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sabato, 31 ottobre 2009
La conferenza stampa integrale del tecnico Claudio Ranieri, alla vigilia di Roma-Bologna:
Contestazioni, bombe carta, l'allenamento di ieri interrotto...
"Non è stato interrotto l'allenamento di ieri. Qualche bomba l'hanno tirata stanotte, c'è un po' di esasperazione, evidentemente c'è molto amore per la squadra. La gente si chiede il perchè e il per come ed esplode. Anche se non dovrebbero esserci manifestazioni di questo tenore, perchè nei momenti peggiori si vede l'amico e chi ti sta vicino. Bisogna analizzare le tre partite perse, abbiamo creato tanto, sia contro Il Milan che contro l’Udinese. Abbiamo creato tanto e giocato bene. Credo all’altezza della gara con la Fiorentina. Poi non abbiamo fatto gol e non abbiamo vinto. Ai ragazzi l’ho detto: se questo non basta dobbiamo fare di più. Abbiamo una squadra compatta e concentrata che vuole uscire dalla situazione. Quando una squadra non sta bene in casa soffre ancora di più, ha l’ansia del risultato, sente i tifosi non capiscono e iniziano a fischiare Non dovrebbe accadere, i tifosi devono darci una mano. Non stanno vedendo una squadra che non corre. La squadra lotta. Ci sono delle disattenzioni su cui stiamo lavorando. Capisco che subiamo troppi gol e ne stiamo segnando troppo pochi, ma solo con il lavoro se ne viene fuori. Nei momenti difficili la gente ci deve stare vicino”.
Pensava di trovare le difficoltà che sta trovando?
“L’ho sempre detto, le difficoltà ci sono, se cambi l’allenatore ci sono. Io sono venuto con la voglia di far bene e non mi smonto facilmente. Sapevo che sarebbe stato difficile e che serve lottare. So che bisogna essere tutti uniti, vedo che lo spogliatoio, è sano, sereno, di gente che cerca di uscirne fuori, sono fiducioso".
I problemi di Vucinic?
“Se avessi quattro attaccanti come avevo l’anno scorso lo farei riposare. Qui no, lo faccio giocare e spero la gente gli sia vicino”.
È stato utile il ritiro?
“Inutile dire se utile o no. Abbiamo deciso di farlo noi con la squadra. Utile lo vedremo domani. Noi giudichiamo: se si vince va tutto bene. Se si perde va tutto male. Lo vedremo domani. Quello che conta sono i tre punti. Come sempre”.
Come sta Doni?
“Sta bene. Il portiere quanto e più degli altri ha bisogno di giocare. Anche Buffon, il più forte del mondo, lo scorso anno dopo sei mesi di stop ha avuto difficoltà. Insistendo verrà il suo momento d’oro”.
Come sta Menez? Sembrava un giallo il suo infortunio...
“Gli si era staccata un’aderenza di una vecchia operazione. Dopo una piccola corsetta in surplace si è fermato. Ora si è ripreso ed eccolo, è pronto. La polemica? È logico che con tante radio e giornali succede. È uno spogliatoio sano, non ci sono problemi. Si esagera tutto, si esaspera tutto. Vogliamo solo fare bene. Questa è la cosa più importante”.
Come sta Cerci?
“Può avere chance di giocare o di venire in panchina. È stato fermo 13 giorni, ora da tre giorni si allena. Pizarro uguale, sono tre giorni che si allena con noi. Può giocare o venire in panchina. Devo valutare io chi può giudicare, di chi posso fare a meno e di chi non posso”.
Baptista come sta? Può giocare dall’inizio?
“Potrebbe ma non ha i novanta minuti e non ha il ritmo che vorrei. Se gioco con una punta e Perrotta è per fare un determinato gioco. È una scelta tattica”.
Si aspettava le reazioni di Blanc sulle sue dichiarazioni riguardo a Stankovic? Le ha detto che non deve parlare della Juve...
“Infatti non sto parlando, non ho parlato l’anno scorso, non lo faccio ora. Blanc deve stare tranquillo, se volessi ne avrei di cose di cui parlare”.
Dicendo che se avesse quattro punte non farebbe giocare Vucinic non pensa di mancare di rispetto a Baptista e Okaka?
“No, Baptista non è una punta, Okaka sì ma è giovane. Vucinic è superiore”
Non pensa di adattare troppo il modulo all’avversario?
“No, non mi metto a ridosso dell’avversario, mi metto avanti, cerco di batterlo”
Torniamo sul suo "Questa squadra non è mia"...
"Allora, io stimo molto Sconcerti e mi ha fatto una domanda di provocazione l'altra volta, per sondare il clima nello spogliatoio. Tutti sanno che io sono entrato in corsa e quindi la squadra non l''ho fatta io. Ma dal momento in cui ne prendo le redini, io divento il punto di riferimento e la prendo come mia, mi appartiene. I miei giocatori diventano i più forti del mondo e penso solo a loro. Inoltre sono tornato alla squadra di cui sono tifoso, quindi credo di aver detto tutto".
Dopo Udine lei ha detto che manca la serenità...
"Si perchè quando crei tanto e non segni ti manca serenità secondo me. Non è nemmeno un fatto di fortuna e sfortuna, a me di cose storte ne sono successe ma non mi sono mai arreso. Io sono uno che si è fatto da solo e non mi sono mai arreso. Ci sono persone che alle prime difficoltà mollano e poi danno la colpa alla sfortuna. Io non sono così. Io non mi arrendo, la colpa non è degli altri e nostra. Io sono positivo e dobbiamo lottare e mettercela tutta, già da domani. Voglio vedere determinazione e freddezza oltre che voglia di fare e mi auguro che la squadra lo faccia. Siamo in un momento difficile, siamo in difficoltà ed è proprio per questo che bisogna starci vicino niente bombe, niente improperi. Se è vero che siamo una famiglia, quando in famiglia qualcuno sta male, non gli tiri le bombe, gli stai vicino e cerchi di dargli una mano. Ed è questo che chiedo ai tifosi, se amate la Roma e se siete esasperati figurateci quanto lo siamo noi. Noi vogliamo fare meglio e vogliamo fare di più".
Qual è l'anello debole della Roma?
"Ci sono due anelli. Uno che prendiamo gol ed uno che non ne facciamo. I numeri sono chiari. Però la squadra è viva, se Vucinic segnava all'ultimo momento avreste riscritto tutti i pezzi si o no? avreste scritto che abbiamo lottato fino all'ultimo si o no? Questa è la realtà. avremo cambiato tutto no?. La verità è che ci sono molte difficoltà ma io non vedo uno spogliatoio allo sbando. Li vedo decisi e determinati. Non parlo di tranquillità perchè sono romano e so che fine ha fatto tranquillo qui".
Lei è stato inserito in una squadra già costruita...
"Ho 58 anni e sono 58 anni che è mia la Roma. Le cose non si creano oggi o domani, io sto facendo e lavorando. Sono qui per costruire e fare bene. Questa anche è la mia Roma e non la rinnego perchè sto perdendo. Io sono responsabile di questa barca. Io sono l' ammiraglio e mi prendo tutto. Stiamo navigando bene ma facciamo poche miglia. Arriverà il momento".
Che squadra si aspetta domani?
"Si mi aspetto una squadra che giocherà nella propria metà campo, li ho visti e li conosco, inizialmente giocano a viso aperto ma poi si chiudono ai primi affondi avversari. Ho visto un po' di nervosismo contro il Siena. Hanno anche creato qualcosina però senza passare la metà campo praticamente. Mi aspetto una squadra rapida a ripiegarsi e che aspetterà che i nostri tifosi ci fischino cercando di trovarci distratti. Questo non deve accadere. Me lo aspetto dai miei ragazzi, li voglio vedere freddi e glaciali oltre che mettercela tutta. E' una squadra che ha delle individualità".
Come sta Burdisso?
"Non vogliamo dire nulla, ha un problema piccolo al polpaccio, lui vorrebbe spingere ma noi no. Perchè il polpaccio è un muscolo strano".
Lei con che spirito andrebbe allo stadio da tifoso?
"Sicuramente incazzato, perchè voglio di più, ma consapevole che la squadra sta facendo molto e sta sbagliando anche molto. Però noi produciamo di più e tanto. Certo è fastidioso vedere che gli altri magari producono molto meno di noi ma al primo affondo segnano. Allora o ci sentiamo parte di una famiglia. Non voglio tornare ad esempi inglesi ma una volta andai a giocare l'ultima giornata contro una squadra già retrocessa e mi ricordo che tutti i loro tifosi erano in piedi a battere le mani per l'impegno che comunque ci avevano messo. Loro piangevano ma applaudivano. A me ancora vengono i brividi.
Non dico che ci devono applaudire ma che ci diano una mano a stare meglio, ci incoraggiassero, io da tifoso anche incazzato farei così".
sussurrato da: Totticorederoma alle ore 12:57
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categoria: roma, as roma, presidente, curva sud, francesco totti, unico grande amore, trigoria news, convocati, claudio ranieri, grazie roma, rosella sensi, john arne riise, numeri e curiositĂ , campionato di serie a, roma ti amo, gli avversari, infortunati, i tifosi
giovedì, 29 ottobre 2009
"NOI, VOI...ESSI"!
In scena troviamo una squadra allo sbando senza
- una guida tecnica capace d trovare il bandolo della matassa;
- senza una guida morale che dovrebbe essere data dalla Società inesistente
- una tifoseria giustamente arrabbiata per i risultati che vanno oltre la peggiore delle immaginazioni.
Credo che sia palese ormai che Mister Ranieri dopo i proclami di quando arrivò alla Roma (So quali sono i problemi della Roma!), in realtà non sappia a che Santo votarsi, definendo anche la Roma come "non sua".
Vorrei portare al Mister il mio esempio: "io sono un supplente nella scuola italiana e ogni anno trovo "classi non mie", che però a settembre lo diventano e se accetto l'impegno (perchè possiamo anche rifiutare) faccio di tutto per plasmarla a mia immagine e secondo le mie regole, non mi permetterei mai alla prima difficoltà di dire che questa classe non è mia perchè non ho inserito io determinati alunni anzichè altri"!
Mister Ranieri, impari che non tutte le squadre sono come il Chelsea o come la Rubentus che hanno possibilità economiche a dir poco infinite e che quando un professionista prende un impegno come quello di allenare la ROMA e non il Parma o il Livorno (con tutto il rispetto per loro), lo si fa sapendo la enorme difficoltà di gestire non solo una squadra con campioni affermati come Totti, De Rossi o Mexes, ma anche di garantire alla tifoseria di essere fieri della squqdra nonostante qualche difficoltà!
Invece lei, caro mister fino ad ora non ha dato nessuna immagine alla squadra, non l'ha plasmata, anzi il gioco ne risente in maniera imbarazzante e la difesa continua a prendere gol ad ogni partita!
La Società come sempre in questi casi si da alla "macchia" e evita di esporsi mentre in realtà la tifoseria chiedono a gran voce il contrario!
Gentile signora Staffoli, impari da i signori De Laurentis, Zamparini o dallo stesso Lotito che sanno fare i presidenti e sanno metterci la faccia non solo quando fa una presentazione di uno stadio( che non si sa quanto sia fanta economia e quanto reale investimento) ma lo fa soprattutto quando la nave imbarca acqua da tutte le parti!
Questo fanno i Presidenti!
Adesso la scelta del ritiro fino a domenica: i nostri giocatori sono troppo viziati per soppportare una scelta simile come lo si è notato lo scorso campionato col ritiro finito in tempi brevi perchè i "poverini" non se la sentivano di sputare sangue per noi che "paghiamo" sotto ogni punto di vista per loro!!!
Per quanto riguarda i tifosi, abbiamo tutte le ragioni di questo mondo per lamentarci e essere arrabbiati per quanto sta accadendo e le 3 "persone" descritte prima devono prenderci in considerazione dandoci il nostro meritato rispetto!
Se ci fosse una Curva unita come ai vecchi tempi invece di avere tanti gruppi frammentati e guidati da "capetti" che se credono "Papi" intoccabili e indiscutibili (e non mi riferisco a Enrico Papi ma a sua Santità...) atteggiandosi da V.I.P., si organizzerebbe una manifestazione "nazionale" di tutti i Roma Club o cmq di tutta Roma e della Regione e faremmo sit-in permanente davanti ai cancelli di Trigoria e non una gita con 500-600 persone come le ultime organizzate.
Richiediamo la formazione del C.U.C.S.!
Il tifo giallorosso unito e forte!
Però un rimprovero bisogna farlo a quelle persone che sono entrate a Trigoria di notte per lasciare scritte interne: quelli sono gesti sbagliati.
Il tifo ok...la rabbia ok...ma rimetterci la pelle o rischiare la galera, no.
Quindi usiamo la testa e il cuore nelle giuste misure.
Ave a voi tutti e speriamo che domenica torni la Roma vera!
Giuseppe
sussurrato da: Totticorederoma alle ore 15:50
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martedì, 15 settembre 2009

La prima volta del dopo Luciano Spalletti, nei fatti si è trasformata in una totale, sottolineiamo totale, bocciatura di quel progetto giovani che, non più tardi qualche settimana fa, la dottoressa Rosella Sensi (ri)presentò come fiore all’occhiello della società nel corso della conferenza stampa tenuta a Civitavecchia.
A Siena la linea verde è rimasta a guardare. Chi a casa, chi in panchina, chi in tribuna. Il risultato positivo può anche giustamente far passare in secondo piano, questo aspetto, ma il dato rimane. Soprattutto pensando in prospettiva perché se si punta sui giovani si deve anche sapere che per migliorare, maturare, crescere, questi ragazzi bisogna farli giocare. Altrimenti sarà difficile anche soltanto capire se potranno far parte in maniera solida del progetto Roma per il futuro. In più, anzi in meno, c’è la considerazione che anche nel prossimo futuro, questi giovani sembra oggettivamente difficile immaginare che possano avere lo spazio che la loro età esigererebbe.
C’è un nome su tutti che ci sembra l’emblema di questa situazione. E’ quello di Jeremy Menez, anni ventuno compiuti il sette maggio scorso, il principale prospetto, dicono così quelli bravi, se non altro perché poco più di dodici mesi fa è stato pagato dieci milioni e mezzo di euro alMonaco . A Siena per il talento francese neppure un minuto in campo. E se non fa altro che lo spettatore quando Vucinic e Baptista sono reduci dagli impegni con la Nazionale, con il montenegrino operato il sei agosto scorso e il brasiliano che a Siena è entrato in campo avendo visibilmente ancora il fuso orario da smaltire, quando mai giocherà Menez? Interrogativo che rimane tale anche se, come auspichiamo, la Roma non giocherà mai più con una sola punta di ruolo nella formazione titolare. E Motta? E’ stato l’unico giocatore per il quale sono usciti dei soldi dalle casse di Trigoria nell’ultimo mercato, eppure con Cicinho ancora in fase di recupero, l’ex dell’Udinese è rimasto in panchina per tutti i novanta minuti più recupero. E Guberti? Cioè l’altro nome nuovo (oltre a Lobont) dell’ultima campagna acquisti (si fa per dire). In tribuna a tifare per i compagni. E Cerci? Cioè il ragazzo cresciuto nelle giovanili che sembra avere le migliori potenzialità per potersi inserire nella Roma dei grandi. Lasciato a casa, neppure convocato. E Antunes che fine ha fatto? Come detto all’inizio ci sono molte motivazioni che possono costituire una risposta, ma ci sono anche molti motivi per ritenere che per questi ragazzi il futuro non sarà molto più incopertina. E allora, per favore e perlomeno, non si parli più di un progetto giovani. Almeno per il momento.
sussurrato da: Totticorederoma alle ore 17:15
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martedì, 15 settembre 2009
Fabio Capello a Trigoria prima della "fuga" a Torino.
«Perché non ho mai allenato la Nazionale italiana? Semplice, non mi interessa». Diretto e senza peli sulla lingua. Fabio Capello risponde a 100 domande in un'intervista che sarà in edicola domani. Il Ct della Nazionale inglese si racconta, parla del mondo del calcio e non solo. «Avere una casa, una famiglia, viaggiare», sono le tre così a cui Capello proprio non può rinunciare. Il calcio è solo un «lavoro».
Sul collega per cui nutre più stima il tecnico di Pieris non ha dubbi: «Marcello Lippi». Meno sbilanciato quando gli viene chiesto un confronto tra Lippi e Mourinho. «Sono due bravi allenatori. Entrambi vincenti. Ma non mi chieda di sceglierne uno».
Parlando di mercato, per Capello non ci sono 30 mln di differenza tra Kakà e Cristiano Ronaldo: «Si vede che stavolta i dirigenti del Manchester sono stati più bravi di quelli del Milan». Capello è piuttosto sicuro anche quando deve indicare il giocatore più forte del mondo: «Lionel Messi». Per la palma del miglior calciatore italiano i nomi sono invece due: «Buffon e De Rossi».
È difficile immaginare un Capello fuori dal mondo del calcio. «Se non fossi diventato un calciatore avrei guidato un Boeing». Il tecnico di Pieris non sente una grande affinità con il mondo della politica, ma quando gli viene chiesto se andrebbe a cena con Berlusconi o con Di Pietro, non ha dubbi nella risposta: «Certamente Berlusconi».
sussurrato da: Totticorederoma alle ore 17:13
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martedì, 28 aprile 2009
Clima teso a Trigoria. I tifosi, delusi dalle ultime sconfitte dei giallorossi, si sono dati appuntamento oggi pomeriggio al Centro Sportivo "Fulvio Bernardini" per dar vita ad una contestazione.
Ore 15.00: presenti circa 30 persone. Una camionetta della Polizia ed una dei carabinieri hanno bloccato l'ingresso al Fulvio Bernardini. I tifosi si sono riuniti a Piazzale Dino Viola. La situazione, al momento, è tranquilla.
Ore 16.30: I tifosi, raggiunto il consistente numero di 150 unità, dopo aver discusso tra loro davanti all'ingresso del campo A del Fulvio Bernardini, si spostano verso l'ingresso principale, dove si trovano le transenne e le forze dell'ordine. Il clima rimane comunque tranquillo.
Ore 16.45: arriva un'ambulanza che entra a Trigoria. Sembra che un dipendende della Roma si sia sentito male
Ore 17.00: i tifosi chiedono un confronto. Una delegazione di circa 20 persone varca i cancelli del Fulvio Bernardini
Ore 17.38: arriva un'altra camionetta della polizia, col compito di dare il cambio a quella già precedentemente appostata ai cancelli del Fulvio Bernardini. Il clima continua a rimanere tranquillo
Ore 17.47: come riferisce Rete Sport, la delegazione entrata a Trigoria in rappresentanza di quasi tutti i gruppi della Curva Sud, si starebbe confrontando con Totti, De Rossi, Baptista, Pradè e Tempestilli.
domenica, 26 aprile 2009
SERVE UNA REAZIONE FORTE DA PARTE DELLA SOCIETA'!
Bloccare gli stipendi, ritiro per tutti senza distinzione, basta giocatori alle Nazionali (anche italiana) e noi tifosi lo sciopero fino alla fine del campionato del tifo!!!
b>PER LA PRIMA VOLTA MI SONO ROTTO LE PALLE!
Non andrò allo stadio, ma pago sky che mi prosciuga ogni mese e voglio vedere una grande Roma e non una che prende valanga di gol da tutti!!
ORA BASTA!!
Di questo passo perderemo anche l'accesso alla Coppa Uefa!!!
Cazzo...vogliamo ricordarci che siamo la ROMA?!
CHI NON HA LE PALLE VADA VIA DA ROMA!!!
Vorrei poter aprire una tavola rotonda con i capi ultras romanisti e decidere tutti insieme il da farsi in questo momento, perchè quello che accade non è importante solo per chi vive ancora a Roma, ma per chiunque la Roma conta qualcosa!
sabato, 18 aprile 2009
Il francese potrebbe andare al Milan
I tifosi della Roma contro la possibile cessione a fine stagione di Philippe Mexes. Davanti al centro sportivo di Trigoria, infatti, è comparso uno striscione con la scritta «Mexes non si tocca». Voci di mercato danno il difensore francese vicino al Milan.
venerdì, 20 marzo 2009

La Roma ha reso note le modalità di vendita dei biglietti per il derby di sabato 11 aprile, ore 15. I biglietti dei settori di Curva Sud e Distinti Sud saranno riservati in opzione agli abbonati della A.S. ROMA di pari settore per la stagione in corso. ogni abbonamento darà diritto all’acquisto di un solo biglietto della stessa tipologia di settore e fino ad esaurimento. Pertanto gli abbonati di curva sud e curva nord potranno acquistare esclusivamente biglietti di curva sud mentre gli abbonati di distinti sud e distinti nord esclusivamente tagliandi di distinti sud. Inoltre, per l’acquisto dei tagliandi sarà necessario esibire l’abbonamento in originale con un documento di riconoscimento e dovrà essere obbligatoriamente consegnata una fotocopia leggibile della tessera.
I tagliandi saranno acquistabili resso le ricevitorie Lis Lottomatica abilitate, la biglietteria del Gran Teatro e i Roma Store, dalle 12 di martedì 31 marzo alle 20 di mercoledì 1 aprile per quanto riguarda gli abbonati di Curva Sud e Nord; dalle 12 di giovedì 2 aprile alle 20 di sabato 4 aprile per gli abbonati dei Distinti Sud e Nord; dalle 12 di lunedì 6 aprile la vendita libera degli biglietti rimanenti di Curva e Distinti Sud. Gli abbonati A.S. ROMA 2008/2009 di Tribuna Monte Mario e Tribuna Tevere potranno acquistare fino ad esaurimento il biglietto presso le ricevitorie Lis Lottomatica abilitate a partire da lunedì 6 aprile nei settori riservati di Tribuna Montemario lato Sud INGR. 11BS E 11BD e Tribuna Tevere lato Sud INGR. 25AL, 25AD, 27AD E 27BD.
I PREZZI
CURVA SUD € 20,00
DISTINTI SUD € 30,00
TRIBUNA MONTE MARIO LATO SUD € 110,00
TRIBUNA TEVERE LATERALE LATO SUD € 55,00.
sabato, 14 marzo 2009
Il tecnico: «Bellissima l'invasione dei tifosi»

«Non mi era mai capitato. È stata una cosa bellissima, non solo per noi ma per il calcio». L'invasione dei tifosi, arrivati in oltre tremila a Trigoria per sostenere la Roma nonostante l'eliminazione in Champions League, ha colpito positivamente anche Luciano Spalletti. «Sono questi i comportamenti che dovrebbero esserci se vogliamo mettere a posto qualcosa in questo mondo- ha detto l'allenatore giallorosso- I nostri tifosi hanno fatto vedere anche che meritano soddisfazioni almeno pari a quello che è il loro amore per la Roma. Anche loro devono essere la nostra forza».
LA RINCORSA - Il campionato come la Champions. Inseguendo quella finale che a questo punto è il quarto posto. L'obiettivo dichiarato della Roma. Perchè si riaprano quelle porte che l'Arsenal ha chiuso all'Olimpico. Lasciando nei tifosi e nella squadra giallorossa una grande amarezza. Questa la missione affidata da Spalletti ai suoi giocatori: «Mancano undici partite, devono essere undici sfide di Champions». Nella corsa verso la riconquista della Champions, a cominciare dalla partita contro la Samp dell'ex Cassano. «Siamo nelle condizioni di potere fare la nostra corsa verso l'obiettivo. Dobbiamo avere fiducia- ha continuato l'allenatore giallorosso- Al di là dell'amarezza arrivata per l'eliminazione dalla Champions League. Ai giocatori, per cercare di fare tornare un po' di entusiasmo, ho detto che dobbiamo rimpiangere solo le cose dove non abbiamo avuto il coraggio di osare, di provarci. E stavolta l'abbiamo avuto, quindi non dobbiamo avere alcun rammarico. Ora ce la giocheremo con Genoa, Fiorentina e altre ottime squadre, ma anche con la Lazio, che sta risalendo in modo forte. Ma se abbiamo lo spirito giusto non abbiamo problemi. Credevo nel quarto posto anche quando eravamo a 18-20 punti da quel traguardo, ci credo anche adesso. Abbiamo le potenzialità per arrivarci. Dobbiamo superare l'amarezza di un risultato negativo. Dobbiamo ripartire. Con serenità, perchè la tranquillità può aiutare a fare girare a favore gli episodi».
GLI ASSENTI - Si comincia, come detto, dalla Sampdoria, che «viene da una brutta sconfitta, pur avendo fatto almeno quanto il Bologna se non meglio. Ma sono una squadra bellissima. E hanno una classifica non facile che vogliono sicuramente aggiustare». La Roma, oltretutto, arriva alla sfida con mille problemi: nove gli assenti, a cominciare da Totti. E poi ci sono Pizarro e Motta, convocati ma acciaccati. «Abbiamo sempre detto che la rosa è folta, anche se qualche problemino numerico effettivamente l'abbiamo. Ma mi aspetto proprio in questi momenti, come sempre, qualcosa di più da quelli che finora hanno giocato meno- ha concluso Spalletti- Mi aspetto che facciano vedere che la fiducia in loro è stata ben riposta». Adesso e per il futuro. Perchè «possiamo lavorare con questo gruppo ancora per un bel po'. Poi naturalmente bisogna programmare comunque qualcosa e farlo bene. Per quanto mi riguarda il contratto ce l'ho, è lì». La Champions League, invece, va riconquistata.
sabato, 14 marzo 2009
I tifosi hanno invaso Trigoria. Spalletti: «Tutto fantastico»
Via di Trigoria ed il centro "Fulvio Bernardini" sono letteralmente paralizzati dalle migliaia di tifosi che hanno invaso la zona per salutare la Roma che, dopo l'allenamento odierno, partirà per Genova dove domani affronterà la Sampdoria. I tifosi, "convocati" a Trigoria dalle radio romane fin da giovedì scorso, in questo modo vogliono tributare il loro affetto alla squadra di Luciano Spalletti e ringraziarli per la prestazione di mercoledì scorso contro l'Arsenal.

L'INVASIONE PACIFICA - Fin dalle 9 (l'allenamento è previsto alle 11, e la società ha fatto sapere che, per ringraziare i tifosi, sarà a porte aperte) lungo la strada e davanti al "Bernardini" c'era già un migliaio di sostenitori romanisti, molti dei quali vestiti con la maglia della squadra e alcuni con striscioni con scritte come "La nostra fede mai morirà" oppure "No Totti, no party". A causa del traffico "impazzito" una parte dei giocatori non è ancora arrivata, altri, come Tonetto, hanno preferito "abbandonare" l'auto per strada e sono arrivati al "Bernardini" a piedi, e hanno ricevuto abbracci dai tifosi. Ci sono stati anche cori contro Antonio Cassano, ex idolo romanista che domenica si troverà di fronte la sua ex squadra nel match del Marassi tra Sampdoria e giallorossi.

LA CURIOSITÀ - Roma eliminata dalla Champions, in tremila a Trigoria. Altro che contestazione: i tifosi si mobilitano per sostenere la squadra e si presentano in massa all'allenamento di rifinitura prima della trasferta a Genova con la Sampdoria. Tanti, talmente tanti che i giocatori, nonostante le transenne, restano bloccati nel traffico sulla strada che porta al centro tecnico giallorosso. Tutti davanti ai cancelli del campo A, quello con le tribune. In tremila, stimano dalla Questura, mentre la società apre le porte per assistere all'allenamento. In attesa che i giocatori arrivino... a piedi. Come Tonetto, che parcheggia in strada.

CANCELLI APERTI - Come previsto, la Roma ha aperto i cancelli per permettere ai tifosi di assistere all'allenamento odierno. Dentro il "Bernardini" ci sono almeno tremila persone. I sostenitori dei giallorossi, sistemati dietro una delle due porte, hanno anche acceso dei fumogeni e sono stato messi ai bordi del campo due striscioni con le scritte "A testa alta e fieri dei nostri valorosi condottieri", e "11.3.09 il vostro coraggio premiato. Per noi nessuno ha sbagliato". Al momento dell'entrata dei giocatori sul campo, cori ed incitamenti per tutti, in particolare Totti e Riise, che si sono fermati a firmare autografi per la gente dietro la rete di protezione.
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