| |
|
|
lunedì, 29 settembre 2008
«Il nostro ruolo è quello di essere protagonisti in campionato, per lottare fino alla fine per lo scudetto». Cicinho non si fa ingannare dalla falsa partenza. Per il terzino brasiliano la Roma è da scudetto e lo dimostrerà. Gradualmente lo sta già facendo, come hanno testimoniato il successo sull'Atalanta e la buona prova di Genova, seppur accompagnata da una sconfitta.
LA SICUREZZA - «La Roma è un grande club, abituato a vincere e la pressione della gente è grande - ha detto a Globoesporte.com - Non abbiamo cominciato bene la stagione, ma a poco a poco le cose stanno rientrando nella normalità. Il risultato ottenuto contro l'Atalanta è stato importante per impedire che si aprisse una crisi e per il morale della squadra. Giochiamo con troppe assenze di giocatori importanti per noi e nonostante questo siamo riusciti a vincere. Spero che sia l'inizio di un nostro recupero in classifica per tornare presto ai primi posti del campionato».
lunedì, 25 agosto 2008
«Mi dispiace» . Cicinho non ha fatto altro che ripeterlo da quando, sabato, poco prima di mezzogiorno, il brasiliano prima convocato e poi depennato dalla lista per la Supercoppa, si è trasformato nel primo, clamoroso, caso di questa stagione che è appena cominciata.
NOSTALGIA - « Mai nella mia carriera mi era capitata una cosa del genere»
ha spiegato il giocatore al suo procuratore, Ricardo Satri, che nelle ultime ventiquattro ore gli è stato a fianco come un fratello. Cicinho ha capito benissimo di aver sbagliato. Sta attraversando un periodo molto delicato, ha qualche problema familiare da risolvere, la moglie diciamo che avverte un po’ troppo la saudade, il fatto, poi, che non percepisca la totale fiducia di Luciano Spalletti ha complicato ulteriormente le cose, ma certo tutto questo non può giustificare l’insofferenza dimostrata per un fratino che non gli è garbato, tanto meno quella puntata negli uffici dei dirigenti, Daniele Pradè e Bruno Conti che, addirittura, si sono sentiti chiedere di cederlo. Eventualità che non è stata presa neppure in considerazione, ma che certo non può non lasciare perplessi.
LE SCUSE - «Ho sbagliato, mi dispiace nei confronti di tutta la famiglia Sensi a cominciare dalla dottoressa Rosella, e poi verso l’allenatore, tutti i compagni e i tifosi, non doveva succedere alla vigilia di una partita così importante come la Supercoppa» ha ribadito a Satri, più volte, il brasiliano in una domenica trascorsa con grande tristezza.
Per certi versi, sono stati proprio i suoi compagni, soprattutto quelli che gli sono più amici, che più lo hanno rimproverato per un episodio che nessuno, fino in fondo, è riuscito a capire.
Ieri mattina, da Milano, lo hanno chiamato sia Doni che Arthur per ribadirgli la loro amicizia, ma anche per invitarlo a fare qualche cosa per cercare di mettere definitivamente un coperchio su questa spiacevolissima situazione. Cicinho lo farà. Stamattina, intanto, il suo procuratore ha fissato un appuntamento con il direttore sportivo Daniele Pradè, proprio per chiudere una volta per tutte il caso. Un incontro in cui Satri chiederà alla società il permesso per una conferenza stampa del giocatore da tenersi tra domani e dopodomani. Cicinho, infatti, è intenzionato a chiedere pubblicamente scusa a tutti per quello che è accaduto, augurandosi che dopo lo si consideri un capitolo chiuso.
SPALLETTI - E’ probabile, anzi sicuro, che domani Cicinho parli con Spalletti e si chiarisca anche con il tecnico. Ieri ha fatto per filo e segno quello che gli aveva chiesto l’allenatore. Alle nove e quindici è arrivato a Trigoria, quindici minuti dopo era in campo per un allenamento durato un paio d’ore, avendo sempre al fianco il suo procuratore. Oggi sarà nuovamente in campo a lavorare, poi domani l’incontro con tecnico e compagni per dire semplicemente poche parole, «ho sbagliato, scusatemi, non succederà più» . Speriamo.
Attraversa un momento delicato in famiglia e ha anche domandato (invano) alla società di essere messo in vendita Oggi avrà un colloquio con Spalletti, probabilmente terrà una conferenza stampa per spiegarsi e chiudere definitivamente la questione
mercoledì, 25 giugno 2008
Oggi è il compleanno del giocatore brasiliano Cicero Joao de Cesare Cicinho, nato il 24 giugno 1980 a Pradopolis.Nella sua città natìa il difensore sta trascorrendo le sue vacanze ed in questi giorni nella chiesa principale della cittadina dello stato di S.Paulo, porterà all'altare la sua compagna che gli ha regalato già un figlio. Testimone di nozze per Cicinho sarà il portiere della Roma Doni. Allenozze parteciperanno anche Mancini,Taddei, Juan, e Bertagnoli. Il terzino verdeoro è arrivato a Roma nella scorsa stagione, e quest'anno ha totalizzato 30 presenze in campionato (2 gol), 7 in Champions League e 7 in Coppa Italia.
mercoledì, 12 marzo 2008
A un certo punto della stagione tutta quell'euforia è sembrata quasi una condanna. Presenze col contagocce, critica feroce e sempre pronta a sottolineare le sue carenze in fase difensiva, i familiari che gli consigliavano di cambiare aria. Fino alla gara di ritorno col Real il suo destino appariva segnato: «Voglio andare via» aveva raccontato sottovoce ai cronisti spagnoli presenti all'Olimpico in occasione di Roma-Real. E invece no. Dopo mesi di sudore sul campo, insieme all'«allenatore dei difensori», Daniele Baldini, finalmente il brasiliano ha ottenuto il «diploma» da titolare. In questi mesi si è aggrappato a Doni, quasi un fratello per lui dopo essere stato il suo testimone di nozze. Il portiere gli ha spiegato i segreti della città e gli ha detto di aspettare il suo momento. Detto, fatto. A Madrid e Napoli due prestazioni da applausi, ora sarà difficile per Spalletti riportare Cicinho in panchina. In tre giorni, dal Bernabeu al San Paolo, la consacrazione di un giocatore che tutto a un tratto diventa un punto fermo della Roma presente e futura.
Domenica a Napoli la vera svolta della sua carriera in giallorosso: Cicinho sa giocare anche a sinistra. Gli piace meno ma può farlo, così come avanzare nel ruolo di «esterno» alto. Avere in rosa un jolly così può risultare decisivo anche in chiave-mercato.
venerdì, 29 febbraio 2008
Rapporti sfilacciati tra il giocatore e la Roma.
E Pradè pensa a Cana del Marsiglia

Sven Goran Eriksson conosce bene come funziona il mondo del calcio. E non appena ha sentito gli scricchiolii sull'asse Cicinho-Roma, si è avventato chiedendo informazioni sull'esterno brasiliano. Da poco l'ex Real Madrid ha fatto filtrare una certa scocciatura per lo scarso utilizzo di Spalletti, così il Mancheser City sta sondando il terreno anche con il suo manager, Riccardo Satri. Serve una sostanziosa offerta per convincere Pradè e la Sensi, intorno agli 8 milioni. E poi un contratto di un certo spessore (guadagnerà 3,7 milioni lordi anche l'anno prossimo secondo l'accordo che scadrà nel 2012). Ma si sa che i soldi, per il City di Shinawatra, possono essere solo un dettaglio. Il passaporto italiano, tra l'altro, facilita l'operazione perché non obbliga la società londinese a conteggiare se Cicinho vanta il 75% di convocazioni con la Nazionale verdeoro negli ultimi due anni.
Ma la Roma, sotto traccia, lavora anche per il mercato in entrata. Emissari giallorossi stanno seguendo l'albanese Lorik Cana, centrocampista centrale del Marsiglia. Di passaporto francese, è un punto fisso del gruppo di Gerets. Classe 1983, è arrivato dal Psg nel 2005. La trattativa, una volta iniziata, sarà comunque ardua. Perché l'OM intende rinnovare il contratto al giocatore. Un accordo già a lunga scadenza (2012) che potrebbe ulteriormente allungarsi. Il secondo problema, ma non per importanza, è la valutazione che il club francese ha fissato per Cana: 13 milioni.
|
|