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venerdì, 17 aprile 2009
«Quest’anno ho sbagliato, ma ai tifosi farò vedere che tornerò quello che hanno potuto apprezzare le stagioni precedenti»

Che questo non sia proprio l’anno migliore di Doni, da queste parti lo si era capito da un pezzo, l’ultima conferma è arrivata giusto sabato scorso, quattro gol subiti nel derby che fanno quarantasei in stagione. Ieri, tanto per non farsi mancare niente, Doni è rimasto a casa, influenza, febbre, uno stato di spossatezza notevole. Visto il recente passato, qualcuno potrebbe pure pensare male. E’ sulla strada sbagliata. Perché Doni potrà pure avere mille difetti, ma certo non quello di tirarsi indietro quando le cose non vanno bene. La febbre è vera, accertata, sicura.
E, per il resto, il portiere brasiliano ha una straordinaria voglia di prendersi una rivincita, e qui a Roma voglio prendermela, quest’anno ho sbagliato, ma ai tifosi della Roma voglio far vedere che tornerò il Doni vero, quello che hanno conosciuto nelle precedenti tre stagioni. Così in questi giorni post derby, i più difficili per il brasiliano da quando è sbarcato a Trigoria, ha spiegato al suo procuratore, Uccio Colucci, ribadendo la sua voglia di continuare a vestire la maglia giallorossa pur di fronte alla marea montante ( in qualche occasione pure premeditata) delle critiche che lo stanno coinvolgendo.
Domenica, contro il Lecce, quasi sicuramente Doni non sarà in campo. Non tanto per la febbre, quanto per quel problema al ginocchio che lo sta tormentando, tra alti e bassi, addirittura dal novembre del 2007, un’eternità insomma. Questo fastidio al ginocchio in pratica in questa stagione non ha mai consentito al giocatore di allenarsi. Sin dall’inizio, tanto è vero che la preparazione precampionato non l’ha fatta, disertando tutte le amichevoli estive, tornando a comparire solo in occasione della sfida di Supercoppa contro l’Inter a San Siro. Ma sempre con quel ginocchio dolorante. Tanto è vero che all’epoca il portiere si sottopose a una visita specialistica privata con tanto di esami che evidenziarono un piccolo buco nella cartilagine del ginocchio.
Per curarlo si scelte la strada dei fattori di crescita chiedendo preventivamente l’autorizzazione prima alla procura antidoping poi alla Wada (l’ente mondiale che sovrintende le questioni sul doping). Ottenuto, Doni ha avuto effettivamente dei vantaggi da questa cura, ma la situazione non è mai di fatto tornata nella normalità. E questo per lui ha voluto dire non potersi quasi mai allenare, per poi dare comunque la disponibilità a scendere in campo in occasioni delle partite ufficiali.
Probabilmente questa generosità, apprezzata molto dallo staff tecnico, si è rivelata un boomerang perché ai massimi livelli del calcio, se non ti alleni o sei Maradona oppure paghi dazio. E Doni lo ha pagato disputando una stagione decisamente al di sotto delle qualità che aveva evidenziato nelle tre stagioni precedenti, qualità che lo avevano portato anche a vincere una Coppa America da titolare con il Brasile e che, oggi, comunque, gli garantiscono la fiducia di Carlos Dunga come vice di Julio Cesar, titolare inamovibile della Seleçao.
Nel recente passato, oltretutto, Doni ha avuto anche una discussione con Luciano Spalletti, discussione poi rientrata dopo che i due si sono chiariti, ma nata proprio per il rendimento sorprendentemente in negativo del brasiliano. Che, adesso, prima di ogni altra cosa vuole guarire e poi puntare a prendersi la sua rivincita con la maglia della Roma, almeno fino al 2012 come da contratto da oltre due milioni netti a stagione. Una cifra che, oltretutto, se mai volesse andare via, gli circoscriverebbe assai il mercato.
Ieri è stato ancora una volta bloccato da problemi fisici: non si è allenato per colpa di un attacco febbrile Domenica con il Lecce probabilmente non ci sarà, per il fastidio al ginocchio che lo tormenta dal 2007 Ha pagato spesso la sua generosità: non si è mai tirato indietro anche quando non stava bene E il rendimento è calato
venerdì, 20 marzo 2009

La Roma ha reso note le modalità di vendita dei biglietti per il derby di sabato 11 aprile, ore 15. I biglietti dei settori di Curva Sud e Distinti Sud saranno riservati in opzione agli abbonati della A.S. ROMA di pari settore per la stagione in corso. ogni abbonamento darà diritto all’acquisto di un solo biglietto della stessa tipologia di settore e fino ad esaurimento. Pertanto gli abbonati di curva sud e curva nord potranno acquistare esclusivamente biglietti di curva sud mentre gli abbonati di distinti sud e distinti nord esclusivamente tagliandi di distinti sud. Inoltre, per l’acquisto dei tagliandi sarà necessario esibire l’abbonamento in originale con un documento di riconoscimento e dovrà essere obbligatoriamente consegnata una fotocopia leggibile della tessera.
I tagliandi saranno acquistabili resso le ricevitorie Lis Lottomatica abilitate, la biglietteria del Gran Teatro e i Roma Store, dalle 12 di martedì 31 marzo alle 20 di mercoledì 1 aprile per quanto riguarda gli abbonati di Curva Sud e Nord; dalle 12 di giovedì 2 aprile alle 20 di sabato 4 aprile per gli abbonati dei Distinti Sud e Nord; dalle 12 di lunedì 6 aprile la vendita libera degli biglietti rimanenti di Curva e Distinti Sud. Gli abbonati A.S. ROMA 2008/2009 di Tribuna Monte Mario e Tribuna Tevere potranno acquistare fino ad esaurimento il biglietto presso le ricevitorie Lis Lottomatica abilitate a partire da lunedì 6 aprile nei settori riservati di Tribuna Montemario lato Sud INGR. 11BS E 11BD e Tribuna Tevere lato Sud INGR. 25AL, 25AD, 27AD E 27BD.
I PREZZI
CURVA SUD € 20,00
DISTINTI SUD € 30,00
TRIBUNA MONTE MARIO LATO SUD € 110,00
TRIBUNA TEVERE LATERALE LATO SUD € 55,00.
mercoledì, 19 novembre 2008

«La vittoria di stasera ci ridà entusiasmo ed è questa la cosa più importante». Spalletti è contento del derby vinto. E ci mancherebbe altro. I tre punti ridanno fiato ad una Roma in affanno e molto indietro in classifica. La vittoria contro la Lazio, però, può cambiare la stagione. «Vincere una partita come questa può esserci d'aiuto - ha detto Spalletti -. Abbiamo disputato una gara coraggiosa, siamo stati in campo con equilibrio dimostrando forza e grande personalità. Avete visto Baptista? Ha giocato benissimo nel suo ruolo naturale di trequartista».
La Lazio però ha fatto paura e in alcuni momenti ha chiuso la Roma nella propria metà campo, soprattutto nella ripresa. «E' vero, loro hanno reagito molto bene, con grande determinazione. I giocatori davanti non davano riferimenti a nessuno. E' stato difficile trovare le misure contro la loro velocità. Cosa cambia dopo questa vittoria? Mi auguro che ora i timori svaniscano. I nostri tifosi tenevano particolarmente a questa sfida e noi volevamo ripagarli con una vittoria. Ci siamo riusciti, per fortuna».
La chiave è l'entusiasmo. «Ora l'abbiamo recuperato - ha concluso il tecnico della Roma -. Non dobbiamo più fermarci. Zarate? Un bel giocatore ma non è vero che è stato offerto alla Roma. Ora festeggerò a casa, assieme ai miei figli».
PANUCCI - «Il derby è arrivato in un momento difficile e il fatto di averlo vinto dimostra che questa squadra c'è ancora». Christian Panucci non ha dubbi: la Roma c'è ancora. «Ho due dediche per questa vittoria: una ai tifosi e l'altra al presidente Franco Sensi. Era la prima volta che giocavamo un derby senza di lui, credo che sarà contento di questa prestazione. Io arrabbiato dopo la sostituzione? Ma no. Per carattere io sono uno che vuole sempre giocare ma con Spalletti va tutto bene. Zarate? E' svelto, imprevedibile, un giocatore che sull'uno contro uno può fare la differenza».
DONI - «Tranquilli, la squadra c'è e stasera l'ha dimostrato». Doni festeggia assieme a tutti i suoi compagni la vittoria nel derby. Tre punti che rilanciano la Roma: «La parata sull'occasione di Pandev? E' stata bella. La cosa più importante è che la squadra ha ritrovato la grinta e sono convinto che continueremo a vincere e torneremo come prima. Baptista uomo del destino? Non gli ho detto nulla. Eravamo tutti felici, sono contento per lui e per la squadra».
DE ROSSI - «Dovevamo vincerla per forza questa partita e per fortuna l'abbiamo fatto». Daniele De Rossi saluta il successo nel derby ma lo vede da un'altra prospettiva: «Dobbiamo ripartire da questa serata e continuare su questa strada. Cominciamo a entrare in forma tutti quanti e i risultati si vedono. A Bologna siamo stati sfortunati ma qualcosa sta cambiando in meglio, è evidente. I tifosi? Eccezionali come al solito».
mercoledì, 19 marzo 2008

Il derby di Roma, detto anche derby del “Campidoglio”, derby “capitolino” o ancora del “Cupolone”, è la sfida calcistica tra le due più importanti squadre della capitale italiana: Roma e Lazio. La prima curiosità che salta in mente è quella che riguarda proprio la partita di mercoledi 19/03/08. Sarà la prima che si disputerà alle 21.15, orario sicuramente insolito per il campionato italiano. “Sfogliando” la storia, vediamo che, il primo derby tra Roma e Lazio venne giocato l'8 dicembre del 1929 sul campo della "Rondinella" e fu vinto dalla formazione giallorossa con un gol di Rodolfo Volk al 73'. La Lazio vinse per la prima volta il derby il 23 ottobre 1932, battendo la Roma per 2-1, grazie alle reti di De Maria al 4' e Castelli all'83'. Volk, al 18', segnò il momentaneo pareggio per i giallorossi. Lo stadio Olimpico fu per la prima volta il campo di “battaglia” del derby capitolino il 29 novembre 1953. Il risultato finale fu 1-1 con gol di Galli (Roma) al 19' e Vivolo (Lazio) al 41'. Molto insolito è ciò che avvenne l’11 marzo 1956. Il derby in programma subisce un incredibile rinvio per neve, evento senza precedenti nella storia del calcio romano. La Lazio vincerà per 1-0 il recupero, che si disputò quasi un mese dopo. Quella gara venne diretta dall’arbitro romano Orlandoni. Altrettanto ricco di curiosità, fu il derby di Coppa Italia del 1969/70 in casa della Lazio. La partita venne interrotta a causa di un black-out dell'energia elettrica all'interno dello stadio Olimpico. La vittoria venne data 2-0 a tavolino alla Roma, poiché la società biancoceleste venne ritenuta responsabile del mal funzionamento degli impianti. Dato che giocava in casa, la Lazio, era l'organizzatrice dell'incontro e quindi doveva provvedere alla messa in sicurezza di tutto l’impianto.
Tristemente passato alla storia, fu il derby del 28 ottobre 1979. In quell’occasione il mondo del calcio, e non solo, pianse il secondo morto italiano vittima della violenza negli stadi. A perdere la vita fu un sostenitore della Lazio, Vincenzo Paparelli. Egli fu ucciso da un razzo nautico per segnalazioni luminose sparato da un ventenne tifoso della Roma, che attraversò tutto il campo di gioco da un lato all'altro cadendo proprio sulla testa della vittima. Il 17 dicembre 2000 la Roma vince il derby grazie ad un autogol di Negro. Avvenimento che, oltre a determinare uno “sfottò” indimenticabile per i tifosi giallorossi, ha anche pochi precedenti. Il più antico dei quali risale all’anno del primo scudetto della Roma (stagione 41/42) quando la squadra giallorossa si impose su quella biancoceleste con il punteggio di 2-1 grazie ad un'autorete del laziale Faotto, proprio negli ultimi secondi della gara. Un evento più unico che raro, si verificò nel derby del 21 marzo 2004. Tre tifosi della Roma scavalcarono la vetrata che li divideva dal campo e chiesero al capitano dei giallorossi, Francesco Totti, di interrompere la partita a causa della presunta morte di un bambino. Si diffuse sugli spalti, infatti, la voce infondata circa la morte di un ragazzino che sarebbe stato investito da una camionetta della polizia. Nonostante l'ufficiale smentita da parte della polizia, diffusa tramite gli altoparlanti dello stadio, gli spettatori non credettero alle forze dell’ordine Dopo 25 minuti di sospensione della partita, l'arbitro Rosetti, a seguito di una consultazione telefonica con il presidente della Lega Calcio Galliani, decise di interrompere definitivamente la partita. La Roma riuscì, battendo la Lazio nel derby del 26 febbraio 2006, a stabilire il record assoluto di vittorie consecutive in Serie A, ben 11. Record che venne battuto dall’Inter l’anno dopo.
La stracittadina romana è piena di aneddoti legati ai giocatori e allenatori. Cominciando proprio da quest’ultimi, è da sottolineare che su entrambe le panchine sedettero due fra i tecnici che più hanno fatto discutere l’ambiente romano: Sven Goran Eriksson e Zdenek Zeman. Il primo guidò la Roma nel dopo Liedholm nella stagione 85/86. Più di dieci anni dopo, nel 1998, lo svedese fu ingaggiato dai biancocelesti con cui vinse il secondo scudetto della loro storia. Più repentino e meno indolore il trasferimento di Zeman: il boemo, dopo aver entusiasmato per due anni e mezzo l’Olimpico laziale, ferito nell’orgoglio dall’esonero dell’allora presidente Cragnotti, decise di accettare la proposta di Sensi e prendersi la rivincita con la Roma.
Considerata l’acerrima rivalità tra le due società, non sono molti i giocatori che vestirono entrambe le maglie. Inizialmente fu Fulvio Bernardini a giocare sia nella Lazio che nella Roma, anche se militava con i biancazzurri nel periodo in cui la Roma ancora doveva essere fondata. Altri doppi ex sono stati lo svedese Selmosson, l’unico in grado di segnare ad entrambe le squadre, Cordova, Malgioglio, Domini, Manfredonia, Di Mauro, Di Biagio, Mihajlovic, Colonnese, Peruzzi, Fuser, Muzzi e in ultimo Siviglia.
mercoledì, 19 marzo 2008
martedì, 18 marzo 2008

Mercoledì 19 marzo 2008, Lazio e Roma scendono “in campo con il sorriso”.
Si chiama infatti Gimme Smile – Tifosi del Sorriso, il progetto di solidarietà che vede le due squadre capitoline schierate in prima fila, unite dalla volontà di promuovere i temi di pace e amicizia, in occasione della stracittadina che si disputerà in un orario insolito, alle 21.15.
Obiettivo dell’iniziativa è quello di promuovere la raccolta fondi per aiutare le persone in difficoltà – in particolare i bambini – attraverso l’utilizzo delle coterapie.
Le coterapie (come la terapia del buonumore, la pet therapy, la musicoterapia e molte altre), oggi riconosciute ufficialmente dalla scienza, convivono accanto alle cure mediche tradizionali e sono di grandissimo aiuto nel trattamento di bambini e adulti colpiti da particolari patologie.
Gimme Smile sarà presente all’interno dello stadio Olimpico con le due mascotte dell’iniziativa e con il gadget “Manona”, simbolo della campagna, che ogni spettatore troverà sui sedili dello stadio e che potrà indossare su una mano per salutare con un sorriso e al tempo stesso con una richiesta di sorriso, la tifoseria tutta e le squadre in campo.
Prima dell’appuntamento calcistico, domenica 16 marzo 2008 si svolgerà a Roma, nel complesso di Parco Leonardo, la prima edizione dell’evento “Tifosi del Sorriso, Derby Lazio-Roma di calcio balilla”, una divertente gara organizzata dalla Federazione Italiana Calcio Balilla con lo scopo di lanciare una grande sottoscrizione tra tifosi della Lazio e della Roma. È previsto anche l’allestimento di un grande bigliardino da 11 contro 11 per intrattenere il pubblico in una giornata di sport e divertimento.
La manifestazione di domenica si concluderà con lo Smile Party, una cena di beneficenza presso il Ristorante Caffè Lo Zodiaco, alla quale parteciperanno personaggi dello spettacolo e del mondo dello sport.
Durante la serata si svolgerà il Derby Vip di Calcio Balilla aperto a tutti i partecipanti alla cena.
Lazio e Roma, avversarie sul campo, si ritroveranno ancora una volta insieme per promuovere i temi di solidarietà e speranza propri dell’evento Gimme Smile–Tifosi del Sorriso: la cultura del sorriso contro la violenza, perché il mondo dello sport possa mostrare di nuovo il suo vero volto, un sano spirito competitivo, pacifico e socializzante.
mercoledì, 12 marzo 2008

«Ma lei ci ha parlato mai con la Sensi? Non scherziamo, poveretta!»: il derby di ritorno è cominciato così, con dieci giorni d’anticipo. Il calcio d’inizio è di Claudio Lotito. Che, si sa, a volte parla a calci o, se preferite, tira fuori le parole a calci. L’occasione, è arrivata con un’intervista a La Stampa. La Roma incassa con apparente nonchalance. Bolle furiosa, ma nella sua pentola, a Trigoria. Non si tratta di diplomazia, ma di intelligenza: come rispondere a un insulto personale quando la persona significa anche AS Roma e centinaia di migliaia di tifosi avvelenati? Meglio un silenzio...armato.
Non è la prima volta che tra vertici di Lazio e Roma si scivola sul buon gusto. Durante le celeberrime intercettazioni che scatenarono calciopoli, ci fu una eloquente parentesi tra il presidente della Lazio e Moggi. Lotito: «Hai messo sotto botta Sensi? Mi vie’ da ride’, hai fatto bene, ma vaffa...». E Moggi: «No, ma questo poverino adesso è out completo, guarda, coi soldi, co’ tutto». E Lotito: «So tutto, so tutto». Perfetto e informatissimo gentleman.
Rosella Sensi (18 luglio 2006), non certo ben disposta da quell’uscita di Lotito, si lasciò sfuggire: «Se mi dispiace vedere la Lazio in serie B? Da dirigente mi spiace non fare il derby il prossimo anno, ma come tifosa non mi dispiace affatto».
Vecchie ruggini, dunque, messe da parte soltanto per i sorrisi dedicati alle foto ufficiali. Ma stavolta c’è il derby alle porte (mercoledì 19, in notturna: alle 21,15). E Lotito si è reso protagonista di un attentato, speriamo soltanto al buon gusto. Perché, se la Roma non replica, fuori il popolo giallorosso ha scatenato allarmanti tam-tam che non sfuggiranno all’Osservatorio del Viminale. Buon derby, preside’.
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