| |
|
|
Home » francesco tottiTag correlati: as roma, campionato di serie a, trigoria news, ritiro pre-campionato, unico grande amore, champions league, calciomercato, roma ti amo, supercoppa italiana, roma, luciano spalletti, grazie roma, rosella sensi, la societĂ , amichevoli
domenica, 15 novembre 2009
Francesco Totti, con il nuovo contratto in tasca, corre verso il rientro con il Bari, il 22 novembre all’Olimpico e, chissà, anche verso il mondiale, a giugno in Sudafrica.
Il capitano sta alzando il ritmo a Trigoria: ripetute sui 300 metri, gradoni e palestra. Per divertirsi, al chiuso, anche qualche calcio al pallone. Si allenerà pure oggi. E domani (o lunedì: rispetto ai compagni riposerà solo un giorno), prima di tornare a lavorare in gruppo quasi sicuramente martedì, giorno della ripresa della squadra.
C’è sempre grande curiosità attorno a Totti. E impazienza per l’annuncio più atteso: il rinnovo sino al 2014. Il più sereno sulla questione contrattuale è proprio il diretto interessato. Perché Francesco, mercoledì 4 novembre a Villa Pacelli, non ha messo una firma sotto il nuovo accordo, ma addirittura tre. Tanto per stare più sicuro. La triplice intesa, perché di tale patto si tratta, è già siglata sia da entrambe le parti: Rosella Sensi e appunto Francesco. E nessuno si può più tirare indietro. Insomma, manca solo l’ufficialità della Roma con un comunicato sul sito e l’invio della documentazione in Lega per depositare il nuovo contratto per le prestazione sportive. Di interessante, se un giorno ci sarà spiegato dalla proprietà, sarà il mistero, o semplicemente il motivo, dello slittamento della fumata bianca. L’ultima ipotesi: farla coincidere con il rientro in campo del giocatore. Ma è solo una delle tante.
Di sicuro restano le tre firme di Totti. La prima è quella che più da forza alla Roma che vuole tornare in Champions. E’ il prolungamento del contratto da calciatore, in scadenza il 30 giugno 2010. Il nuovo accordo legherà Francesco al club giallorosso sino al 30 giugno 2014. Dai 5 milioni e 800 mila euro netti a stagione, l’ingaggio scenderà a 5 milioni netti all’anno. La seconda sigla è quella per i diritti di immagine. Un’intesa identica a quella già in essere. Il capitano continuerà a poterli gestire in proprio, tranne quelli legati al merchandising della società giallorossa, cioè quelli dei prodotti in vendita nei Roma store. La terza e ultima firma è il secondo quinquinnale concessogli dalla Sensi. Il contratto da dirigente, con scadenza il 30 giugno 2019, nel quale però non compare la retribuzione che è ancora da definire. Perché Totti sarà dirigente dell’area tecnica, ma oggi non si può sapere quale ruolo andrà a occupare: a seconda del compito che gli verrà assegnato, riceverà un determinato compenso. Ed è in questo accordo che compare una scrittura privata che, nel caso in cui Francesco decidesse di smettere prima del 30 giugno 2014, può antipare l’inizio della carriera dirigenziale del giocatore.
Sistemato il nuovo contratto, ora Totti può concentrarsi sull’attività agonistica. Le prestazioni nella Roma lo possono riportare in Nazionale. Per Lippi è l’attaccante di scorta: se a marzo/aprile avrà bisogno di Francesco, lo chiamerà. Ancora è presto per sapere come starà il capitano in primavera. E Lippi non può bruciare le punte che stanno lottando per un posto tra i 23 convocati per il Sudafrica.
Daniele De Rossi, dopo aver passato la notte al Gemelli, è rimasto in ospedale anche ieri, per precauzione: ricoverato per una colica renale, prima di essere dimesso (probabilmente in giornata) dovrà ultimare i controlli.
Intanto Dunga fa sapere: «Il caso Juan verrà sottoposto all’attenzione della Fifa».
sussurrato da: Totticorederoma alle ore 17:13
Permalink | commenti (1)
categoria: roma, as roma, presidente, la societĂ , francesco totti, trigoria news, grazie roma, rosella sensi, roma ti amo, rinnovi contrattuali, rinnovo dei contratti, i tifosi
domenica, 08 novembre 2009
Il capitano della Roma Francesco Totti a Rai Due:
"Non mi sono mai pentito di essere rimasto a Roma. Ho fatto una scelta di cuore, questi sono i miei valori, quelli con cui sono nato e con cui morirò".
Chiameresti Cassano in nazionale?
"Se continua a giocare come sta facendo ora lo convocherei, ma se cambiasse il suo atteggiamento fuori dal campo... Io e lui non ci frequentiamo da quattro anni, quindi non so com'è adesso. Non abbiamo mai avuto confronti particolarmente duri. Semplicemnte quando c'è qualcosa che non va lui non ti parla più. Ma in fondo è un buono".
Torneresti in nazionale?
"Prima o poi della nazionale ne parlerò con Lippi. Lo considero un grande allenatore, e anche un grande uomo. Quando mi sono rotto la caviglia alla vigilia dei Mondiali del 2006 lui venne da me e mi disse "Ti aspetto fino all'ultimo".
Un ricordo in nazionale: il cucchiaio a Van Der Saar. Lo rifasresti?
"Lo farei di nuovo, anche se all'epoca ero giovane. Prima di farlo lo dissi a Maldini quando eravamo a centrocampo. Mi prese per matto".
Il momento della Roma?
"Non è un gran momento per noi. ma è in queste situazioni che si vede il carattere dei giocatori. Abbiamo un gruppo di grande carattere e anche con questi giocatori, con questa rosa possiamo tiraci su".
Come si troverebbe con Mourinho allenatore?
“Io penso bene, perché è una persona diretta, dice ciò che pensa. A volte esagera ma ha un carattere che lo porta ad essere aperto, espansivo. L’Inter si è rafforzata, ha dato via un grande campione ma ne ha comprati altri quattro. Già era forte prima, ora ha trovato un organico completo, una rosa più forte anche di quella di due anni fa. Sarà difficile batterla”.
Capello ha detto che il calcio è in mano agli ultrà.
“Il calcio è sicuramente cambiato rispetto a prima, allo stadio si andava solo per vedere la partita e tifare la propria squadra. Ora c’è la politica, i tifosi. Poi ogni squadra ha i suoi tifosi”.
La ricetta per far tornare le famiglie allo stadio?
“Cambiare il modo di ragionare, prendere esempio dagli gli inglesi come è ultimamente: non si fuma, tutti seduti, tutti composti. È la cosa più bella da vedere in campo e fuori. Anche per i bambini è la cosa più bella aspettare la domenica e vedere le partite, i giocatori, i propri idoli. Privarsi di andare allo stadio perchè ci sono i deficienti che tirano i bomboni, o fanno le risse o fanno a botte o qualche accoltellato...è una vergogna”.
Com’eri da piccolo?
“Carattere ero un paraculo. Non mi fermavo mai, ero socievole. Un po’ pigro, ma lo sono tuttora. L’importante era avere un pallone”.
A scuola come andavi?
“Una volta col motorino, una con l’auto...(ride, ndr) No, normale. Facevo la parte mia. Né più né meno”.
L’idolo che avevi?
“Giannini”.
Era bello...
“Molto. Piaceva anche a me che so maschio. Aveva il fascino del principe, capelli lunghi la maglia della Roma. Poi giocandoci insieme fa un altro effetto”.
Volevi fare altro che non fosse il calciatore?
“A me è sempre piaciuto fare il benzinaio. Un po’ per l’odore della benzina che mi è sempre piaciuto, un po’ perché vedevo i portafogli dei benzinai quando papà pagava e c’erano tanti soldi. Gli dicevo ai miei:’farò il benzinaio’. Loro mi rispondevano: ‘poi capirai...’”
Ti ricordi la prima volta allo stadio?
“La prima volta avevo sette anni, in Tribuna Tevere. Non vedevo nulla, c’era il sole...Vedevo e non vedevo”.
Quando hai iniziato a tirare calci al pallone?
“Ho camminato a otto mesi e a nove avevo già la palla in mezzo ai piedi. Camminavo sulla sabbia di Santo Stefano con il pallone. C’ho pure il filmino, ancora”.
Che padre sei?
“Sono un padre...Un padre-madre. Quando c’è da aiutare Ilary la aiuto volentieri”.
Quando si diventa padre le cose cambiano...
“Le cose sono cambiate, da giovane sei spensierato, ti diverti, non pensi a nulla. con la famiglia invece...”
Sei masi stato un ‘localaro’, uno che va in discoteca?
“Anche se vado in discoteca non ballo, non ho mai ballato. Mi metto là seduto. Poi non è che dici: ‘vai a fare la chiacchiera con gli amici’. In discoteca che chiacchieri? Ballare mi piacerebbe. Non ballo perché tutti ti guardano, ti fanno le foto coi telefonini... All’estero sì, a News York è capitato. Chi te conosce lì...dovrei andarci solo per ballare!”.
Cosa ti piace fare nel tempo libero?
“Nel tempo libero mi piace portare i figli al parco, stare con gli amici, organizzare qualche cena. La play station? Un po’ meno, ora che Cristian sta imparando meno. Ha la passione della formula uno, della Ferrari. Fa finta che porta la macchina. Per avere quattro anni è precoce”.
E Chanel?
“Chanel è paraventa, è già donna. Paravenmta come la madre? Speriamo di no! (ride, ndr)”.
Come ti vedi quando avrà tredici-quattordici anni?
“Non ci voglio pensare, le vedo adesso in giro le ragazzine di tredici quattordici anni i perizomi di fuori. Impazzisco, mi immedesimo nel genitore. Vivi con il fiatone. Hai sempre paura possa succedere qualcosa”.
Per chi voti?
“Io non sono né di sinistra né di destra. Non mi interessa la politica, sono amico di Veltroni, lo vedo, lo sento. Ma della politica non mi interessa. Una carriera politica? Noo, non ci capisco nulla”.
Che farai dopo il calcio?
“Dopo sicuramente farò il dirigente, anche se ancora non so che dirigente farò, però. Piano piano crescerò e valuterò, perché quando cambierò e sarò dirigente sarà tutta un’altra cosa ”.
Come reggete tutta questa pressione tu e Ilary?
“Ci fidiamo uno dell’altro, sappiamo che la gente è invidiosa e arla a vanvera. Ogni due tre mesi o c’abbiamo l’amante, o è incinta, o sono trans o sono ‘froci’...Qualcosa deve uscire”.
Ma ti hanno messo in mezzo a questa vicenda?
“No. Ancora no, per fortuna. Poi mi possono mettere in mezzo a tutto, ma a sta cosa...non c’entrom proprio”.
Che ne pensi di questa vicenda?
“Che è vergognoso. È brutto. Ognuno è libero di fare ciò che vuole. Però che esca una cosa del genere è indegno. Se uno vuole fare qualcosa cosa affari suoi. Sa a cosa va incontro. Ma vita privata è vita privata. Non dovrebbe uscire nulla”.
Vale anche per il discorso di Berlusconi con le escort?
“Beh, quello penso sia un po’esagerato. Ma ognuno la pensa a modo suo. La privacy credo sia giusta per tutti. Se io voglio fare una cosa, o non la voglio fare sono problemi miei. Giusta o sbagliata so quello che faccio, so se è una cosa bella o brutta. Ma rimane tra me e me e basta”.
sabato, 31 ottobre 2009
La conferenza stampa integrale del tecnico Claudio Ranieri, alla vigilia di Roma-Bologna:
Contestazioni, bombe carta, l'allenamento di ieri interrotto...
"Non è stato interrotto l'allenamento di ieri. Qualche bomba l'hanno tirata stanotte, c'è un po' di esasperazione, evidentemente c'è molto amore per la squadra. La gente si chiede il perchè e il per come ed esplode. Anche se non dovrebbero esserci manifestazioni di questo tenore, perchè nei momenti peggiori si vede l'amico e chi ti sta vicino. Bisogna analizzare le tre partite perse, abbiamo creato tanto, sia contro Il Milan che contro l’Udinese. Abbiamo creato tanto e giocato bene. Credo all’altezza della gara con la Fiorentina. Poi non abbiamo fatto gol e non abbiamo vinto. Ai ragazzi l’ho detto: se questo non basta dobbiamo fare di più. Abbiamo una squadra compatta e concentrata che vuole uscire dalla situazione. Quando una squadra non sta bene in casa soffre ancora di più, ha l’ansia del risultato, sente i tifosi non capiscono e iniziano a fischiare Non dovrebbe accadere, i tifosi devono darci una mano. Non stanno vedendo una squadra che non corre. La squadra lotta. Ci sono delle disattenzioni su cui stiamo lavorando. Capisco che subiamo troppi gol e ne stiamo segnando troppo pochi, ma solo con il lavoro se ne viene fuori. Nei momenti difficili la gente ci deve stare vicino”.
Pensava di trovare le difficoltà che sta trovando?
“L’ho sempre detto, le difficoltà ci sono, se cambi l’allenatore ci sono. Io sono venuto con la voglia di far bene e non mi smonto facilmente. Sapevo che sarebbe stato difficile e che serve lottare. So che bisogna essere tutti uniti, vedo che lo spogliatoio, è sano, sereno, di gente che cerca di uscirne fuori, sono fiducioso".
I problemi di Vucinic?
“Se avessi quattro attaccanti come avevo l’anno scorso lo farei riposare. Qui no, lo faccio giocare e spero la gente gli sia vicino”.
È stato utile il ritiro?
“Inutile dire se utile o no. Abbiamo deciso di farlo noi con la squadra. Utile lo vedremo domani. Noi giudichiamo: se si vince va tutto bene. Se si perde va tutto male. Lo vedremo domani. Quello che conta sono i tre punti. Come sempre”.
Come sta Doni?
“Sta bene. Il portiere quanto e più degli altri ha bisogno di giocare. Anche Buffon, il più forte del mondo, lo scorso anno dopo sei mesi di stop ha avuto difficoltà. Insistendo verrà il suo momento d’oro”.
Come sta Menez? Sembrava un giallo il suo infortunio...
“Gli si era staccata un’aderenza di una vecchia operazione. Dopo una piccola corsetta in surplace si è fermato. Ora si è ripreso ed eccolo, è pronto. La polemica? È logico che con tante radio e giornali succede. È uno spogliatoio sano, non ci sono problemi. Si esagera tutto, si esaspera tutto. Vogliamo solo fare bene. Questa è la cosa più importante”.
Come sta Cerci?
“Può avere chance di giocare o di venire in panchina. È stato fermo 13 giorni, ora da tre giorni si allena. Pizarro uguale, sono tre giorni che si allena con noi. Può giocare o venire in panchina. Devo valutare io chi può giudicare, di chi posso fare a meno e di chi non posso”.
Baptista come sta? Può giocare dall’inizio?
“Potrebbe ma non ha i novanta minuti e non ha il ritmo che vorrei. Se gioco con una punta e Perrotta è per fare un determinato gioco. È una scelta tattica”.
Si aspettava le reazioni di Blanc sulle sue dichiarazioni riguardo a Stankovic? Le ha detto che non deve parlare della Juve...
“Infatti non sto parlando, non ho parlato l’anno scorso, non lo faccio ora. Blanc deve stare tranquillo, se volessi ne avrei di cose di cui parlare”.
Dicendo che se avesse quattro punte non farebbe giocare Vucinic non pensa di mancare di rispetto a Baptista e Okaka?
“No, Baptista non è una punta, Okaka sì ma è giovane. Vucinic è superiore”
Non pensa di adattare troppo il modulo all’avversario?
“No, non mi metto a ridosso dell’avversario, mi metto avanti, cerco di batterlo”
Torniamo sul suo "Questa squadra non è mia"...
"Allora, io stimo molto Sconcerti e mi ha fatto una domanda di provocazione l'altra volta, per sondare il clima nello spogliatoio. Tutti sanno che io sono entrato in corsa e quindi la squadra non l''ho fatta io. Ma dal momento in cui ne prendo le redini, io divento il punto di riferimento e la prendo come mia, mi appartiene. I miei giocatori diventano i più forti del mondo e penso solo a loro. Inoltre sono tornato alla squadra di cui sono tifoso, quindi credo di aver detto tutto".
Dopo Udine lei ha detto che manca la serenità...
"Si perchè quando crei tanto e non segni ti manca serenità secondo me. Non è nemmeno un fatto di fortuna e sfortuna, a me di cose storte ne sono successe ma non mi sono mai arreso. Io sono uno che si è fatto da solo e non mi sono mai arreso. Ci sono persone che alle prime difficoltà mollano e poi danno la colpa alla sfortuna. Io non sono così. Io non mi arrendo, la colpa non è degli altri e nostra. Io sono positivo e dobbiamo lottare e mettercela tutta, già da domani. Voglio vedere determinazione e freddezza oltre che voglia di fare e mi auguro che la squadra lo faccia. Siamo in un momento difficile, siamo in difficoltà ed è proprio per questo che bisogna starci vicino niente bombe, niente improperi. Se è vero che siamo una famiglia, quando in famiglia qualcuno sta male, non gli tiri le bombe, gli stai vicino e cerchi di dargli una mano. Ed è questo che chiedo ai tifosi, se amate la Roma e se siete esasperati figurateci quanto lo siamo noi. Noi vogliamo fare meglio e vogliamo fare di più".
Qual è l'anello debole della Roma?
"Ci sono due anelli. Uno che prendiamo gol ed uno che non ne facciamo. I numeri sono chiari. Però la squadra è viva, se Vucinic segnava all'ultimo momento avreste riscritto tutti i pezzi si o no? avreste scritto che abbiamo lottato fino all'ultimo si o no? Questa è la realtà. avremo cambiato tutto no?. La verità è che ci sono molte difficoltà ma io non vedo uno spogliatoio allo sbando. Li vedo decisi e determinati. Non parlo di tranquillità perchè sono romano e so che fine ha fatto tranquillo qui".
Lei è stato inserito in una squadra già costruita...
"Ho 58 anni e sono 58 anni che è mia la Roma. Le cose non si creano oggi o domani, io sto facendo e lavorando. Sono qui per costruire e fare bene. Questa anche è la mia Roma e non la rinnego perchè sto perdendo. Io sono responsabile di questa barca. Io sono l' ammiraglio e mi prendo tutto. Stiamo navigando bene ma facciamo poche miglia. Arriverà il momento".
Che squadra si aspetta domani?
"Si mi aspetto una squadra che giocherà nella propria metà campo, li ho visti e li conosco, inizialmente giocano a viso aperto ma poi si chiudono ai primi affondi avversari. Ho visto un po' di nervosismo contro il Siena. Hanno anche creato qualcosina però senza passare la metà campo praticamente. Mi aspetto una squadra rapida a ripiegarsi e che aspetterà che i nostri tifosi ci fischino cercando di trovarci distratti. Questo non deve accadere. Me lo aspetto dai miei ragazzi, li voglio vedere freddi e glaciali oltre che mettercela tutta. E' una squadra che ha delle individualità".
Come sta Burdisso?
"Non vogliamo dire nulla, ha un problema piccolo al polpaccio, lui vorrebbe spingere ma noi no. Perchè il polpaccio è un muscolo strano".
Lei con che spirito andrebbe allo stadio da tifoso?
"Sicuramente incazzato, perchè voglio di più, ma consapevole che la squadra sta facendo molto e sta sbagliando anche molto. Però noi produciamo di più e tanto. Certo è fastidioso vedere che gli altri magari producono molto meno di noi ma al primo affondo segnano. Allora o ci sentiamo parte di una famiglia. Non voglio tornare ad esempi inglesi ma una volta andai a giocare l'ultima giornata contro una squadra già retrocessa e mi ricordo che tutti i loro tifosi erano in piedi a battere le mani per l'impegno che comunque ci avevano messo. Loro piangevano ma applaudivano. A me ancora vengono i brividi.
Non dico che ci devono applaudire ma che ci diano una mano a stare meglio, ci incoraggiassero, io da tifoso anche incazzato farei così".
sussurrato da: Totticorederoma alle ore 12:57
Permalink | commenti
categoria: roma, as roma, presidente, curva sud, francesco totti, unico grande amore, trigoria news, convocati, claudio ranieri, grazie roma, rosella sensi, john arne riise, numeri e curiositĂ , campionato di serie a, roma ti amo, gli avversari, infortunati, i tifosi
giovedì, 29 ottobre 2009
"NOI, VOI...ESSI"!
In scena troviamo una squadra allo sbando senza
- una guida tecnica capace d trovare il bandolo della matassa;
- senza una guida morale che dovrebbe essere data dalla Società inesistente
- una tifoseria giustamente arrabbiata per i risultati che vanno oltre la peggiore delle immaginazioni.
Credo che sia palese ormai che Mister Ranieri dopo i proclami di quando arrivò alla Roma (So quali sono i problemi della Roma!), in realtà non sappia a che Santo votarsi, definendo anche la Roma come "non sua".
Vorrei portare al Mister il mio esempio: "io sono un supplente nella scuola italiana e ogni anno trovo "classi non mie", che però a settembre lo diventano e se accetto l'impegno (perchè possiamo anche rifiutare) faccio di tutto per plasmarla a mia immagine e secondo le mie regole, non mi permetterei mai alla prima difficoltà di dire che questa classe non è mia perchè non ho inserito io determinati alunni anzichè altri"!
Mister Ranieri, impari che non tutte le squadre sono come il Chelsea o come la Rubentus che hanno possibilità economiche a dir poco infinite e che quando un professionista prende un impegno come quello di allenare la ROMA e non il Parma o il Livorno (con tutto il rispetto per loro), lo si fa sapendo la enorme difficoltà di gestire non solo una squadra con campioni affermati come Totti, De Rossi o Mexes, ma anche di garantire alla tifoseria di essere fieri della squqdra nonostante qualche difficoltà!
Invece lei, caro mister fino ad ora non ha dato nessuna immagine alla squadra, non l'ha plasmata, anzi il gioco ne risente in maniera imbarazzante e la difesa continua a prendere gol ad ogni partita!
La Società come sempre in questi casi si da alla "macchia" e evita di esporsi mentre in realtà la tifoseria chiedono a gran voce il contrario!
Gentile signora Staffoli, impari da i signori De Laurentis, Zamparini o dallo stesso Lotito che sanno fare i presidenti e sanno metterci la faccia non solo quando fa una presentazione di uno stadio( che non si sa quanto sia fanta economia e quanto reale investimento) ma lo fa soprattutto quando la nave imbarca acqua da tutte le parti!
Questo fanno i Presidenti!
Adesso la scelta del ritiro fino a domenica: i nostri giocatori sono troppo viziati per soppportare una scelta simile come lo si è notato lo scorso campionato col ritiro finito in tempi brevi perchè i "poverini" non se la sentivano di sputare sangue per noi che "paghiamo" sotto ogni punto di vista per loro!!!
Per quanto riguarda i tifosi, abbiamo tutte le ragioni di questo mondo per lamentarci e essere arrabbiati per quanto sta accadendo e le 3 "persone" descritte prima devono prenderci in considerazione dandoci il nostro meritato rispetto!
Se ci fosse una Curva unita come ai vecchi tempi invece di avere tanti gruppi frammentati e guidati da "capetti" che se credono "Papi" intoccabili e indiscutibili (e non mi riferisco a Enrico Papi ma a sua Santità...) atteggiandosi da V.I.P., si organizzerebbe una manifestazione "nazionale" di tutti i Roma Club o cmq di tutta Roma e della Regione e faremmo sit-in permanente davanti ai cancelli di Trigoria e non una gita con 500-600 persone come le ultime organizzate.
Richiediamo la formazione del C.U.C.S.!
Il tifo giallorosso unito e forte!
Però un rimprovero bisogna farlo a quelle persone che sono entrate a Trigoria di notte per lasciare scritte interne: quelli sono gesti sbagliati.
Il tifo ok...la rabbia ok...ma rimetterci la pelle o rischiare la galera, no.
Quindi usiamo la testa e il cuore nelle giuste misure.
Ave a voi tutti e speriamo che domenica torni la Roma vera!
Giuseppe
sussurrato da: Totticorederoma alle ore 15:50
Permalink | commenti (1)
categoria: as roma, presidente, editoriale, la società , curva sud, francesco totti, unico grande amore, trigoria news, rosella sensi, roma ti amo, i tifosi, mò parlo io
lunedì, 26 ottobre 2009
lunedì, 26 ottobre 2009
ROMA, 26 ottobre - Continuano le brutte notizie in casa Roma. Francesco Totti si ferma ancora. Il capitano giallorosso in mattinata ha provato ad allenarsi con il gruppo ma dopo trenta minuti, durante la circolazione di palla, il giocatore ha interrotto l'allenamento toccandosi il ginocchio. Totti si è seduto in panchina e ha spiegato a Scaglia e Pradè la sua condizione. Poi ha lasciato il campo scuro in volto. Per lui ulteriore consulto a Villa Stuart con il prof. Mariani. Prima di lasciare Trigoria Totti ha avuto il tempo di conoscere Giampaolo Montali che presto sarà ufficialmente inserito nei quadri societari della Roma.
GIÀ SOTTO I FERRI - Francesco Totti torna ad operarsi al ginocchio. Il capitano della Roma, sottoposto a un nuovo controllo dopo che questa mattina aveva dovuto interrompere l'allenamento, effettua già in giornata un intervento in artroscopia. Il ginocchio destro è lo stesso a cui un anno era stato operato ai legamenti. L'intervento è concluso, ecco il comunicato della Roma:
"In data odierna, il calciatore Francesco Totti è stato sottoposto ad intervento di meniscectomia artroscopica mediale selettiva del ginocchio destro. L'intervento, eseguito dal Prof. Mariani, dopo un percorso terapeutico conservativo, si è reso necessario per la comparsa, durante l’allenamento odierno di ulteriori disturbi. Nel corso dell'intervento non sono state riscontrate lesioni di altra natura (legamentose o cartilaginee).
Il Calciatore, già dimesso questa sera, inizierà il protocollo riabilitativo a Trigoria nella mattinata di domani. Il ritorno all'attività agonistica sarà stabilito sulla base delle risposte funzionali dell’atleta".
mercoledì, 07 ottobre 2009
Il capitano dei giallorossi riprende il suo consueto appuntamento con il Corriere dello Sport-Stadio: «Alla ripresa del campionato ci aspetta un tour de force che ci dirà quanto vale questa squadra: col Milan cercherò di esserci, ma ho preso un grosso spavento. I critici? Io rispondo sul campo»
Francesco Totti scrive per il Corriere dello Sport. Il capitano della formazione giallorossa riprende il suo consueto appuntamento con i lettori del nostro giornale e parla della sua situazione e quella della Roma.
Riprendo la rubrica con il Corriere dello Sport anche quest’anno, come ormai è consuetudine. A 33 anni affronto il mio diciottesimo campionato. Era cominciato in maniera abbastanza negativa per noi, ma stiamo cercando di rimetterci in carreggiata. Siamo partiti con Spalletti e dopo due giornate è arrivato Ranieri. In questo periodo sono state dette tante cose, sono girate troppe voci, si è spesso sparlato e soprattutto qualcuno ha parlato di cose che non sa. Sul mio conto e non solo. Ma io personalmente so come sono fatto, sono una persona trasparente e leale e nel calcio l’unica arma che ho a disposizione è quella di rispondere sul campo. Le prestazioni e i numeri parlano chiaro. Ma sfido chiunque a poter sostenere che nella mia carriera, sia in pubblico che in privato, io abbia parlato male di un dirigente, di un allenatore, di un collega. Qualsiasi cosa avessi avuto da dire a qualcuno l’ho sempre fatto direttamente con l’interessato e questo anche i giornalisti che mi conoscono e che frequentano Trigoria possono confermarlo.
Non seguo certe trasmissioni, ma in questo periodo mi è capitato di vederne una casualmente e mi sono stati riportati i contenuti di altre. Ci sono persone che davanti a un bicchiere di vino o a un piatto di pasta hanno espresso giudizi negativi sul mio conto. Non ci voglio credere, ma se qualcuno ha da muovermi qualche critica sa dove trovarmi. Anche alcuni operatori dell’informazione - ed escludo quelli che mi conoscono e che quotidianamente frequentano Trigoria - hanno detto cose inesatte. Ma questo fa parte del gioco e alcuni di loro hanno costruito la loro professione sul poter parlare male di Totti. Certe persone dovrebbero ringraziarmi e sperare che io giochi il più a lungo possibile, così potranno continuare a fare il loro lavoro. Se a qualcuno di questi commentatori si chiede dove sta Trigoria e come è fatta probabilmente non sanno rispondere. Se la ricordano ai tempi di Viola, ma è passato tanto tempo. A volte mi capita di incontrarli, io posso guardarli negli occhi, mentre loro spesso abbassano lo sguardo, o tutt’al più mi chiedono una maglia.
E adesso un altro argomento che mi sta a cuore. All’interno della società mi sono sempre imposto di avere rispetto delle persone che lavorano, quindi il mio confronto con i direttori Bruno Conti e Daniele Pradè avviene giornalmente su tutte le pro- blematiche. Questo non vuol dire che qualcuno ha comprato i miei silenzi. Tutt’altro, ci sono momenti in cui è corretto parlare pubblicamente ed altri invece in cui conviene fare le proprie valutazioni all’interno di certe stanze. Una cosa che mi manca terribilmente è la presenza dei nostri tifosi in trasferta. Vedere la curva chiusa per il divieto è una cosa che mi rattrista. Spesso in passato attraverso il sostegno dei nostri tifosi siamo riusciti ad avere quella carica in più che ci ha permesso di ribaltare situazioni negative sul campo. Spero di ritrovare al più presto la nostra curva, la mia curva. anche in trasferta.
Questo è un campionato che rispecchia il momento del calcio mondiale, molto fisico e meno tecnico, un calcio nel quale le squadre sono tutte corte e corrono, quindi anche le formazioni meno dotate dal punto di vista tecnico possono impensierire le cosiddette grandi. Credo che attualmente in Italia il miglior calcio lo giocano Udinese e Genoa, dal punto di vista dello spettacolo in Europa il top è il Barcellona. Vedere al comando della classifica la Samp fa un certo effetto, ma chiaramente le squadre che non hanno le competizioni europee sono avvantaggiate.
Un pensiero particolare va a Carlo Ancelotti, che dopo aver vinto tanto in Italia ha portato all’estero il suo metodo di lavoro, basato non solo sui sistemi tecnico- tattici, ma anche sul grande rapporto che ha con i calciatori e credo che i miei colleghi del Chelsea abbiano già apprezzato le sue doti. Tra le squadre che lottano per la salvezza mi ha colpito molto il Chievo, una squadra ben organizzata, ma ci sono anche altre realtà, come il Bari e il Cagliari, che dimostrano di avere un sistema di gioco collaudato.
L’ultima partita è stata la fotografia di quello che vuole Ranieri: andare in campo per lottare, correre, impegnarsi e solo dopo il fischio finale si tirano le somme. Andare in svantaggio in casa e ribaltare il risultato con il Napoli è stata un’impresa, abbiamo dimostrato di essere un gruppo unito, ognuno pronto ad aiutare l’altro. Mi ha fatto molto piacere avere eguagliato Batistuta, ma bisogna guardare avanti, personalmente, ponendomi obiettivi sempre più importanti, anche a lunga scadenza, cercando di fare gol anche nel nuovo stadio della Roma. Ma soprattutto per la squadra, pensando già alla partita di Milano. Cercherò di recuperare da questo infortunio al più presto, anche se mi sono preso un grosso spavento. Alla ripresa ci aspetta un altro tour di force che ci dirà quanto vale la Roma.
sussurrato da: Totticorederoma alle ore 16:57
Permalink | commenti (2)
categoria: roma, as roma, scudetto, francesco totti, unico grande amore, trigoria news, rosella sensi, storia della as roma, campionato di serie a, roma ti amo, europa league
domenica, 04 ottobre 2009
SPERO VI PIACCIA LA MIA ULTIMA CREAZIONE DEDICATA AL NOSTRO IMMENSO CAPITANO!
Francesco Totti aggancia Gabriel Batistuta all'ottavo posto della classifica marcatori di tutti i tempi in serie A. Con la doppietta segnata oggi al Napoli il capitano della Roma ha raggiunto l'ex bomber della Fiorentina che poi divenne suo compagno di squadra (e nel 2001 fu scudetto). Sia Totti sia 'Batigol' hanno segnato 184 reti.
Questa la classifica aggiornata dei superbomber di sempre nella massima serie: 1. Silvio Piola 274 reti 2. Gunnar Nordhal 225 3. Giuseppe Meazza 216 3. Josè Altafini 216 5. Roberto Baggio 205 6. Kurt Hamrin 190 7. Giuseppe Signori 188 8. Gabriel Batistuta 184 . Francesco Totti 184 10. Giampiero Boniperti 178
domenica, 13 settembre 2009
Ok...Roma ha vinto, come direbbe Massimo Decimo Meridio, ma in che modo e con che difficoltà?
S'è puntato molto sul difensivismo sperando che poi là davanti Totti con Pizarro (inguardabile a tratti) cavassero un ragno dal buco in una difesa quella Senese che lo scorso torneo è stata la sesta del campionato!
GIoco offensivo bloccato su azioni centrali che la difesa bianconera ha gestito con poche difficoltà, che invece ha avuto la Roma alla prima azione che ha trovato la difesa sguarnita portando all'1 contro 1 Maccarrone (che non segnerà molto ma davanti alla porta diventa un vampiro) e Mexes che ultimamente pensa è il simbolo delle difficoltà difensive di questo campionato (7 gol subito in 3 partite -senza aggiungere le reti subite in Europa League).
Il gioco sulle fascie in questo "bloccare" le zone non è mai stato fatto portando così in difficoltà Totti e Baptista (quest ultimo stanchissimo) a creare difficoltà concrete a Vergassola e compagni.
Forse se Ranieri avesse inserito Riise prima e un Guberti o un Cerci sulla fascia destra probabilmente il gioco ne avrebbe giovato.
Vucinic comunque è l'unico che ha movimenti da attaccante e s'è visto.
Proviamo a vedere il bicchiere mezzo pieno, ma le difficoltà sono evidenti.
Da sottolineare poi la maleducazione e il poco rispetto dei tifosi Senesi che si sono resi protagonisti di un gesto contro Daniele De Rossi spiacevole e di cattivo gusto.
Da evidenziare la bella prestazione di Capitan Totti, di De Rossi e di Vucinic che ha subito inciso appena entrato in campo nonostante la stanchezza dopo le 2 partite della nazionale in cui ha giocato per 180 minuti!
Settimana prossima ancora Toscana: all'Olimpico arriverà la Fiorentina che ha fame di successi e un Gilardino in forma, prima però ci sarà la partita di Europa League, quindi urliamo assieme: FORZA ROMA, NON SARAI MAI SOLA!!!
Buona settimana a tutti
Giuseppe
sussurrato da: Totticorederoma alle ore 16:47
Permalink | commenti
categoria: approfondimenti, as roma, curva sud, francesco totti, unico grande amore, daniele de rossi, john arne riise, campionato di serie a, roma ti amo, phillippe mexes, mò parlo io
mercoledì, 09 settembre 2009
|
|