è per fare un determinato gioco. È una scelta tattica”.

Si aspettava le reazioni di Blanc sulle sue dichiarazioni riguardo a Stankovic? Le ha detto che non deve parlare della Juve...
“Infatti non sto parlando, non ho parlato l’anno scorso, non lo faccio ora. Blanc deve stare tranquillo, se volessi ne avrei di cose di cui parlare”.

Dicendo che se avesse quattro punte non farebbe giocare Vucinic non pensa di mancare di rispetto a Baptista e Okaka?
“No, Baptista non è una punta, Okaka sì ma è giovane. Vucinic è superiore”

Non pensa di adattare troppo il modulo all’avversario?
“No, non mi metto a ridosso dell’avversario, mi metto avanti, cerco di batterlo”

Torniamo sul suo "Questa squadra non è mia"...
"Allora, io stimo molto Sconcerti e mi ha fatto una domanda di provocazione l'altra volta, per sondare il clima nello spogliatoio. Tutti sanno che io sono entrato in corsa e quindi la squadra non l''ho fatta io. Ma dal momento in cui ne prendo le redini, io divento il punto di riferimento e la prendo come mia, mi appartiene. I miei giocatori diventano i più forti del mondo e penso solo a loro. Inoltre sono tornato alla squadra di cui sono tifoso, quindi credo di aver detto tutto".

Dopo Udine lei ha detto che manca la serenità...
"Si perchè quando crei tanto e non segni ti manca serenità secondo me. Non è nemmeno un fatto di fortuna e sfortuna, a me di cose storte ne sono successe ma non mi sono mai arreso. Io sono uno che si è fatto da solo e non mi sono mai arreso. Ci sono persone che alle prime difficoltà mollano e poi danno la colpa alla sfortuna. Io non sono così. Io non mi arrendo, la colpa non è degli altri e nostra. Io sono positivo e dobbiamo lottare e mettercela tutta, già da domani. Voglio vedere determinazione e freddezza oltre che voglia di fare e mi auguro che la squadra lo faccia. Siamo in un momento difficile, siamo in difficoltà ed è proprio per questo che bisogna starci vicino niente bombe, niente improperi. Se è vero che siamo una famiglia, quando in famiglia qualcuno sta male, non gli tiri le bombe, gli stai vicino e cerchi di dargli una mano. Ed è questo che chiedo ai tifosi, se amate la Roma e se siete esasperati figurateci quanto lo siamo noi. Noi vogliamo fare meglio e vogliamo fare di più".

Qual è l'anello debole della Roma?
"Ci sono due anelli. Uno che prendiamo gol ed uno che non ne facciamo. I numeri sono chiari. Però la squadra è viva, se Vucinic segnava all'ultimo momento avreste riscritto tutti i pezzi si o no? avreste scritto che abbiamo lottato fino all'ultimo si o no? Questa è la realtà. avremo cambiato tutto no?. La verità è che ci sono molte difficoltà ma io non vedo uno spogliatoio allo sbando. Li vedo decisi e determinati. Non parlo di tranquillità perchè sono romano e so che fine ha fatto tranquillo qui".

Lei è stato inserito in una squadra già costruita...
"Ho 58 anni e sono 58 anni che è mia la Roma. Le cose non si creano oggi o domani, io sto facendo e lavorando. Sono qui per costruire e fare bene. Questa anche è la mia Roma e non la rinnego perchè sto perdendo. Io sono responsabile di questa barca. Io sono l' ammiraglio e mi prendo tutto. Stiamo navigando bene ma facciamo poche miglia. Arriverà il momento".

Che squadra si aspetta domani?
"Si mi aspetto una squadra che giocherà nella propria metà campo, li ho visti e li conosco, inizialmente giocano a viso aperto ma poi si chiudono ai primi affondi avversari. Ho visto un po' di nervosismo contro il Siena. Hanno anche creato qualcosina però senza passare la metà campo praticamente. Mi aspetto una squadra rapida a ripiegarsi e che aspetterà che i nostri tifosi ci fischino cercando di trovarci distratti. Questo non deve accadere. Me lo aspetto dai miei ragazzi, li voglio vedere freddi e glaciali oltre che mettercela tutta. E' una squadra che ha delle individualità".

Come sta Burdisso?
"Non vogliamo dire nulla, ha un problema piccolo al polpaccio, lui vorrebbe spingere ma noi no. Perchè il polpaccio è un muscolo strano".

Lei con che spirito andrebbe allo stadio da tifoso?
"Sicuramente incazzato, perchè voglio di più, ma consapevole che la squadra sta facendo molto e sta sbagliando anche molto. Però noi produciamo di più e tanto. Certo è fastidioso vedere che gli altri magari producono molto meno di noi ma al primo affondo segnano. Allora o ci sentiamo parte di una famiglia. Non voglio tornare ad esempi inglesi ma una volta andai a giocare l'ultima giornata contro una squadra già retrocessa e mi ricordo che tutti i loro tifosi erano in piedi a battere le mani per l'impegno che comunque ci avevano messo. Loro piangevano ma applaudivano. A me ancora vengono i brividi.
Non dico che ci devono applaudire ma che ci diano una mano a stare meglio, ci incoraggiassero, io da tifoso anche incazzato farei così".

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domenica, 25 ottobre 2009

Grandissima figuraccia rimediata dall'A.S: Roma in casa col Livorno.

Chi si aspettava una reazione di forza dopo la sconfitta col Milan e il pareggio agguantato all'ultimo secondo contro il Fulham è rimasto deluso se non di più!

La Roma ha perso in casa grazie ad un gol dell'avvelenato Tavano che al 39' del primo tempo ha trafitto Doni.

Roma oggi totalmente senza idee, con Pizarro in panchina per problemi fisici e Faty in campo in posizione sbagliata per più di 40 minuto prima di arretrarlo a favore di Perrotta.

Vucinic e Mènez inconcludenti col francese almeno più presente e volenteroso del montenegrino che non ne ha azzeccata una, e questo purtroppo capita da moltissimo tempo!

Anche oggi c'è stata la dimostrazione palese che le critiche a Francesco Totti sono ingiuste e che il Capitano giallorosso è fondamentale per il gioco della Roma!

Ranieri poi ci spieghi:

1)I cambi: Pit...perchè non Okaka che ha già giocato sia in campionato che in copa facendo belle prestazioni?!

2) Cosa intende fare con Vucinic visto che è evidente la demotivazione del giocatore?!

3) Cosa intende fare per dare freschezza al gioco romanista che fino a qualche tempo fa era protagonista del più bel gioco del campionato?!

4) Ci spiega per favore cosa sta succedendo a Trigoria?!

E alla Società chiediamo (inutilemnte visto che la Società non esiste) prese di posizione concrete e reali, basta chiecchiere: servono fatti!!!

Invece de pensà a Montali pensi la signora Rosella a ffa qualcosa de bbono per la squadra!!!

Buona nuova settimana anche se cor mal de panza!

Giuseppe

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sussurrato da: Totticorederoma alle ore 17:28 Permalink | commenti (3)
categoria:as roma, campionato di serie a
mercoledì, 14 ottobre 2009


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mercoledì, 07 ottobre 2009

Il capitano dei giallorossi riprende il suo consueto appuntamento con il Corriere dello Sport-Stadio: «Alla ripresa del campionato ci aspetta un tour de force che ci dirà quanto vale questa squadra: col Milan cercherò di esserci, ma ho preso un grosso spavento. I critici? Io rispondo sul campo»



Francesco Totti scrive per il Corriere dello Sport. Il capitano della formazione giallorossa riprende il suo consueto appuntamento con i lettori del nostro giornale e parla della sua situazione e quella della Roma.

Riprendo la rubrica con il Corriere dello Sport anche quest’anno, come or­mai è consuetudine. A 33 anni affronto il mio diciottesimo campionato. Era co­minciato in maniera abbastanza ne­gativa per noi, ma stiamo cercando di rimetterci in carreggiata. Siamo partiti con Spalletti e dopo due gior­nate è arrivato Ranieri. In questo pe­riodo sono state dette tante cose, so­no girate troppe voci, si è spesso sparlato e soprattutto qualcuno ha parlato di cose che non sa. Sul mio conto e non solo. Ma io personalmen­te so come sono fatto, sono una per­sona trasparente e leale e nel calcio l’unica arma che ho a disposizione è quella di rispondere sul campo. Le prestazioni e i numeri parlano chia­ro. Ma sfido chiunque a poter soste­nere che nella mia car­riera, sia in pubblico che in privato, io abbia parlato male di un diri­gente, di un allenatore, di un collega. Qualsiasi cosa avessi avuto da di­re a qualcuno l’ho sem­pre fatto direttamente con l’interessato e que­sto anche i giornalisti che mi conoscono e che frequentano Trigoria possono confermarlo.

Non seguo certe tra­smissioni, ma in questo periodo mi è capitato di vederne una casual­mente e mi sono stati ri­portati i contenuti di altre. Ci sono persone che davanti a un bicchiere di vino o a un piatto di pasta hanno espresso giudizi negativi sul mio conto. Non ci voglio credere, ma se qualcuno ha da muovermi qualche critica sa dove trovarmi. Anche al­cuni operatori dell’informazione - ed escludo quelli che mi conoscono e che quotidianamente frequentano Trigoria - hanno detto cose inesatte. Ma questo fa parte del gioco e alcu­ni di loro hanno costruito la loro pro­fessione sul poter parlare male di Totti. Certe persone dovrebbero rin­graziarmi e sperare che io giochi il più a lungo possibile, così potranno continuare a fare il loro lavoro. Se a qualcuno di questi commentatori si chiede dove sta Trigoria e come è fatta probabilmente non sanno ri­spondere. Se la ricordano ai tempi di Viola, ma è passato tanto tempo. A volte mi capita di incontrarli, io pos­so guardarli negli occhi, mentre loro spesso abbassano lo sguardo, o tut­t’al più mi chiedono una maglia.

E adesso un altro argomento che mi sta a cuore. All’interno della so­cietà mi sono sempre imposto di ave­re rispetto delle persone che lavora­no, quindi il mio confronto con i di­rettori Bruno Conti e Daniele Pradè avviene giornalmente su tutte le pro- blematiche. Questo non vuol dire che qualcuno ha comprato i miei si­lenzi. Tutt’altro, ci sono momenti in cui è corretto parlare pubblicamen­te ed altri invece in cui conviene fa­re le proprie valutazioni all’interno di certe stanze. Una cosa che mi manca terribilmente è la presenza dei nostri tifosi in trasferta. Vedere la curva chiusa per il divieto è una cosa che mi rattrista. Spesso in pas­sato attraverso il sostegno dei nostri tifosi siamo riusciti ad avere quella carica in più che ci ha permesso di ribaltare situazioni negative sul campo. Spero di ritrovare al più pre­sto la nostra curva, la mia curva. an­che in trasferta.

Questo è un campionato che ri­specchia il momento del calcio mon­diale, molto fisico e meno tecnico, un calcio nel quale le squadre sono tut­te corte e corrono, quindi anche le formazioni meno dotate dal punto di vista tecnico possono impensierire le cosiddette grandi. Credo che at­tualmente in Italia il mi­glior calcio lo giocano Udinese e Genoa, dal punto di vista dello spettacolo in Europa il top è il Barcellona. Ve­dere al comando della classifica la Samp fa un certo effetto, ma chiara­mente le squadre che non hanno le competi­zioni europee sono av­vantaggiate.

Un pensiero particola­re va a Carlo Ancelotti, che dopo aver vinto tan­to in Italia ha portato al­l’estero il suo metodo di lavoro, basato non solo sui sistemi tecnico- tattici, ma anche sul grande rapporto che ha con i cal­ciatori e credo che i miei colleghi del Chelsea abbiano già apprezzato le sue doti. Tra le squadre che lottano per la salvezza mi ha colpito molto il Chievo, una squadra ben organizza­ta, ma ci sono anche altre realtà, co­me il Bari e il Cagliari, che dimo­strano di avere un sistema di gioco collaudato.

L’ultima partita è stata la fotogra­fia di quello che vuole Ranieri: anda­re in campo per lottare, correre, im­pegnarsi e solo dopo il fischio finale si tirano le somme. Andare in svan­taggio in casa e ribaltare il risultato con il Napoli è stata un’impresa, ab­biamo dimostrato di essere un grup­po unito, ognuno pronto ad aiutare l’altro. Mi ha fatto molto piacere avere eguagliato Batistuta, ma biso­gna guardare avanti, personalmen­te, ponendomi obiettivi sempre più importanti, anche a lunga scadenza, cercando di fare gol anche nel nuo­vo stadio della Roma. Ma soprattut­to per la squadra, pensando già alla partita di Milano. Cercherò di recu­perare da questo infortunio al più presto, anche se mi sono preso un grosso spavento. Alla ripresa ci aspetta un altro tour di force che ci dirà quanto vale la Roma.

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domenica, 04 ottobre 2009


SPERO VI PIACCIA LA MIA ULTIMA CREAZIONE DEDICATA AL NOSTRO IMMENSO CAPITANO!

Francesco Totti aggancia Gabriel Batistuta all'ottavo posto della classifica marcatori di tutti i tempi in serie A. Con la doppietta segnata oggi al Napoli il capitano della Roma ha raggiunto l'ex bomber della Fiorentina che poi divenne suo compagno di squadra (e nel 2001 fu scudetto). Sia Totti sia 'Batigol' hanno segnato 184 reti.

Questa la classifica aggiornata dei superbomber di sempre nella massima serie: 1. Silvio Piola 274 reti 2. Gunnar Nordhal 225 3. Giuseppe Meazza 216 3. Josè Altafini 216 5. Roberto Baggio 205 6. Kurt Hamrin 190 7. Giuseppe Signori 188 8. Gabriel Batistuta 184 . Francesco Totti 184 10. Giampiero Boniperti 178

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giovedì, 24 settembre 2009

«Difesa? Lavori in corso. Nella ripresa è stata pallanuoto»



Ranieri da una parte è soddisfatto, dall'altra si rende conto che la Roma ha ancora tanto da lavorare. A Palermo un pari pirotecnico, in cui ha messo lo zampino il terreno di gioco ai limiti della regolarità: «Credo che il campo abbia giocato un ruolo fondamentale - dice l'allenatore a Sky Sport - Tatticamente noi siamo stati svantaggiati, la Roma è una squadra più tecnica del Palermo, per cui dovevamo essere più cinici nel primo tempo; il secondo tempo è stato di pallanuoto. Sono contento perché abbiamo lottato fino in fondo e abbiamo ripreso il risultato, dopo tanto dispendio di energie era importante fare il risultato.Dobbiamo lavorare, l’importante è fare risultato perché i ragazzi si stanno impegnando».

BURDISSO-MEXES - Ranieri ancora una volta ha dato fiducia a Burdisso (che ha anche segnato un gol), preferendolo a Mexes: «Mexes è un giocatore importante, però in questo momento, avendo tre centrali, tutti e tre molto bravi, lo vedo leggermente al di sotto di condizione rispetto agli altri due. Sono convinto che Mexes si riprenderà il posto in Nazionale, figuriamoci nella Roma, però avendo tre campioni me li gioco bene»

LACUNE - È certo che la Roma vera non potrà essere sempre questa: ancora tre gol al passivo. «Dobbiamo migliorare, quando ci distendiamo lo facciamo bene, ma dobbiamo restare più compatti. In alcune circostanze i ragazzi sono troppo generosi e pensano di meno. Non mi piace che il portiere prenda un gol, a maggior ragione tre...».

TOTTI - Totti ha trascinato la Roma anche oggi. Il suo assist di tacco per il gol di Brighi è da applausi: «Sono quei giocatori che fanno la differenza. A questo tipo di giocatori dai consigli e basta, per cui non era una critica a Totti, ci mancherebbe che critico un campione come lui. Era per dire che dobbiamo essere tutti intelligenti a fare determinate cose e lui non deve venire incontro sempre perché lo sanno tutti. Dobbiamo giocare tutti quanti in un’altra maniera. Totti è romano come me per cui le cose gli scivolano via».

DIFESA COME LA SALERNO-REGGIO CALABRIA - «La difesa della Roma? Stiamo lavorando per voi, come sulla Salerno-Reggio Calabria. Speriamo di metterci meno tempo». Con questa battuta Claudio Ranieri, ai microfoni di 'Novantesimo Minuto-Raisport', commenta la situazione del reparto arretrato della sua squadra, dal quale anche oggi ha escluso Mexes. La Roma ha incassato tre gol (uno dal solito Miccoli), undici in tutto dall'inizio del campionato, difesa più battuta della serie A. Il tecnico ha anche ammesso di sentirsi «meglio a casa mia» rispetto ai tempi in cui guidava la Juventus.

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sussurrato da: Totticorederoma alle ore 16:39 Permalink | commenti
categoria:roma, as roma, unico grande amore, claudio ranieri, campionato di serie a, roma ti amo
martedì, 15 settembre 2009

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I vergognosi cori all’indirizzo hanno un prezzo per il giudice sportivo, che ha inflitto 10.000 euro di multa alla società toscana. Il Siena è stato multato dal Giudice Sportivo per i cori dei suoi sostenitori rivolti a Daniele De Rossi. La squadra toscana è stata sanzionata per 10 mila euro, a causa di cori «insultanti e intimidatori» nei confronti del centrocampista romanista. Di 10 mila euro anche la multa nei confronti della Roma per il lancio da parte di alcuni tifosi, di due bottigliette di plastica sul terreno di gioco e "nel recinto di giuoco", di "due seggiolini in plastica".

Pur ammettendo il gesto deplorevole dei tifosi dell'A.S. Roma che continuano a far ricevere multe su multe alla nostra Società, mi stupisce la decisione del Giudice Sportivo di dare lo stesso valore ai 2 gesti.

Mi chiedo: sarebbe stata presa la stessa decisione se il "fattaccio" fosse accaduto a Roma da parte di tifosi dell'A.S. Roma o della Lazio o sarebbe scattata la squalifica del campo?!

Questo dimostra, ancor di più, la debolezza politica del A.S. Roma anche se la Signora Sensi si ostina a credere di essere importante per il ruolo di vicario in Federcalcio...povera illusa, come le capita spesso ultimamente!

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martedì, 15 settembre 2009



La prima volta del dopo Luciano Spalletti, nei fatti si è trasformata in una totale, sottolineiamo totale, bocciatura di quel progetto gio­vani che, non più tardi qualche settima­na fa, la dottoressa Rosella Sensi (ri)presentò come fiore all’occhiello del­la società nel corso della conferenza stampa tenuta a Civitavecchia.

A Siena la linea verde è rimasta a guardare.
Chi a casa, chi in panchina, chi in tribuna. Il risultato positivo può anche giustamente far passare in secon­do piano, questo aspetto, ma il dato ri­mane. Soprattutto pensando in prospet­tiva perché se si punta sui giovani si de­ve anche sapere che per migliorare, ma­turare, crescere, questi ragazzi bisogna farli giocare. Altrimenti sarà difficile anche soltanto capire se potranno far parte in maniera solida del progetto Ro­ma per il futuro. In più, anzi in meno, c’è la considerazione che anche nel prossi­mo futuro, questi giovani sembra ogget­tivamente difficile immaginare che pos­sano avere lo spazio che la loro età esi­gererebbe.


C’è un nome su tutti che ci sembra l’emblema di questa situazione. E’ quel­lo di Jeremy Menez, anni ventuno com­piuti il sette maggio scorso, il principa­le prospetto, dicono così quelli bravi, se non altro perché poco più di dodici me­si fa è stato pagato dieci milioni e mez­zo di euro alMonaco . A Siena per il ta­lento francese neppure un minuto in campo. E se non fa altro che lo spettato­re quando Vucinic e Baptista sono redu­ci dagli impegni con la Nazionale, con il montenegrino operato il sei agosto scor­so e il brasiliano che a Siena è entrato in campo avendo visibilmente ancora il fu­so orario da smaltire, quando mai gio­cherà Menez? Interrogativo che rimane tale anche se, come auspichiamo, la Ro­ma non giocherà mai più con una sola punta di ruolo nella formazione titolare. E Motta? E’ stato l’unico giocatore per il quale sono usciti dei soldi dalle casse di Trigoria nell’ultimo mercato, eppure con Cicinho ancora in fase di recupero, l’ex dell’Udinese è rimasto in panchina per tutti i novanta minuti più recupero. E Guberti? Cioè l’altro nome nuovo (ol­tre a Lobont) dell’ultima campagna ac­quisti (si fa per dire). In tribuna a tifa­re per i compagni. E Cerci? Cioè il ra­gazzo cresciuto nelle giovanili che sem­bra avere le migliori potenzialità per po­tersi inserire nella Roma dei grandi. La­sciato a casa, neppure convocato. E Antunes che fine ha fatto? Come detto all’inizio ci sono molte motivazioni che possono costituire una risposta, ma ci sono anche molti motivi per ritenere che per questi ragazzi il futuro non sarà molto più incopertina. E allora, per fa­vore e perlomeno, non si parli più di un progetto giovani. Almeno per il momen­to.

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martedì, 15 settembre 2009

Fabio Capello a Trigoria prima della "fuga" a Torino.


«Perché non ho mai allenato la Nazionale italiana? Semplice, non mi interessa». Diretto e senza peli sulla lingua. Fabio Capello risponde a 100 domande in un'intervista che sarà in edicola domani. Il Ct della Nazionale inglese si racconta, parla del mondo del calcio e non solo. «Avere una casa, una famiglia, viaggiare», sono le tre così a cui Capello proprio non può rinunciare. Il calcio è solo un «lavoro».

Sul collega per cui nutre più stima il tecnico di Pieris non ha dubbi: «Marcello Lippi». Meno sbilanciato quando gli viene chiesto un confronto tra Lippi e Mourinho. «Sono due bravi allenatori. Entrambi vincenti. Ma non mi chieda di sceglierne uno».

Parlando di mercato, per Capello non ci sono 30 mln di differenza tra Kakà e Cristiano Ronaldo: «Si vede che stavolta i dirigenti del Manchester sono stati più bravi di quelli del Milan». Capello è piuttosto sicuro anche quando deve indicare il giocatore più forte del mondo: «Lionel Messi». Per la palma del miglior calciatore italiano i nomi sono invece due: «Buffon e De Rossi».

È difficile immaginare un Capello fuori dal mondo del calcio. «Se non fossi diventato un calciatore avrei guidato un Boeing». Il tecnico di Pieris non sente una grande affinità con il mondo della politica, ma quando gli viene chiesto se andrebbe a cena con Berlusconi o con Di Pietro, non ha dubbi nella risposta: «Certamente Berlusconi».

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