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martedì, 15 settembre 2009

La prima volta del dopo Luciano Spalletti, nei fatti si è trasformata in una totale, sottolineiamo totale, bocciatura di quel progetto giovani che, non più tardi qualche settimana fa, la dottoressa Rosella Sensi (ri)presentò come fiore all’occhiello della società nel corso della conferenza stampa tenuta a Civitavecchia.
A Siena la linea verde è rimasta a guardare. Chi a casa, chi in panchina, chi in tribuna. Il risultato positivo può anche giustamente far passare in secondo piano, questo aspetto, ma il dato rimane. Soprattutto pensando in prospettiva perché se si punta sui giovani si deve anche sapere che per migliorare, maturare, crescere, questi ragazzi bisogna farli giocare. Altrimenti sarà difficile anche soltanto capire se potranno far parte in maniera solida del progetto Roma per il futuro. In più, anzi in meno, c’è la considerazione che anche nel prossimo futuro, questi giovani sembra oggettivamente difficile immaginare che possano avere lo spazio che la loro età esigererebbe.
C’è un nome su tutti che ci sembra l’emblema di questa situazione. E’ quello di Jeremy Menez, anni ventuno compiuti il sette maggio scorso, il principale prospetto, dicono così quelli bravi, se non altro perché poco più di dodici mesi fa è stato pagato dieci milioni e mezzo di euro alMonaco . A Siena per il talento francese neppure un minuto in campo. E se non fa altro che lo spettatore quando Vucinic e Baptista sono reduci dagli impegni con la Nazionale, con il montenegrino operato il sei agosto scorso e il brasiliano che a Siena è entrato in campo avendo visibilmente ancora il fuso orario da smaltire, quando mai giocherà Menez? Interrogativo che rimane tale anche se, come auspichiamo, la Roma non giocherà mai più con una sola punta di ruolo nella formazione titolare. E Motta? E’ stato l’unico giocatore per il quale sono usciti dei soldi dalle casse di Trigoria nell’ultimo mercato, eppure con Cicinho ancora in fase di recupero, l’ex dell’Udinese è rimasto in panchina per tutti i novanta minuti più recupero. E Guberti? Cioè l’altro nome nuovo (oltre a Lobont) dell’ultima campagna acquisti (si fa per dire). In tribuna a tifare per i compagni. E Cerci? Cioè il ragazzo cresciuto nelle giovanili che sembra avere le migliori potenzialità per potersi inserire nella Roma dei grandi. Lasciato a casa, neppure convocato. E Antunes che fine ha fatto? Come detto all’inizio ci sono molte motivazioni che possono costituire una risposta, ma ci sono anche molti motivi per ritenere che per questi ragazzi il futuro non sarà molto più incopertina. E allora, per favore e perlomeno, non si parli più di un progetto giovani. Almeno per il momento.
sussurrato da: Totticorederoma alle ore 17:15
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sabato, 25 aprile 2009
Si tratta tra voci e comunicati

Che cce posso fa...a me Rosella piace pure fisicamente cacchio!!! 
Sono giorni importanti per capire se la trattativa con il gruppo che fa capo a Flick, ammessa anche ieri dall’ennesimo comunicato emesso da Italpetroli e Roma, possa avere sviluppi. Sembra che il gruppo tedesco abbia depositato una cifra “congrua” (si dice intorno ai 100/120 milioni) su un conto riservato. Sarebbe la mossa per dimostrare le intenzioni serie del gruppo, propedeutica per formulare poi un’offerta scritta. Sembra che qualcosa potrebbe accadere nei prossimi giorni. Potrebbe esserci un incontro decisivo, in un modo o nell’altro, tra i rappresentanti legali delle due parti, nel quale il gruppo di investitori dovrebbe presentare l’offerta, che potrebbe aggirarsi sui 200 milioni per l’acquisto del pacchetto di maggioranza. Il gruppo, oltre a Flick, vede impegnato anche Vinicio Fioranelli, agente Fifa, non solo in veste di mediatore, ma con una quota e anche un investitore italiano. Intanto ieri la vicenda si è arricchita di nuovi particolari.
I CONTATTI - Il comunicato, richiesto ancora dalla Consob, ribadisce l’esistenza di una trattativa: «I contatti attualmente in corso con i soggetti interessati che hanno manifestato il proprio interesse sono in una fase di verifica dell’esistenza dei presupposti per poter valutare eventuali operazioni. Nessuna offerta, né da parte dei soggetti chiamati in causa dagli organi di stampa, né da qualsiasi altro soggetto, è stata formalizzata, direttamente o indirettamente, al Gruppo Italpetroli». Non siamo ancora arrivati all’offerta, ma i contatti continuano e, a quanto pare, crescono di livello. Il comunicato prosegue con altri chiarimenti: «Nessun contratto, di alcun genere, avente a oggetto la partecipazione in questione, è stato sottoscritto, né tantomeno sono stati raggiunti accordi, di cui si preveda la sottoscrizione, con qualunque possibile investitore o acquirente». La conclusione è dedicata ai rapporti con Unicredit: «Si coglie l’occasione per ribadire l’assoluta armonia dei rapporti con il gruppo Unicredit, contrariamente a quanto riportato dagli organi di informazione».
sussurrato da: Totticorederoma alle ore 12:46
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venerdì, 27 febbraio 2009

Numeri e Curiosità
Si volta pagina. Archiviata l’andata degli ottavi di finale di Champions e subita la 13esima sconfitta stagionale, i giallorossi si rituffano nel campionato verso la rincorsa al quarto posto. Domenica sera si torna a San Siro dopo i fattacci della Coppa Italia; i tifosi giallorossi hanno ancora negli occhi gli errori dell’arbitro Orsato che hanno permesso all’Inter di eliminare la formazione capitolina dalla competizione. Ma ora bisogna dimenticare tutto. Al più presto. Si deve superare anche la sconfitta di Londra, il primo round è andato e si ripenserà all’Arsenal fra due settimane, vale a dire dopo la trasferta di Milano e la gara casalinga contro l’Udinese. Bisogna proiettarsi sul campionato dopo le fatiche infrasettimanali delle coppe perché la quarta posizione è importante quanto e, forse anche più, degli ottavi di Champions. Si deve pensare all’Inter per recuperare punti e posizioni su Fiorentina e Genoa, anche se il pensiero Arsenal sarà difficile da nascondere. Riprende dunque la serie A, sabato scorso gli uomini di Spalletti superarono il Siena con un grande gol di Taddei (14esimo giallorosso ad esultare in campionato) riuscendo a portare a casa i tre punti per la 13esima volta in 25 giornate (52 %), mantenendo ad 8 le sconfitte subite (lo scorso anno furono 4 in tutto il campionato).
I PRECEDENTI DEI TECNICI - Sarà il quarto incontro tra Spalletti e il tecnico portoghese in tre competizioni diverse. Il primo match disputato fra i due allenatori riporta alla mente quella sfortunata domenica di fine estate (24 Agosto 2008) con ricordi non piacevoli per i tifosi romanisti: 8-7 (d.c.r.) fu il risultato finale tra i giallorossi e i nerazzurri nella sfida valida per la Supercoppa Italiana. Zanetti riuscì ad alzare il trofeo a San Siro dopo l’errore dal dischetto di Totti; la palla si schiantò sulla traversa facendo così svanire il sogno di dedicare il primo trofeo al Presidente Sensi. Il primo incontro in campionato tra i due tecnici risale al 19 ottobre 2008, quando l’Inter stordì l’Olimpico giallorosso con un secco 0-4. L’ultimo precedente: il 21 gennaio scorso. Adriano ed Ibrahimovic eliminarono la Roma dalla Coppa Italia (il momentaneo pareggio giallorosso fu ad opera di Taddei) tra le polemiche per la direzioni arbitrale. In 3 incontri disputati Spalletti ha sempre perso (anche se ai rigori) contro Mourinho, con 8 gol incassati e 3 siglati. E’ il momento del riscatto. Il tecnico di Certaldo, durante le sue 335 panchine in serie A (149 vittorie, 86 pareggi e 100 sconfitte) ha incontrato la formazione nerazzurra in 18 occasioni, riuscendo a raggiungere il successo in 7 match (38,89 %), mentre 5 sono i pareggi conseguiti (27,77 %) e 6 le sconfitte subite (33,34 %).
TRA INTER E ROMA - Gli ex interisti tra le file giallorosse sono Panucci e Pizarro; il difensore di Savona vestì la maglia nerazzurra nella stagione 1999-00 durante la gestione Lippi, furono 26 le sue gare con la maglia nerazzurra in cui riuscì a siglare anche una rete. Pizarro invece ha una storia più recente con il club milanese, avendo vestito i colori nerazzurri nella stagione 2005-06. Furono 24 le sue apparizioni con il club di Milano e 3 le sue reti. Sono 3, invece, gli ex romanisti nelle file dell’Inter: Mancini, passato in nerazzurro proprio nell’ultima sessione del mercato scorso dopo 5 stagioni a Roma. Il brasiliano nato a Belo Horizonte durante i suoi 153 match con i colori giallorossi ha fatto esultare per 40 volte i tifosi della curva Sud prima di lasciare la Capitale con destinazione Milano. Il centrale argentino Samuel, invece, ha vissuto 4 stagioni a Trigoria riuscendo a conquistare uno scudetto nella stagione 2000/2001 in 122 partite (con 9 reti siglate). Anche Chivu, dopo 4 anni a Roma (6 reti siglate in giallorosso in 85 incontri) si è accasato nello squadrone di Moratti con cui è riuscito a vincere, fino ad oggi, uno scudetto ed una Supercoppa italiana, proprio contro la Roma.
I NUMERI DI INTER-ROMA – Nei 151 precedenti tra i due club (dati relativi ai campionati a girone unico dal 1929/30) l’Inter ha raggiunto la vittoria in 68 occasioni, mentre 41 sono stati i successi giallorossi e 42 i pareggi conseguiti. Sessantacinque reti dividono il bottino delle due squadre: 250 le marcature siglate dalla squadra nerazzurra (1,66 media gol a partita) e 185 da quella romanista (1,23 m.g.p.). Durante le 75 gara disputate a Milano, invece, i giallorossi hanno subito 41 sconfitte, riuscendo ad espugnare il Meazza solamente in 12 occasioni. Anche i numeri dei gol siglati sono nettamente a favore della squadra lombarda con 141 (1,88 m.g.p.) reti all’attivo contro le 71 (0,95 m.g.p.) della Roma. Altobelli comanda la classifica dei marcatori più prolifici delle sfide con 11 reti, mentre Totti è il giallorosso con più gol all’attivo a Milano: 5.
CORSI E RICORSI – Il primo incontro in assoluto nella storia delle sfide tra i due club, risale al 27 aprile 1930, quando la Roma del presidente Sacerdoti, allenata da Herbet Burgess e capitanata da Fulvio Bernardini uscì tramortita dal campo con un secco 6-0 ad opera dell’Ambrosiana Inter grazie alla tripletta di Meazza (primo marcatore in assoluto nelle sfide tra i due club e giocatore che ha lasciato il segno più velocemente grazie alla sua rete) al primo, terzo e quarto minuto dell’incontro, poi una doppietta di Blasevich ed un gol di Visentin chiusero la partita ricordata anche come la sconfitta più pesante subita dai giallorossi in 79 anni di sfide. La Roma dovrà aspettare quattro anni per prendersi la rivincita sul campo di Milano, era il 25 novembre 1934 e la squadra di Luigi Barbesino espugnò l’Arena Civica (nel 1947 l’Inter si trasferì allo Stadio Meazza, intitolato alla memoria dell’attaccante nerazzurro) grazie ad un gol di Guaita. Quell’incontro di 75 anni fa è ricordato come la prima vittoria giallorossa in terra milanese. L’ultimo successo romanista risale a due stagioni fa: il 18 aprile 2007 nel recupero della 22ª giornata (rinviata per gli incidenti di Catania-Palermo), la Roma si impose per 3-1 grazie ai gol di Perrotta, Materazzi (su un rigore quantomeno dubbio) Totti e Cassetti, tardando di una giornata il festeggiamento dello scudetto all’Inter. L’ultimo incontro tra le due società risale alla stagione scorsa: era il 27 febbraio 2008, il capitano giallorosso Totti al 38esimo del primo tempo ed il capitano nerazzurro Zanetti (ultimo marcatore nelle sfide) al 43esimo della ripresa chiusero la gara sull’1-1.
ROMA ED INTER – Il club di Trigoria e quello di Appiano Gentile (il campo sportivo è intitolato ad Angelo Moratti) sono le squadre che da 3 anni si giocano tutto ciò che c’è da giocarsi nei confini nazionali; nel recente passato questa sfida valeva trofei e scudetti, ora la Roma cerca una vittoria per mantenersi in scia al treno che porta al quarto posto che vuol dire qualificazione Champios del prossimo anno. Dopo aver limitato i danni nella trasferta di Londra ora c’è bisogno della vera Roma per tornare a vincere. L’Inter, con 9 punti di vantaggio sulla seconda in classifica (la Juventus), si ripresenta a San Siro per la seconda gara consecutiva, dopo il pareggio di martedì sera contro il Manchester United, squadra che rincontrerà in terra inglese dopo la trasferta di Genova (sponda rossoblu), mentre i giallorossi, dopo Milano, ospiteranno l’Udinese per la rivincita della gara d’andata, quando vennero sconfitti dai ragazzi di Marino per 3-1. Il momento caldo della stagione è giunto, la Roma arriva a questo periodo con l’emergenza difesa: Juan è ancora in dubbio per la gara di San Siro. Qualora il centrale brasiliano dovesse dare forfait i giallorossi potrebbero trovare la soluzione in Diamoutene (più di Loria). Il giocatore del Mali, scendendo in campo, festeggerebbe la sua 100esima presenza nella massima competizione italiana e l’ottava contro i nerazzurri (6 sconfitte ed un pareggio). A meno che le scuse presentate da Panucci a Spalletti non aprano nuovi scenari. L'ipotesi, allo stato attuale, appare remota. Nell'eventualità, per l’esterno di Savona si tratterebbe della ventesima presenza (5 vittorie, 8 pareggi e 6 sconfitte) contro la sua ex squadra, alla quale ha siglato una rete (il 7 novembre 1993 nel derby vinto dai rossoneri per 2-1) durante le 364 gare in carriera (218 in maglia giallorossa).
mercoledì, 24 settembre 2008
Wenger in Coppa di Lega con squadra baby: vince 6-0!

È decisamente ironico che Arsene Wenger abbia scelto come esame per i suoi giovanissimi allievi una competizione, il cui sponsor è una marca di birra. È ironico perché più di un terzo di questi campioncini in fasce, convocati per la sfida stravinta 6-0 contro lo Sheffield United, non possono ancora bere alcol in Gran Bretagna. Ma certo questo non è un problema per il manager francese che ha chiamato sei Under 18 per il terzo turno di Coppa di Lega, compresi Wilshere (suo il quinto gol) e Frimpong, che hanno appena compiuto 16 anni. Nessuno ha più di 21 anni, ad eccezione del portiere Fabianski (23 anni). Se non è un record, poco ci manca, per una squadra che ha un'età media di 18 anni e sei mesi. «Ho a disposizione giocatori molto interessanti al di sotto dei vent'anni - ha spiegato Wenger - ed è giusto dare loro la possibilità di mettersi in luce nella Coppa di Lega».
Capiterà mai ai nostri giovani, non solo quelli dell'A.S Roma ma di tutto il campionato italiano,
di avere opportunità simili?
martedì, 16 settembre 2008

Primo confronto ufficiale tra i due club e prima volta in Italia per il Cluj. La Roma conta un solo precedente casalingo nelle eurocoppe con team rumeni: nella coppa delle Coppe 1984-'85 superò 1-0 la Steaua. Nei 28 confronti fin qui disputati nelle coppe europee in terra d'Italia, i club italiani sono imbattuti contro quelli rumeni: 22 vittorie e 6 pareggi il bilancio. La Roma ha perduto solo una delle ultime 24 gare casalinghe ufficiali disputate (escludendo dal conteggio la finale della coppa Italia 2008-'09 che, per la Lega Calcio, è stata disputata in campo neutro): è accaduto l'1 aprile 2008 quando, in Champions League, venne sconfitta per 0-2 dal Manchester United. Nelle altre 23 gare interne prese in esame lo score giallorosso è di 19 vittorie e 4 pareggi. Il Cluj non vince in assoluto un confronto europeo dal 3 agosto 2005: 5-1 casalingo contro i lituani dello Zalgiris Vilnius. Nelle successive 4 eurogare lo score rumeno è di 2 pareggi e 2 sconfitte (entrambe per 1-3). Arbitro: il russo Baskakov. Dirige per la terza volta in carriera la Roma, battuta dal Gaziantepspor per 0-1 nella coppa Uefa 2003-'04, ma vittoriosa 2-1 a Bruges nella coppa Uefa 2005-'06 (unica vittoria con lui di un team italiano su 6 precedenti complessivi, poi 1 pareggio e 4 sconfitte). Baskakov è invece al debutto con il Cluj.
sabato, 13 settembre 2008
Sono in totale 26 i precedenti disputati al Renzo Barbera tra Palermo e Roma: 19 i match di Serie A, 7 quelli di Coppa Italia. Il bilancio sorride lievemente ai giallorossi che hanno ottenuto 10 vittorie contro le 9 dei rosanero, mentre 7 sono i pareggi. Roma in vantaggio anche sui gol all’attivo: 40, contro i 35 del Palermo. L’ultimo successo dei rosanero è datato 22 marzo 2006 nella semifinale d’andata di Coppa Italia, quando la squadra, all’epoca allenata da Papadopulo, si impose con il punteggio di 2-1.
La prima partita tra le due formazioni risale al lontano campionato 1932/33, con i rosanero sconfitti 2-0. Barbera fortino inespugnabile per i giallorossi per ben 4 anni di Serie A, cominciando dal campionato 1948/49, quando i rosanero si imposero in casa per 2-1. Vittorie di prestigio del Palermo nei campionati 1949/50 e 1950/51, entrambe per 3-0. Nel torneo del 1951/52 il Barbera si riconferma terreno ostico per la Roma, che non riesce ad andare oltre l’1-1. La partita con più gol è invece datata 1959, col tabellino di Palermo-Roma che recita 4-2. Nella massima serie del 1962/63 da registrare la sconfitta più pesante del Palermo, umiliato in casa 4-0.
Leggermente negativo, invece, il bilancio delle ultime 4 sfide in Serie A disputate al Barbera dal Palermo: 1 vittoria per 2-0, conseguita nella stagione 2004/2005, che porta le firme di Brienza e Toni; 1 pareggio spettacolare e pirotecnico, ottenuto l’anno successivo, indelebile nella mente dei tifosi, quel 3-3 suggellato dalle reti di Di Michele e doppietta di Barone; 2, infine, le sconfitte consecutive dei rosanero tra le mura amiche. La prima nel 2006/07, quando Giovannino Tedesco rispose ai gol di Totti e Cassetti. La seconda, nonché ultima sfida tra le due squadre, coincide con l’amaro esordio di Colantuono alla guida del Palermo: prima di campionato 2007/08 e Barbera ammutolito dallo strapotere della compagine capitolina che vinse e convinse 2-0 (Mexes e Aquilani), strapazzando un Palermo privo di identità tattica.
Rivediamo i 2 goal che hanno deciso la gara del 26 agosto 2007 segnati da Filippo Mexes (assente purtroppo stasera) e Alberto Aquilani che quando prende la mira sa fare davvero male!
mercoledì, 13 agosto 2008
In Andalusia ha segnato 38 reti in due campionati
Julio Baptista arrivò al Siviglia come centrocampista difensivo: fu Joaquìn Caparròs a intuirne le qualità offensive e a convertirlo. Nei due anni in Andalusia, Baptista ha segnato nella Liga 38 reti in 63 gare. Un bottino che gli valse le attenzioni e l’ingaggio da parte del Real Madrid. A sinistra, il brasiliano con la maglia del Siviglia e, qui a fianco, all’arrivo a Madrid
mercoledì, 06 agosto 2008
«Se sarò confermato da Spalletti, mi giocherò le mie carte Mi sento cresciuto e pronto per dare una mano ai compagni»
La Roma su di lui ha rivisto i suoi programmi e questo ha spiazzato un po’ il Bologna. Stefano Okaka, che la scorsa settimana ha prolungato il contratto che lo lega alla società giallorossa fino al 2012, non andrà più via in prestito, dopo essere stato promesso al club emiliano.
Spalletti ha deciso di tenerselo, perchè un centravanti grande e grosso come lui ( ancora?) non ce l’ha. Stasera giocherà al Cairo la seconda partita della stagione con la maglia giallorossa.
Allora Stefano, a questo punto resti alla Roma?
« Non lo so, a me non lo hanno ancora detto, però sono contento di restare, ma anche se dovessi andare a Bologna mi ritroverei in una grande piazza, in una squadra di serie A. Se resterò alla Roma cercherò di giocarmi le mie carte. Mi sento cresciuto, pronto per dare una mano a una squadra importante come la Roma » .
Dopo l’esperienza di Modena puoi giocare anche in altri ruoli, non solo da centravanti?
« Sì, lì ho fatto spesso il trequartista, dietro al centravanti. Se serve posso giocare anche largo. Mi so adattare » .
Come è stato il ritorno alla Roma?
« Mi sento a casa mia. Stavolta a Roma vivrò da solo, i miei genitori non lavorano più a Trigoria. Sono tornati a Castiglion del Lago, mentre mia sorella quest’anno gioca a pallavolo in serie A1 a Busto Arsizio. Sono molto legato alla mia famiglia e quando possiamo ci vediamo spesso » .
Sei mai stato in Nigeria, a conoscere il Paese dei tuoi genitori?
« No, non è mai capitato. Le vacanze le ho trascorse tra Formentera e Ibiza, ho avuto solo venti giorni di stop » .
Francesco Rocca è il suo allenatore dell’Under 19 ed è un suo estimatore. Da tre anni lo seguiva, prima ancora che arrivasse il passaporto italiano.
« Rocca è una persona per bene, mi ha aiutato tantissimo, mi ha fatto capire cose importanti sui metodi di allenamento e sull’alimentazione. Ha la fama di essere un allenatore molto esigente, ma con lui basta rispettare le regole e impegnarsi nel lavoro. L’Europeo è stata un’altra esperienza che mi ha maturato » .
Qual è adesso il tuo obiettivo?
«Voglio continuare a crescere, a sfruttare le mie occasioni. Vestire la maglia della Roma è un onore » .
Spalletti ti ha affidato anche questa volta a Domenichini.
« Con lui ho già lavorato tanto prima di andare a Modena e ho mantenuto un buon rapporto. I suoi insegnamenti sono stati molto utili. Mi fa piacere tornare a lavorare con lui » .
Spalletti ti ha definito la bestiolina
« Davvero ha detto così? »
La scuola come va?
« Devo finire il quinto ragioneria... Mi trovo meglio sul campo di calcio che sui banchi di scuola » .
«L’esperienza di Modena mi è servita ad adattarmi anche in altri ruoli: se serve posso partire largo oppure posso fare il trequartista» «A Trigoria mi sento a casa Voglio continuare a crescere e sfruttare le mie occasioni Ringrazio Rocca: mi ha fatto capire delle cose importanti»
Con la primavera 2 anni fa Contro il Monaco pochi giorni fa
E’ il più giovane marcatore nella storia della Coppa Italia
giovane Stefano Okaka. Quasi un enfant prodige del calcio italiano, che già a livello di settore giovanile, grazie alle sue straordinarie doti fisiche, ha scalato categorie su categorie e che, anche nel calcio dei grandi non ha mancato di farsi conoscere presto. Non è un caso che proprio alla sua giovane età siano legati alcuni primati detenuti dal centravanti classe ’89 di Castiglion del Lago. Il primo record Okaka lo ha stabilito a soli 15 anni. Al suo primo anno romano, infatti, Alberto De Rossi decide di portarlo al Viareggio. Okaka è il più giovane giocatore della manifestazione e ripaga il suo allenatore a suon di gol. Con quello realizzato di testa contro il Bayern Monaco, Okaka è diventato il più giovane marcatore della pluridecennale storia della kermesse viareggina. Un altro primato è legato al suo primo gol da professionista, quello realizzato in Coppa Italia allo stadio S. Paolo contro il Napoli. La rete che fissa il 3-0 della Roma sui partenopei, una rete segnata con una potenza devastante, infatti, consacra Stefano come il calciatore più giovane che abbia mai segnato nella storia della coppa nazionale.
Esordisce in Uefa, il primo gol contro il Napoli in Coppa Italia
palletti conosce bene Stefano Okaka. Non è un caso che il tecnico toscano stia pensando seriamente di tenere a Trigoria il centravanti classe ’89. E’ stato proprio Spalletti, d’altronde, a lanciarlo nel calcio dei grandi. Il 29 settembre 2005, nella gara di ritorno del turno preliminare di Coppa Uefa, con la Roma forte del 5-1 dell’andata, propone il sedicenne Stefano dal primo minuto contro i greci dell’Aris Salonicco. E’ l’esordio assoluto con la prima squadra. Neanche tre mesi dopo, l’8 dicembre, fa il suo esordio in Coppa Italia al San Paolo di Napoli. Non è un esordio come gli altri, perché Stefano a 8’ dalla fine decide di far vedere tutte le sue potenzialità: prende letteralmente a spallate un paio di difensori napoletani, si presenta a tu per tu con Iezzo e segna il suo primo gol da professionista. E’ un gol che gli vale anche l’esordio in serie A. Spalletti glielo regala il 18 dicembre a Genova contro la Sampdoria, a soli 16 anni e 4 mesi. Per trovare il nome di Okaka nella lista dei marcatori di una gara del massimo campionato bisogna aspettare invece il 17 settembre 2006, quando, contro il Siena, realizza il primo, e fin qui unico, gol in serie A.
Strappato al Milan, segna 31 reti già la prima stagione
tefano Okaka approda a Trigoria nel 2004, quando la Roma riesce a prelevarlo dal Cittadella battendo la concorrenza del Milan. Quella del centravanti di Castiglion del Lago è un'ascesa fulminante nel settore giovanile giallorosso. La Roma crede subito in lui e Stefano a soli 15 anni fa il suo debutto con la Primavera nel torneo di Osimo. Quindi 11 gol in altrettante partite con gli Allievi Nazionali (nei quali gioca un anno sotto età) convincono De Rossi a portarlo in pianta stabile nella rosa della Primavera. E' una scelta vincente, con Okaka che diventa uno dei grandi protagonisti della conquista dello scudetto di categoria, senza dimenticare il titolo di capocannoniere e la vittoria nel Torneo di Arco con gli Allievi. In totale alla prima stagione in giallorosso realizza 31 gol, diventando il talento più in vista di Trigoria insieme ad Alessio Cerci. Agli ordini di De Rossi vive altre due stagioni, in cui ai gol con la Primavera alterna le presenze e i primi gol con la maglia della prima squadra guidata da Luciano Spalletti. La scorsa estate l'arrivederci alla casa madre e l'approdo a Modena alla ricerca di minuti con i grandi ed esperienza.
Alberto De Rossi l’ha lanciato.
La lezione umana di Rocca
a crescita calcistica e umana di Stefano Okaka è legata al nome di alcuni allenatori che hanno svolto un ruolo fondamentale nella sua maturazione. A Trigoria Alberto De Rossi ha subito creduto in lui. De Rossi è il tecnico che lo ha lanciato in Primavera a soli 15 anni, l'allenatore che al primo anno in gialliorosso lo ha portato al Torneo di Viareggio e ne ha fatto il centravanti della squadra Campione d'Italia. De Rossi è stato anche l'allenatore che ha saputo riportare Stefano con i piedi per terra quando le lusinghe della prima squadra e l'attenzione dei media sembravano aver distratto il giovanissimo centravanti di Castiglion del Lago. Un ruolo umano e tecnico fondamentale per la crescita del giocatore, così come è stato fondamentale quello di Francesco Rocca che, non più tardi di un anno e mezzo fa, alla prima convocazione in azzurro per uno stage alla Borghesiana, rispedì Okaka a casa dopo pochi allenamenti: poco impegno per il ragazzo di Castiglion del Lago e nessuna convocazione nei successivi raduni. Oggi Okaka è diventato uno dei punti fermi dell’Under 19 di Rocca con la quale a luglio ha partecipato all'Europeo di categoria arrivando fino alla finale persa con la Germania e entrando tra le dieci stesse del torneo.
Con il Modena 33 partite sette reti e tanta esperienza
uella trascorsa in serie B con la maglia del Modena è stata una stagione fondamentale per Stefano Okaka. Un anno che gli ha consentito di fare esperienza e di tornare a Trigoria più forte e più convinto nei propri mezzi. Pronto per giocarsi le sue carte alla corte di Spalletti. Sebbene ancora in età per essere schierato con la Primavera, la scorsa estate la Roma ha deciso di mandare Stefano a giocare da grande. Prestito naturalmente, proprio per permettere al giocatore di tornare utile alla causa giallorossa. Partito per Modena con un nuovo look ( le treccine) e con tanta voglia di fare bene, Stefano non ha deluso le aspettative. Partenza subito ottima, con alcuni gol in precampionato e la prima rete ufficiale realizzata alla seconda presenza nel campionato cadetto contro il Piacenza. Poi un errore di gioventù gli ha procurato due giornate di squalifica, ma Stefano non si è perso d’animo e ha riconquistato la fiducia dell’ambiente giocando complessivamente 33 gare e realizzando 7 reti, tra cui una doppietta messa a segno contro il Bari. In totale con la maglia del Modena Okaka ha collezionato 1739 minuti di gioco e 11 gare giocate dal primo minuto.

L’ESPERIENZA EMILIANA
I suoi genitori sono nigeriani la sua gemella gioca a pallavolo
iciannove anni tra tre giorni esatti. La storia di Stefano Okaka, infatti, inizia il 9 agosto del 1989 a Castiglion del Lago, ma comincia molto prima, con dieci anni di anticipo per l'esattezza, quando papà Austin e mamma Doris decidono di partire dalla Nigeria e di approdare in Italia. Stefano nasce in Italia dunque nell’estate 1989 e insieme a lui viene al mondo la gemella Stefania. Una coppia di predestinati considerando che Stefania è ritenuta uno dei grandi talenti del volley femminile italiano. La storia calcistica di Stefano inizia nel Centro Italia Parma, società umbra satellite di quella emiliana. A Parma però nessuno si accorge del talento di Stefano che nel 2002 approda tra i professionisti con la maglia del Cittadella. Gioca subito una stagione esaltante con la formazione dei Giovanissimi con la quale realizza dieci gol. Poi passa, naturalmente sotto età, agli Allievi. Sono gol pesanti che fanno piovere su di lui le attenzioni di molte società importanti: il Milan e, da Oltremanica, l'Aston Villa. Ma sono la Roma e l'occhio infallibile di Bruno Conti ad avere la meglio e nell'estate del 2004 Stefano approda a Trigoria.
A LIVELLO MAGGIORE
La sorella gemella Stefania, gioca in serie A1 a Busto Arsizio
giovedì, 31 luglio 2008
Da ieri la Roma fa parte della Superleague Formula, il nuovo campionato automobilistico che unisce i colori delle squadre di calcio più prestigiose nei circuiti più importanti di Europa. La scuderia di Giancarlo Fisichella, pilota di Formula Uno tifoso giallorosso, si occuperà dell’automobile di Superleague Formula della A.S. Roma, che è stata presentata ieri a Trigoria con tutta la squadra al completo. La vettura, con i colori giallorossi (il primo a salire a bordo è stato Pizarro), gareggerà avendo come avversarie auto che rappresentano i più grandi club europei del mondo. La prima gara è in programma il 30-31 agosto al Donington Park, in Gran Bretagna, a Vallelunga si correrà l’uno e il due novembre.
Il direttore sportivo della Roma, Bruno Conti ha presentato l’iniziativa: «Siamo onorati di far parte di questi quindici importanti club di calcio che sono stati scelti per questo connubio calcioautomobilismo. Siamo in buone mani, visto che Fisichella è un amico e un romanista». Il pilota di Formula Uno è entusiasta: «Per me è un sogno che diventa realtà. Gestire la macchina della Roma in un campionato così importante con il mio team è un motivo di orgoglio.
Cercheremo di avere una macchina competitiva e già la prossima settimana cominceremo i test a Vallelunga, non vediamo l’ora di cominciare». Il pilota scelto è il romano Enrico Toccacelo, ex collaudatore in F1 per Minardi.
Luciano Spalletti ha fatto i suoi auguri alla vettura con il marchio Roma: «Per far parte di un progetto del genere bisogna aver fatto risultati e questo è merito dei miei ragazzi. Questa competizione avvicinerà i tifosi di calcio a quelli di automobilismo. Una bella iniziativa».
Per la cessione dei diritti del marchio, questa avventura porterà nelle casse giallorosse circa 200.000 euro.
Tre immagini della presentazione della monoposto giallorossa che parteciperà al campionato Superleague Formula. A sinistra, Luciano Spalletti, il pilota Enrico Toccacelo, Giancarlo Fisichella
(responsabile della scuderia), Bruno Conti e il presidente della Superleague Formula, Alex Andrew
giovedì, 31 luglio 2008
Marco Delvecchio è ancora in pista. Pronto a cogliere le occasioni che gli si dovessero presentare. L’ex giocatore della Roma, re dei bomber nei derby contro la Lazio ( 9, record detenuto insieme a Dino da Costa), non si arrende. Anzi, si prepara per nuove avventure. In questi giorni SuperMarco sta effettuando la preparazione con la Pescatori Ostia, formazione promossa la scorsa stagione dal campionato di Promozione a quello di Eccellenza, la più importante categoria regionale.
SOLO SERIE A – La Pescatori Ostia è un’opportunità, ma non il futuro per Marco Delvecchio, che a 35 anni si sente ancora un giocatore integro e in grado di affrontare il palcoscenico più importante: « Mi sto preparando per farmi trovare pronto. Quello che voglio è trovare una squadra di Serie A che punti ancora su di me » . C’è grande determinazione nelle parole di Delvecchio che si sente ancora, a pieno titolo, un giocatore professionista: «Ancora da Serie A? Assolutamente sì » . E allora Delvecchio non sta lesinando l’impegno. Dopo un anno trascorso ad allenarsi a Trigoria per riprendersi al meglio fisicamente, Marco ha risfoderato tutta l’umiltà e la generosità che lo hanno fatto amare dai tifosi giallorossi e si è messo a disposizione dello staff tecnico della Pescatori Ostia per affrontare insieme la preparazione precampionato.
ESEMPIO - « Un onore averlo con noi, ma soprattutto un esempio per tutti i nostri ragazzi » come sottolinea il direttore generale della Pescatori Matteo Davello. Delvecchio ha scelto la società di Ostia perché come ha spiegato lo stesso giocatore
« siamo grandi amici » e non è un caso che l’ex romanista già lo scorso 1 giugno fosse in tribuna per assistere a Pescatori Ostia-Fonte Nuova, la sfida che ha riportato i gialloverdi in Eccellenza.
RINATO – Delvecchio ha ricominciato a lavorare a pieno regime.
I problemi fisici che lo avevano costretto a rescindere il suo contratto con l’Ascoli, l’ultima società di serie A nella quale ha militato dopo Inter, Udinese, Roma, Brescia e Parma, sono ormai un lontano ricordo. Eppure la sfortuna negli ultimi anni si è accanita su Delvecchio. Prima un infortunio al ginocchio, poi un’operazione di pulizia al tendine d’Achille e quindi una tromboflebite al polpaccio causata da un massaggio sbagliato. Infortuni che hanno rischiato di mettere a rischio la sua carriera. Delvecchio però non si è mai arreso e soprattutto non ha mai accettato soluzioni di compromesso. O la serie A o niente. Lo ha ribadito a più riprese. L’ultima gara ufficiale Marco l’ha giocata il 18 aprile 2007, Ascoli Milan 2- 5. L’ultimo gol risale invece al 25 ottobre 2006 e, ironia del destino, lo ha segnato proprio contro la sua Roma, la squadra con la quale ha giocato per 10 stagioni e con alla quale ha legato i momenti più belli della sua carriera. Lui è convinto che non siano quelle le date finali della sua carriera. Sta facendo di tutto, con la grinta del campione per dimostrarlo. Per farsi trovare pronto per una nuova avventura.
«Voglio tornare a giocare in serie A Mi sto preparando con questi amici per farmi trovare pronto» Superato l’infortunio che ha rischiato di mettere fine alla carriera, l’attaccante lancia la nuova sfida
VOGLIA DI RIPARTIRE
Marco Del Vecchio, 35 anni, ex Roma
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