Nome: Totti #10 Un vero tifoso giallorosso
che non perde di vista la
propria obiettività nonostante
un grande amore per questa
Magica squadra e del suo
condottiero Francesco Totti!!!
Ciao Presidè!
AVE PATER
NOSTRUM!!!
Franco
Sensi
29 luglio 1926 - 17
agosto 2008
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FORZA ROMA!!!
L'ex allenatore della Roma a sorpresa: «Mi sentirei pronto per la panchina azzurra, ma anche per una nazionale estera. I contatti con lo Zenit? Valuteremo. Le difficoltà della squadra giallorossa? È un periodo difficile. La fuga dell'Inter? Il discorso non è chiuso, ma Mourinho è un buon domatore»
Luciano Spalletti si sente pronto ad allenare anche una nazionale, anzi «la Nazionale». Dalla sala Consiglio della Federcalcio, dove come testimonial della Peroni ha partecipato alla presentazione della Fantanazionale, iniziativa benefica per la lotta contro la Sla, l'ex allenatore della Roma si lascia aperta una porta anche per un eventuale futuro sulla panchina azzurra, se dopo il mondiale finirà il nuovo mandato di Lippi. Si sente pronto per una nazionale? È stata la domanda. Ancor più diretta la risposta.
NAZIONALE - «La nazionale è il sogno di qualsiasi allenatore - ha detto Spalletti - mi sentirei pronto. Parlo di una nazionale estera ma anche di questa nazionale, quella italiana. È un'apertura che mi concedo». Spalletti ha anche confermato i contatti con lo Zenit («valuteremo») e solo al termine della lunga conferenza ha rallentato sull'ipotesi azzurra: «Il mio futuro tra Italia e estero? Se dovessi fare un pronostico direi più estero».
ROMA - Spalletti ha poi parlato anche della Roma: «La squadra sta attraversando un periodo difficile come succederà a tutte le squadre. Personalmente non mi piace la contestazione così dura, come quando si usano bombe carta e minacce. In altri paesi c'è una civiltà diversa. I ragazzi erano dispiaciuti quando io mi sono dimesso. Ci siamo lasciati con amicizia. Io alla Roma penso di aver dato tutto e ho anche ricevuto. Proprio per questo è stato giusto farmi da parte per far esprimere tutto il potenziale a questa squadra. Conosco Ranieri, Montali e Conti: se li lasciate lavorare vi renderete conto che sono belle persone e ottimi professionisti. Sono andato avanti dopo l'incontro a Villa Pacelli a giugno perchè Roma e la Roma mi piacevano davvero molto. Ma poi vedendo che non riuscivo a far esprimere tutto il potenziale ho deciso di andarmene».
SCUDETTO E MOURINHO - Aria di Inter-Roma, e Luciano Spalletti riaccende il derby a distanza con Josè Mourinho nonostante la panchina giallorossa non sia più la sua: «L'Inter? È attrezzata e ha già un buon margine, ma avete sentito voi stessi cosa dice Mourinho, non è una fuga - ha detto il tecnico toscano, a margine della presentazione di un'iniziativa benefica Peroni-Figc - Il portoghese è un buon domatore: crea tensione e attenzione per sfruttare al meglio gli episodi che fanno girare la partita. In quello è il più bravo. Avete visto tutti, spesso la sua Inter ha giocato peggio dell'avversario ma ha vinto cogliendo quegli episodi». Ma è già un campionato chiuso? «No, il campionato riesce ancora ad affascinarmi: dietro l'Inter ci sono la Juve, il Milan, la Samp, il Palermo, e poi anche il Napoli, la Roma, la Lazio. Tutte squadre che si possono inserire».
RIMARRAI PER SEMPRE IL MIO MISTER E IL MIO AFFETTO PER TE SARA' SEMPRE INFINITO COME LA MIA GRATITUDINE: SPERO CHE TU ABBIA FORTUNE PAZZESCHE E POSSA VINCERE TANTISSIMO ALLA FACCIA DI ROSELLA!!!
Contro la Juve sarà una Roma in emergenza totale ma Spalletti non ne fa un dramma: «Ce la giocheremo ugualmente, ne sono convinto», ha detto in conferenza stampa. «Nelle difficoltà il pianto non serve ma bisogna dare i giusti consigli ed essere convinti delle nostre possibilità. La vittoria dipende sempre dal cuore e dagli uomini. Noi abbiamo un gruppo che contro l’Arsenal e la Sampdoria ha fatto vedere uno spirito corretto e giusto».
PAROLE DI ELOGIO PER RANIERI - Parole di elogio per la Juventus di Ranieri: «Sta facendo un bellissimo campionato. Hanno avuto diversi infortunati, ma la mentalità è evidente. Sarà una partita durissima per noi». Magari sarebbe stato meglio approcciarsi alla sfida dell'Olimpico con meno infortunati. Spalletti sorride: «E’ dalle situazioni difficili che si determinano le svolte. Questa è una situazione difficile. Quanti spettatori ci saranno domani? Cinquantamila. Allora abbiamo cinquantamila ragioni per provarci e non una semplice scusa per arrenderci. Per ciò ci si prova».
FEELING CON RANIERI - Con Ranieri il feeling prosegue, anche dopo le parole di Mourinho. «Io non sto con nessuno. Io sto soltanto con la Roma. Io devo difendere la Roma quando penso che gli sono stati fatti dei torti evidenti. Io faccio la mia corsa. Mi sembra corretto che ci sia stima verso una persona che ha evidenziato di saper fare bene il suo mestiere. Anche la Juventus ha dimostrato di essere un club bene organizzato, a parte un periodo di appannamento».
PRIMAVERA ROMA - Sei Primavera convocati. Magari domani sera qualcuno potrebbe tornare utile. Soprattutto Filipe, un giocatore del quale si fa un gran parlare: «E’ un centrocampista che si sa inserire e si sa mettere a disposizione della squadra anche nel possesso palla avversario. E’ giovane e ha bisogno di esperienza. Ha fatto bene in quello spezzone in cui ha esordito».
IAQUINTA UN GRANDE - Con Iaquinta Spalletti ha un rapporto particolare. Le sue parole di stima sono lì a testimoniarlo: «Vincenzo è un grande atleta, grande forza fisica, grande velocità, grande voglia, grande carattere. È arrivato a un grandissimo club con l’impegno. Si merita questo momento, dovrebbe giocare con continuità per esprimersi al massimo, perché deve prendere confidenza con la porta e ha ancora margini importanti, per come lo ho lasciato. Da come vedo va in questa direzione. Sarà pericoloso, è tra i più bravi ad attaccare la profondità».
VICENDA ANCELOTTI - Il tecnico di Certaldo è poi tornato a parlare della vicenda Ancelotti: «Non mi ha dato fastidio, io ho risposto alle vostre allusioni. Di quello che dice non mi dà fastidio nulla. Se lui dovesse allenare la Roma la Roma sarebbe in buone mani. Io e lui facciamo parte del direttivo degli allenatori italiani. Dobbiamo lavorare insieme, ci siamo già sentiti. Chi dice che non andiamo d’accordo sbaglia».
RAPPORTO CON TOTTI - In questi giorni si è parlato molto del rapporto tra Spalletti e Totti. «Il rapporto tra me e il capitano è diverso da quello che riportano alcuni. I soliti ‘tiratori scelti’ che si mettono sui tetti, sparano a destra, sparano a sinistra e poi, come nei film, finiscono le munizioni e vengono presi».
CASO BAPTISTA - Baptista ha parlato dei pro e dei contro della gestione Sensi. Spalletti si schiera chiaramente dalla parte della società: «Mi sembra che questa proprietà abbia evidenziato grandi qualità sotto tutti gli aspetti. Non so evidenziare differenze tra noi e altri club. Posso dire tra quelli in cui ho lavorato, non con il Real. Abbiamo personalità assolute che gestiscono la situazione, in primis la dottoressa Sensi. È lei che decide che strada intraprendere e mi sembra giusto così. Tutti quelli che lavorano dentro la Roma hanno qualità, che a volte possono essere non condivise, ma per arrivare qui ci vogliono qualità».
«Non mi era mai capitato. È stata una cosa bellissima, non solo per noi ma per il calcio». L'invasione dei tifosi, arrivati in oltre tremila a Trigoria per sostenere la Roma nonostante l'eliminazione in Champions League, ha colpito positivamente anche Luciano Spalletti. «Sono questi i comportamenti che dovrebbero esserci se vogliamo mettere a posto qualcosa in questo mondo- ha detto l'allenatore giallorosso- I nostri tifosi hanno fatto vedere anche che meritano soddisfazioni almeno pari a quello che è il loro amore per la Roma. Anche loro devono essere la nostra forza».
LA RINCORSA - Il campionato come la Champions. Inseguendo quella finale che a questo punto è il quarto posto. L'obiettivo dichiarato della Roma. Perchè si riaprano quelle porte che l'Arsenal ha chiuso all'Olimpico. Lasciando nei tifosi e nella squadra giallorossa una grande amarezza. Questa la missione affidata da Spalletti ai suoi giocatori: «Mancano undici partite, devono essere undici sfide di Champions». Nella corsa verso la riconquista della Champions, a cominciare dalla partita contro la Samp dell'ex Cassano. «Siamo nelle condizioni di potere fare la nostra corsa verso l'obiettivo. Dobbiamo avere fiducia- ha continuato l'allenatore giallorosso- Al di là dell'amarezza arrivata per l'eliminazione dalla Champions League. Ai giocatori, per cercare di fare tornare un po' di entusiasmo, ho detto che dobbiamo rimpiangere solo le cose dove non abbiamo avuto il coraggio di osare, di provarci. E stavolta l'abbiamo avuto, quindi non dobbiamo avere alcun rammarico. Ora ce la giocheremo con Genoa, Fiorentina e altre ottime squadre, ma anche con la Lazio, che sta risalendo in modo forte. Ma se abbiamo lo spirito giusto non abbiamo problemi. Credevo nel quarto posto anche quando eravamo a 18-20 punti da quel traguardo, ci credo anche adesso. Abbiamo le potenzialità per arrivarci. Dobbiamo superare l'amarezza di un risultato negativo. Dobbiamo ripartire. Con serenità, perchè la tranquillità può aiutare a fare girare a favore gli episodi».
GLI ASSENTI - Si comincia, come detto, dalla Sampdoria, che «viene da una brutta sconfitta, pur avendo fatto almeno quanto il Bologna se non meglio. Ma sono una squadra bellissima. E hanno una classifica non facile che vogliono sicuramente aggiustare». La Roma, oltretutto, arriva alla sfida con mille problemi: nove gli assenti, a cominciare da Totti. E poi ci sono Pizarro e Motta, convocati ma acciaccati. «Abbiamo sempre detto che la rosa è folta, anche se qualche problemino numerico effettivamente l'abbiamo. Ma mi aspetto proprio in questi momenti, come sempre, qualcosa di più da quelli che finora hanno giocato meno- ha concluso Spalletti- Mi aspetto che facciano vedere che la fiducia in loro è stata ben riposta». Adesso e per il futuro. Perchè «possiamo lavorare con questo gruppo ancora per un bel po'. Poi naturalmente bisogna programmare comunque qualcosa e farlo bene. Per quanto mi riguarda il contratto ce l'ho, è lì». La Champions League, invece, va riconquistata.
Tornando alla sconfitta contro l’Atalanta. La Roma quando perde, lo fa in modo eclatante.
“E’ vero, ogni tanto si smette. Questo è brutto. Abbiamo fatto vedere nel lungo che abbiamo un carattere diverso. La spiegazione che ho dato è che è stata una sconfitta fisiologica. Ad un certo punto capita che bisogna abbassare. Ci ero stato attento, perché c’era stata la partita Italia-Brasile, che era importantissima per i giocatori. Il giorno dopo avevo dato riposo, per ricreare gli stimoli. Non ce l’abbiamo fatta e questo rafforza le mie idee”.
La situazione degli infortunati.
“Contro l’Arsenal recupereremo gli squalificati De Rossi e Perrotta. Tonetto è recuperabile. Con Aquilani abbiamo intensificato le cure, anche lui è recuperabile. Vucinic ha fatto delle cure poi è uscito ad allenarsi da solo. Molti sono recuperabili. Domani non c’è molto margine per far riposare qualche convocato”.
Un commento sulle parole di Panucci che ha detto: “Che resto a fare, a guardare?”.
“Ne prendo atto. Non è cambiato niente, la situazione rimane questa”.
Dopo la gara di Bergamo, ci sono degli errori che lei ha evidenziato?
“Non ho detto niente, perché penso che sia fisiologico. Me lo aspettavo per questa settimana. Ora non c’è più margine. Dobbiamo recuperare in questa gara quello che abbiano lasciato a Bergamo”.
C’è stato uno sbandamento?
“E’ normale che ogni tanto che ci sia un calo del genere. Quando ci sono sconfitte in serie come all’inizio, allora ci si deve chiedere perché succede”.
Che Roma vuole vedere domani?
“Quella che dico da quattro anni. Che prenda in considerazione la partita di domani. Giochiamo contro una delle squadre che ha espresso un buonissimo calcio. Giampaolo è un ottimo allenatore, lo conosco. Ha grandi qualità. Si sono rinforzati. Abbiamo visto all’andata la loro intensità. Noi siamo più forti e dobbiamo far uso delle nostre qualità”.
Si è parlato della sua battuta sull’ambiente dopo l’Atalanta, ritiene che l’ambiente possa essere un stimolo?
“Come sempre detto in quattro anni”.
Molti tifosi hanno capito che fosse colpa dell’ambiente, però?
“Molti no, perché io di tifosi ne incontro più di voi perché sono il diretto interessato e da quattro anni ho avuto la possibilità di parlare con moti di più di voi. Il messaggio è sempre lo stesso. Quando parlo di ambiente e ne ho parlato alla fine di un discorso mettendo in evidenza il calo di tensione, quello che ho sbagliato io. Ho detto che la società dovrebbe ridimensionare il mio contratto in base alla prestazione che abbiamo fatto. Poi ho detto anche dell’ambiente. L’ambiente è il contesto in cui si lavora. L’ambiente sono gli addetti ai lavori, tutti quelli che lavorano a Trigoria. Io, la società, voi. I tifosi sono un’altra cosa. L’ho detto da quattro anni, ma c’è chi ci marcia sopra e cerca di metterci contro i tifosi. L’ambiente siamo noi. Cerco di semplificare: siamo andati a Napoli in un momento delicato, particolare, una gara importante per la scalata intrapresa al punto della classifica in cui eravamo arrivati, e tutti si è parlato di quella partita con estrema importanza. Si è andati lì e si è fatto bene. Col Genoa, partita di estrema importanza si è messo gli occhi sull’interesse per quella partita lì. Si va a Bergamo e tutti si parla di superare la Juventus. Tutti. Senza prendere atto della qualità della squadra di Del Neri, senza prendere atto di quello che aveva fatto in casa questa squadra, e si è calpestato delle situazioni. Credo sia importante avere una proiezione futura importante, una proiezione di classifica importante, ambizioni di vincere sì, ma bisogna guardare al giornaliero. Non parlare di arrivare secondi e poi perdere di vista quello che si deve affrontare giornalmente. Giornalmente è l’Atalanta, il Siena…”.
Questo è stato fatto?
“Come no. Anche noi. C’è un’intervista che riguarda i giocatori, una la società. Anche io ho detto che bisogna guardare più in alto, ma è anche una provocazione, prima bisogna sviluppare il quotidiano. Prima si arriva a una meta poi si cerca uno stimolo per raggiungere quella successiva. Prima eravamo caduti un po’ in basso per le nostre possibilità. Allora bisogna passare sopra a qualcosa per riproporsi una classifica importante. Ora abbiamo riproposto una classifica importante, ma ci sono squadre che si sono create uno spazio importante all’interno della classifica. Dire che noi si deve arrivare secondi prima di andare a giocare con l’Atalanta è sbagliato. Si perde l’aderenza col terreno. E quando si perde l’aderenza col terreno è meglio mettersi i sassini in tasca sennò si vola alti e si battono i denti. È sempre stato così nel calcio. Sempre. Per cui l’ambiente è quello che riguarda noi. Sennò poi i tifosi ci contestano, loro pagano il biglietto. Io ho parlato di identificazione con l’ambiente, e se c’è entusiasmo questo ti arriva anche nello spogliatoio, in ufficio. È diverso quello a cui volevo alludere, e mi sembra di averlo spiegato bene”.
Tonetto cos’ha?
“Tonetto aveva un risentimento muscolare, ha fatto accertamenti e si è preferito non rischiarlo. C’è un piccolo segnale che è l’inizio di un problema. Però è soprattutto una precauzione”.
Vista la diffida di Mexes, potrebbe provare Loria?
“Si prova a pensare tutto, si parla con tutti. I tuoi colleghi che erano a vedere l’allenamento hanno visto che ho parlato con Mexes, con Juan. Si cerca di farsi il meno male possibile, considerando tutto. Poi magari sbaglio lo stesso”.
Visto il giorno e l’orario si immaginano pochi spettatori. Un messaggio per i tifosi?
“La tifoseria si comporta sempre allo stesso modo. È sempre presente in maniera massiccia, si fa sentire l’affetto in modo imponente. Hanno l’attrazione giusta, nel senso che vogliono trasmettere alla squadra la voglia di vincere. Sempre. Noi dobbiamo dosare, renderci conto, rimanere attaccati a quello che si va a incontrare giornalmente. Loro lo fanno sempre il loro dovere”.
Il Siena fa il suo campionato soprattutto in casa. Sono concentrati i giocatori?
“I giocatori sono sempre vogliosi di essere concentrati. A volte non ci si fa. No è che a Bergamo volevano giocare quella partita lì. Io dentro. Volevamo giocare diversamente e non ci è riuscito. Ci dispiace per il pubblico e per noi stessi. È al di sotto delle nostre possibilità. Come si dice sempre abbiamo a che fare con dei calciatori bravi e bisogna fargliela riconoscere. Non devono accettare di giocare al di sotto della lloro bravura, del loro massimo. A volte può succedere, ma così è troppo. Ci dispiace di più a noi”.
A Bergamo il suo atteggiamento è parso più riflessivo…
“Io ormai son quello che dite voi: quello che guarda per terra, che non ride mai, che fa acqua da tutte le parti, che ha problemi psicologici, che ha sofferto la caduta dei capelli... Io son quello lì, ci siamo imparati a conoscere. Voi riuscirete a sopperire a queste difficoltà. I ragazzi lo sanno benissimo ormai che ho dei problemi. Se ci riuscite anche voi siamo a posto”.
Ipotizzabile un ritorno al doppio mediano, anche per migliorare il rendimento di Pizarro?
“Per migliorare non lo so. Può essere preso in considerazione tornare al 4-2-3-1. Mi sembra corretto. Lo abbiamo lì. Lo abbiamo parcheggiato, ma può essere tirato fuori quando serve”.
Sconfitte spesso molto sonore, momenti di buio in cui arrivano più gol in pochi minuti. Riuscirete a risolvere questo problema?
“Non so se prima o poi si risolverà. Ci sono qualità, caratteristiche da analizzare. Poi c’è da prendere in considerazione che l’allenatore non sa prevenire questi cali di tensione, che non sa dare di più da questo punto di vista, perché ormai ci succede da tanti anni, come diceva lei. Mi sembra difficile dire che non ci succeda più. Dopo quello che ho tentato di analizzare in questi tre o quattro anni. Per cui non so darle una risposta più precisa. Non so tranquillizzarla”.
Non sarebbe stato meglio risparmiare Vucinic a Bergamo?
“Può darsi, la formazione la potessi fare dopo le partite sarebbe il massimo. Ancora non posso, ci sta che debba sbagliarla altre volte”.
Menez ce la farà per l’Arsenal?
“No, non ce la farà per l’Arsenal, mi sembra difficile possa esserci, ma ci proveremo poi”.
L’Arsenal, vedrà la sfida con il Sunderland?
“No. Sennò si rifà come s’è detto prima. Si pensa lontano e si passa sopra a situazioni da sviluppare. Domani è importantissima per la nostra classifica”.
Totti, come sta? Come ci si comporta visto che dopo il Siena c’è l’Arsenal? Tanti allenatori potrebbero pensare di tenerlo a riposo per chiedergli il 300% contro l’Arsenal.
“Non lo so, bisognerebbe confrontarsi e spiegarsi bene le dinamiche e quello che in realtà sono questi discorsi qui. Il giocatore ha questa botticina in allenamento, ma oggi si è allenato e sta bene, me lo ha detto lui. Dentro le partite riesce a esprimere una forza, una completezza che lo fanno rimanere in condizione ottimale, se no c’è niente di particolare. Se c’è qualcosa di particolare vedremo, se non c’è niente di particolare va in campo e poi vedo, a seconda dell’andamento della partita, se togliergli qualche minuto della gara o no. Prima di Bergamo ha fatto una settimana tranquilla e lei mi ha detto, lei lo ha detto, che è stato deludente nella gara. Lì gli si è fatto fare una settimana tipo andando ad avere degli accorgimenti per farlo essere in condizione, una settimana normale in cui si poteva gestire. Tra l’altro alcuni allenamenti non sono stati fatti come si doveva per il campo. Si è fatto al di sotto di quello che doveva essere fatto, come lavoro complessivo. Per cui in quella partita doveva essere diverso il risultato in base a quello che ha detto lei. Lei mi ha messo davanti degli allenatori che mi possono consigliare. Io le faccio notare che non è giusto il mio di ragionamento, ma non è giusto neanche il suo. Vado a dare un esempio della realtà, dello scorrimento pratico delle situazioni, usando un metodo o un altro di gestione del calciatore dentro una settimana. Averlo stimolato, perchè poi come tutti Francesco vuole vincere, se mi dice che sta bene io lo faccio giocare e vado a verificare dentro lo scorrimento. Domani ho intenzione di farlo giocare se non c’è una presa di posizione sua o qualcosa che possa disturbare l’immediato futuro. Poi se succede qualcosa di particolare, succede qualcosa di particolare. A farlo riposare, si abbia in condizioni ottimali…Se succede qualcosa sì, se no non sa dirmelo neanche lei o gli allenatori che voleva portare a supporto, perché poi nell’analisi della partita la definizione è stata un’altra di quelle che erano le più rosee prospettive a lasciarlo fermo”.
Roma-Genoa partita chiave della stagione, viste anche le ambizioni della Roma.
“Partita importantissima, come mi sembra che anche i miei calciatori l’abbiano avvertita. Potrebbe essere un premio importante alla rincorsa che abbiamo fatto in questo periodo, ritrovarsi in una posizione che nessuno si aspettava all’inizio sarebbe importantissimo. Gara che diventa stimolante”.
Oltre a Riise, Cassetti e Menez è assente anche Panucci. E’ stato lasciato a casa perchè ha dei problemi fisici?
“Non stava bene perchè avvertiva un fastidio al tendine rotuleo e poi una conseguenza logica di quello che è accaduto in questi giorni. Panucci non sarebbe stato convocato comunque”.
Si era detto che il caso Panucci è chiuso. Per Spalletti è chiuso veramente o no?
“Io ho letto delle cose sui giornali che all’interno dello spogliatoio non sono avvenute. Noi come facciamo sempre dopo ogni gara, ci ritroviamo nello spogliatoio e riparliamo delle nostre situazioni. Per quanto riguarda il sottoscritto le scuse non sono arrivate, stessa cosa per quanto riguarda la società. Alle volte si leggono cose sui giornali che vengono dette dopo o in privato, però noi viviamo lo spogliatoio, dove ci si può confrontare come facciamo sempre”.
Chi ha deciso di non inserire Panucci nella lista Champions. Spalletti, in qualità di tecnico, o la società?
“Io e la società”.
Calcolando anche il danno economico che la Roma potrebbe subire?
“Siamo andati dietro alle richieste del calciatore”.
Come giustifica i 13 punti di distanza dall’Inter?
“Che loro sono stati più bravi di noi. Così come gli anni scorsi che avevano messo del margine tra noi e loro. Per un motivo o per un altro hanno dimostrato di essere più forti”.
Si è confrontato con il gruppo sulla vicenda Panucci?
“Nello spogliatoio ho un dialogo diretto con tutti. Molto di più di quello che si potrebbe avere al di fuori. Poi tengo conto di tutto e di tutti”.
Mexes ha detto che è un peccato che non ci sia Panucci in Champions.
“A me sembra che si stia deviando il discorso da quello che interessa veramente ai nostri tifosi, e cioè la partita contro il Genoa”.
Quali sono i pericoli che può crearvi il Genoa e come va affrontato?
“Una squadra fortissima. Effettivamente Gasperini ha fatto vedere di essere un grande tecnico. Giocano da squadra e hanno grandissimo entusiasmo. In delle fasi della partita sono anche molto belli da vedere perchè agiscono in maniera compatta. Attaccano in dieci, hanno tranquillità e proprietà di palleggio. Insomma, hanno messo su veramente un bel complesso”.
Come si contiene un giocatore come Milito?
“Facendo giocare i calciatori forti come lui che abbiamo noi”.
Qualità che avete in più del Genoa?
“Voglia di risalire e di invertire una classifica che sembrava impossibile da ricucire o rendere possibile per posizioni nobili”.
La situazione Panucci ha lasciato strascichi?
“Non vedo perché. Dobbiamo giocare al calcio e vincere le partite”.
Cicinho è a diposizione?
“E’ a disposizione
Juan e Pizarro?
“Sono a disposizione. Juan si è allenato dentro. Pizarro lo abbiamo lasciato fermo a scopo precauzionale. Poi è chiaro, si valuta anche domani mattina, ma sono a disposizione”.
Nell’intervista di ieri, Juan sembrava dispiaciuto per l’assenza di Panucci dalla lista Champions.
“Di Panucci ho già parlato. Ogni tanto lei mi fa parlare anche indirettamente. Mi ha fatto un virgolettato senza aver parlato con me. Il virgolettato mi ha insegnato che è sintomo di un dialogo. Da un punto professionale lo trovo scorretto. Mi avevate insegnato che non si fa. ‘Quello non lo voglio’ è un virgolettato suo. Io con lei non ho parlato e quello è un virgolettato. Se son cose riportate bisogna mettere il nome e il cognome di chi le riporta. Diventa importante mantenere un aspetto molto professionale. Da un punto di vista giornalistico professionale vuol dire che se ci metti le virgolette vuol dire che hai parlato con me”.
E su Juan?
“A noi interessa la partita di domani. La situazione di Panucci l'ho spiegata, è una conseguenza logica. Non devo dare altre spiegazioni, perchè sono quelle”.
Un po’ di sfortuna con gli infortuni.
“Infortuni ci stanno sempre. Per quello che è successo bisogna sopperire. Abbiamo venti giocatori con tre portieri e indica che la squadra è creata nella maniera giusta per potersi giocare il risultato contro chiunque nonostante qualche infortunio”.
Mexes ha detto di non aver capito la sostituzione di Taddei.
“Secondo me ha detto della difesa, non di Taddei. Cambia poco però. La società mi ha messo una rosa a disposizione, la forza di questi giocatori e soprattutto la sua, visto che lo ritengo uno dei migliori centrali al mondo, deve sopperire anche agli errori dell’allenatore, anche se non la penso così”.
Ma sulle parole di Mexes?
“Ho imparato che mi posso confrontare con i calciatori e la prossima volta glielo chiederò”
Zoff ha detto che per il quarto posto se la giocano solo Roma e Fiorentina.
“Secondo me non ha visto giocare il Genoa che è forte come il Palermo, come la Lazio e tutte possono ambire a quella posizione lì”.
Cosa pensa di Jankovic?
“Io faccio fatica un po’ per impostazione mentale, un po’ per scarsa conoscenza a dare indicazioni sui miei, pensi sugli altri. Bisogna allenarli i calciatori, bisogna averci a che fare. Conoscerli in maniera profonda prima di addentrarsi in situazioni difficili da conoscere. Si può allargare il discorso: da una partita all’altra, da un campionato all’altro il rendimento di un singolo cambia. Diventa difficile dall’esterno dare un parere”.
Su Motta, pensa possa giocare anche a sinistra?
“Il calciatore inizia a giocare dalla sua parte dove ha il piede migliore gli si facilitano le cose. Dipende quello che gli si chiede. Per arrivare sul fondo e crossare sicuramente sì. Poi ci sono giocatori che attaccando tagliano dentro e vanno a cercare il passaggio col piede opposto. Anche in difesa. Se davanti hai uno che fa uno contro uno e va sul fondo serve avere il piede giusto. Se hai uno che va molto dentro e devi andare a difenderci col piede opposto diventa l’inverso. Un calciatore può adattarsi da entrambe la parti”.
Menez ha lo stesso problema di quando è arrivato?
“Ha un problema diverso. Ci convive da tre quattro partite e visto che continua a peggiorargli abbiamo pensato di fermarlo per una partita e vedere come va”.
Ha detto che escludendo Panucci siete andati incontro alla sua volontà.
“Di Panucci ho già detto. Quello che è avvenuto è sotto gli occhi di tutti. Basta riprendere le sue situazioni in ordine cronologico nei momenti giusti. Il mio futuro è domani e io guardo al subito. Domani abbiamo una partita importante. E domani Panucci non c’è”.
Un commento sul dossier sui torti arbitrali?
Io non so niente di nessun dossier, anche se poi a certe cose deve pensare la società.
E’ d’accordo con la linea della società di non fare proteste ufficiali per gli errori arbitrali?
Sono sempre d’accordo con la società che fa ciò che ritiene giusto e corretto. Per quel che mi riguarda, dobbiamo essere attenti a preparare la partita e non occuparci dell'arbitro.
Le condizioni di Totti? C'è la possibilità domani di veder schierato il tridente di attacco Totti/Vucinic/ Baptista?
Totti è a disposizione. Tutti i calciatori convocati sono nelle condizioni di giocare, certo qualcuno avrà bisogno di altri allenamenti per essere al massimo, ma in previsione delle tante gare che ci aspettano ci sarà spazio per tutti.
Teme il clima di Napoli? E perché è stata fatta la scelta di andarci in treno?
Non temo l'ambiente di Napoli ma la bontà della squadra che sta facendo un gran lavoro insieme alla società,il valore dei giovani, le scelte di Marino e De Laurentis.Certo il loro pubblico come il nostro è molto passionale e darà molto alla squadra. La scelta del treno mi sembra corretta, si ha la possibilità di arrivare in poco tempo, senza rischio di ingorghi.
Chi parte in vantaggio domani?
Non c'è mai nessun vantaggio in partite di questo livello, ci sono punti importanti per avvicinarsi alla cima della classifica.
Quanto sono cambiate Napoli e Roma rispetto alla gara di andata?
Il Napoli è lo stesso, ha un grande Lavezzi, e poi Blasi, Gargano e Pazienza che formano un centrocampo molto forte. In difesa ha una copertura completa e soprattutto gambe forti e in attacco due punte che stanno facendo molto bene.
Questa squadra ha rabbia, è viva, domani può essere il momento per spiccare il volo?
Il campionato è lungo e siamo ancora in una posizione difficile, bisogna continuare a giocare con lo stesso spirito, ad esempio, che si è visto mercoledì.
Quello che vi attende potrebbe essere il ciclo della svolta?
Sì, è il momento di restare attaccati a questo carro.
Si è scritto che i tifosi napoletani hanno acquistato migliaia di fischietti per deconcentrarvi.
I ragazzi sanno ciò che devono fare in campo, sanno di dover mostrare grande personalità.
Un pareggio sarebbe da buttare?
Il pari è una conseguenza di una mancata ricerca della vittoria.
Servirebbe un altro arbitro in campo?
Non so, ci sono gli organi preposti che devono valutare certe cose
«Il quarto posto? Serve una Roma straordinaria».
Out Panucci, Pizarro e Tonetto
La Roma non deve fermarsi. C'è ancora molto da recuperare in classifica per permettersi il lusso di rifiatare. La gara con la Fiorentina incombe e Spalletti carica tutto l'ambiente alla vigilia di una sfida molto importante per continuare la rincorsa al quarto posto. «C'è bisogno di conferme e di conseguenza ora dobbiamo fare dei risultati straordinari per rimetterci in carreggiata. Il match di domenica non sarà affatto semplice. La Fiorentina sarà sicuramente dispiaciuta per l'eliminazione dalla Champions. I viola hanno dimostrato di essere una gran bella squadra con Prandelli, arrivando in semifinale di Coppa Uefa, sono arrivati quarti e sarà ancor di più stimolata per la sconfitta nell'ultima partita contro il Lione in Europa».
MUTU - Fiorentina vuol dire anche Mutu, giocatore che il club giallorosso ha rincorso nel mercato estivo. Spalletti elogia l'attaccante rumeno: «E' un calciatore di valore assoluto. Questa trattativa, in quel momento lì, era stata portata avanti da Pradè. Aveva definito l'operazione in maniera corretta. Quello che è importante è la programmazione al di la del valore di un calciatore singolo. La Roma può sopperire alla mancanza di un elemento grazie alla forza del gruppo. E' sempre il progetto che conta ed adoperarsi di conseguenza per lavorare in maniera corretta».
ENTUSIASMO - L'entusiasmo in casa giallorossa è alto e questo rischia di diventare un'arma a doppio taglio. Spalletti però non sembra preoccupato: «Trovo giusto essere contenti ma non dobbiam oesagerare. I ragazzi sanno cosa devono fare. I calciatori si sono riappropriati della loro identità e sanno che devono ottenere risultati importanti. Questa Roma ha ancora molti margini di miglioramento. Quello che mi fa ben sperare per il futuro è la facilità di far viaggiare la palla che deve essere una caratteristica nostra».
BRIGHI - La rinascita della Roma è in buona parte legata alle prestazioni di Matteo Brighi, l'assoluta star del momento. Non poteva essere schierato prima? «Mi sembra che Brighi abbia fatto una trentina di presenze finora, quindi è stato tenuto in considerazione. Anche se, per quello che sta facendo vedere ora, poteva essere usato di più. Io gestisco un gruppo e non faccio mai titolari e riserve. Brighi è un calciatore che ha giocato in diverse parti, sia in grandi squadre che in quelle meno blasonate. E' ritornato alla grande con la Roma, ha perso la nazionale ma sono convinto che ci ritornerà».
MODULO - Un ritorno al vecchio modulo è escluso, almeno per il momento: «Dipende sempre da quello che mettiamo in campo, al di là dei moduli ma al momento continueremo sulla strada del nuovo modulo. I giocatori devono sapere che stanno facendo bene, che stanno facendo cose interessanti, e possono fare ancora meglio. E si è visto dai risultati. A Cluj ho visto una corsa che non vedevo da un po'».
MERCATO, NO COMMENT - Spalletti non vuol toccare l'argomento mercato. «Riise e Cicinho via a gennaio? No, il gruppo è buono e me lo tengo ma non voglio parlare ora di mercato. Il problema di Aquilani? Quando uno fa attività fisica di livello, è esposto a problemi. Bisognerà valutare in maniera più approfondita determinate situazioni. Comunque il ragazzo l'ho visto sereno».
I FORFAIT - Al termine dell'allenamento di rifinitura Spalletti ha diramato la lista dei 18 convocati: assenti Aquilani, Okaka, Panucci, Pizarro, Bertagnoli e Tonetto.
Il tecnico giallorosso alla vigilia del Bologna:
«Più che il modulo conta lo spirito». Totti convocato
audio della conferenza stampa di Mister Spalletti
«Sicuramente io sto meglio, perché poi come ho sempre pensato attraverso il risultato e le vittorre i ragazzi possono allenarsi con più tranquillità. Così si ritrova il collettivo e il gioco di squadra». Così il tecnico della Roma, Luciano Spalletti, analizza il cambiamento della 'sua' Roma dopo il successo in Champions contro il Chelsea. Per Spalletti più che il cambio di modulo è stato fondamentale il cambio di atteggiamento della squadra: «Modulo? La penso sempre allo stesso modo. Lo spirito è quello che fa la differenza. La disponibilità. In questo cambiamento va evidenziato ad esempio il comportamento di un Perrotta. Riuscire ad avere la disponibilità totale, anche in ruoli che non ti danno visibilità, è quello che fa la differenza». Domani la Roma affronta il Bologna che in panchina avrà Sinisa Mihajlovic. «Mihajlovic?Sono tranquillo, l'allenatore le punizioni non le può battere. Sicuramente darà i suoi stimoli alla sua squadra».
L'IMPORTANZA DELLA SOCIETÀ - Anche la gestione societaria, spiega Spalletti, ha contribuito a ritrovare serenità: «La società ha dimostrato di essere capace. Per quanto riguarda il contatto e quello di cui abbiamo bisogno per esibire il meglio di noi stessi non ci manca niente e stanno facendo la loro parte». Elogi, quindi, alla gestione di Rosella Sensi, presidente donna proprio come la Menarini a Bologna: «Il presidente donna non cambia assolutamente niente -dice Spalletti-, le donne hanno le stesse capacità degli uomini in tutte le professioni. Se anche succede che magari c'è chi conosce meno i calciatori, l'importante è saper scegliere le persone che lo sanno fare. La dottoressa Sensi ha fatto vedere di avere capacità che si potevano riscontrare nel papà, ha evidenziato tranquillità nei momenti difficili, non ha preso provvedimenti assurdi e ha gestito la situazione in maniera equlibrata. Ciò ha contribuito a superare questo momento che spero sia finito».
TOTTI OK - Per la trasferta di Bologna la Roma può contare su Francesco Totti. «Francesco ha svolto tutto l'allenamento -spiega Spalletti- ha un po' di fastidio, ma siamo molto fiduciosi». Stesso discorso per Panucci che «può fare tutto, anche darmi i consigli...». A Bologna non ci sarà, invece, Aquilani. Il centrocampista dovrebbe recuperare per il derby, anche se Spalletti spiega che «sta meglio, ma va valutato piano piano».
CALMA E LAVORO - La Roma sembra sulla via della guarigione, ma Spalletti ci tiene a sottolineare che «abbiamo vinto solo una partita». «Cerchiamo di mantenere lo stesso modo di ragionare -aggiunge il tecnico-, c'è ancora da lavorare in modo serio, poi potremo tornare a parlare di classifica».
I CONVOCATI - Questa la lista dei convocati per la sfida col Bologna: Panucci, Cicinho, Juan, Mexes, Pizarro, Vucinic, Totti, Taddei, Loria, De Rossi, Riise, Baptista, Perrotta, Tonetto, Menez, Artur, Julio Sergio, Doni, Brighi, Cassetti, Okaka. -commenta Spalletti-
Spalletti ha paura di questa situazione della Roma?
“Trasmettere timore alla squadra sarebbe la peggiore cosa che un allenatore potrebbe fare. In questo contesto bisogna essere bravi perché le situazioni facili a volte bisogna farle sembrare difficili e quelle difficili bisogna essere realisti e cercare di farle sembrare un po’ più facili”.
La vostra crisi per lei è più psicologica? Come si esce da questi momenti? Mostrando alla squadra i video delle belle vittorie passate?
“Sì, è una problematica soprattutto psicologica e si può usare anche una tecnica di questo genere. Si cerca di mettere anche un po’ di attenzione agli errori fatti nelle scorse partite. Bisogna far mantenere alla sqaudra l’autostima mostrando i risultati fatti in questi tre anni”.
Come si vive questa situazione? “Per quanto mi riguarda il ruolo dell’allenatore è importante. Siamo noi che in funzione dei risultato sicuramente siamo quelli che devono tirarsi fuori dalla situazione”.
Come è possibile che questa squadra si ritrovi ad essere quartultima in campionato? Qual è la spiegazione?
“Nella storia di qualsiasi professione ci si può trovare in una situazione difficile. Anche altre squadre europee si sono ritrovate in difficoltà. Dobbiamo essere bravi a livello psicologico per governare le insidie del momento. A Torino il primo tempo lo abbiamo fatto bene poi nel secondo tempo abbiamo avuto delle difficoltà".
La Roma ha di fronte a sé tre partite impegantive. Qual è la più importante: Chelsea, Bologna o Lazio? “La partita di domani è quella più importante. Noi abbiamo bisogno di fare risultati, a partire da subito”.
Lei ha nel suo bagaglio professionale l’esperienza per affrontare questo momento così delicato? “Ho passato situazioni difficili come allenatore in diverse squadre: Empoli, Venezia, Udine. Ad Ancona ho iniziato a fare l’allenatore dagli allievi di una società di serie C. Le difficoltà ci sono sempre”.
A Londra abbiamo visto una Roma un po’ diversa. E’ questa la tattica che avete preparato per domani?
“E’ stata una Roma molto attenta finché non ha preso gol per la bravura di un avversario. A quel punto ci doveva essere una reazione, che invece, purtroppo, non c’è stata. Credo sia stata una Roma più compatta e che ha sviluppato il calcio che deve fare, ha giocato bene anche se non ha proposto moltissimo ma è da quel calcio lì che deve ripartire”.
Che effetto le fa sentire il nome di Carlo Mazzone come possibile suo sostituto?
“Secondo me Mazzone è stato un bravissimo allenatore, di personalità e autorità. Per il momento sono io l’allenatore della Roma e so quello che devo fare”.
Il fatto che i suoi figli siano stati coinvolti negli sfottò di alcuni tifosi, può incidere sulla sua permanenza a Roma? “Ieri confrontandomi con alcuni tifosi ho commentato i dubbi sull’indifferenza da parte nostra ai risultati della squadra. Ho detto loro che da un punto di vista professionale e umano facciamo una figura peggiore di tutti e anche lo stato familiare viene coinvolto. Non si ha voglia di uscire, ad esempio, ma dire che ho paura per i miei figli è eccessivo. I miei figli sono andati anche in curva, sono sicuro che resteranno della Roma, al di là di quello che succederà a me. Ma il mio futuro è a Roma, soprattutto perché la mia famiglia si è trovata bene qui”.
Il ritiro è confermato?
“Il ritiro stasera c’è perché domani c’è la partita. Per il resto c’è stato un confronto tra i giocatori e la società sabato sera; io non ero presente fisicamente perché impegnato nelle interviste del dopo gara”.
Quanto sarà importante avere Totti in campo?
“Noi riteniamo importante avere a disposizione il nostro Capitano, ma è altrettanto importante sapere che le responsabilità ci sono lo stesso o forse maggiori e che gli altri calciatori non vengono alleggeriti dalle responsabilità con la presenza di Francesco”.
Domani giocherete in contropiede?
“La squadra all’andata ha giocato come doveva. Per quanto riguarda i tiri in porta forse ne abbiamo fatto un paio meno del Chelsea che non ne ha fatti moltissimi. Per noi è stato importante anche creare situazioni pericolose. Come quella di Brighi, servito da Totti”.
Lei ritiene che potrà avere Totti 90' o a mezzo servizio?
“Sono risposte che si potranno dare dopo la gara. E’ impossibile rispondere ora”.
A parte Totti ci sono altri giocatori che sono in dubbio?
“Ci sono un altro paio di situazioni da valutare nell’allenamento di oggi”.
In passato ci sono stati problemi tra tifosi inglesi e della Roma. Ci terrebbe al fatto che i supporters della Roma si comportino bene?
“Spero che tutti si comportino in maniera corretta ed è stato fatto tantissime volte dai nostri sportivi. E' successo che qualche elemento evidenziasse qualche comportamento scorretto. In precedenza c'era stato qualcosa con i tifosi del Manchester, lì ci sono notizie diverse su come siano stati generati questi problemi, naturalmente spero non accada più nulla”.